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I giovani di Ripatransone ospiti per una settimana della Parrocchia San Pietro Apostolo in Pontenure

Di Verdecchia Angela

RIPATRANSONE – Ci sono esperienze che restano fini a sé stesse, ma ci sono anche esperienze che portiamo nel cuore per tutta la vita, quest’ultima definizione è perfetta per descrivere quella che è stata la nostra avventura a Piacenza!
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Non troppi mesi fa, Don Nicola aveva proposto a noi ragazzi del dopocresima e ad alcuni educatori di terzo superiore, l’idea di partire per alcuni giorni con destinazione Pontenure (comune limitrofo di Piacenza). Gli scopi di questo viaggio erano principalmente quello di farci svolgere il ruolo di educatori, per poter meglio capire cosa significhi stare a contatto con bambini e ragazzini più piccoli rispetto a noi, ma anche quello di conoscere una realtà diversa da quella della nostra parrocchia, darci modo di scoprire nuovi usi, nuovi modi di fare. All’inizio l’idea non era stata accolta con grande entusiasmo, nell’aria c’erano scetticismo e timore. Eppure, pian piano ci siamo convinti e abbiamo deciso di partecipare a questa piccola grande avventura.
A partire su un treno diretto verso la stazione di Piacenza eravamo in 14, accompagnati dal Don in persona.
Marco, Carlo, Denise, Tommaso, Giulia, Sofia, Alice, Silvia, Angela, Sara, Asia, Alessia, Mattia, Riccardo, i nostri nomi. I nomi di 14 ragazzi con mille preoccupazioni prima di partire, i nomi di ragazzi con mille pensieri per la testa. Tutti questi timori sono stati poi sostituiti da altrettanti arricchimenti personali e di gruppo, e altrettante soddisfazioni.
Questa stupenda, unica esperienza ci ha permesso di creare nuove amicizie, rapporti stretti con i bambini, e in alcuni casi… anche nuovi amori con i ragazzi di Pontenure!
È bastata poco meno di una settimana per far sì che tutto questo accadesse. È incredibile quanto sia strabiliante ciò che noi ragazzi siamo capaci di fare, possiamo dare tanto se solo riusciamo a superare le nostre insicurezze. Tutti noi abbiamo dato il nostro massimo in questi cinque giorni, dando una mano per ciò che potevamo fare. Ed è proprio questo che significa essere educatori: mettere il cuore in ciò che si fa per fare del bene per il prossimo, avere il coraggio di osare per cambiare le cose in modo da renderle più belle, più piacevoli.
Questo è un concetto che non va mai dimenticato, perché un educatore non è solo qualcuno che dà una mano in parrocchia… Un educatore può essere chiunque incontriamo nella nostra vita… Insomma, educatori non si nasce, si diventa!

 

Redazione: