ASCOLI PICENO – «Gesù, ti ringraziamo del dono che ci hai fatto questa sera di avere con noi il nostro vescovo Gianpiero. Te ne siamo immensamente grati. Questo gesto dell’Adorazione, iniziato due anni fa, è nato proprio dalle sollecitudini del Papa e del nostro vescovo, che ci hanno continuamente richiamati a pregare per la pace».
Con queste parole don Giuseppe Bianchini, parroco dell’Unità pastorale di Offida, ha introdotto il momento di Adorazione eucaristica per la Pace che si è svolto domenica 28 giugno, alle ore 21, in Piazza Immacolata ad Ascoli Piceno. La celebrazione è stata presieduta dallo stesso don Giuseppe, affiancato dal diacono Giuseppe Golia nel servizio all’altare.
Presenti anche il vescovo Gianpiero Palmieri e diversi sacerdoti delle due diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, che durante l’Adorazione si sono resi disponibili per il sacramento della Riconciliazione, offrendo ai tanti fedeli intervenuti la possibilità di accostarsi alle confessioni.
Dopo l’esposizione e l’incensazione del Santissimo Sacramento, don Giuseppe e il diacono Giuseppe si sono prostrati davanti all’altare, predisposto per l’occasione sul sagrato della chiesa dell’Immacolata. Da qui ha preso avvio un intenso momento di preghiera, aperto da una particolare intenzione rivolta alle vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela lo scorso 25 giugno.
«Il nostro primo pensiero – ha pregato don Giuseppe – va ai fratelli del Venezuela, specialmente a quelli che sono vivi ma ancora sepolti sotto le macerie. Ti preghiamo, Signore Gesù, perché siano tutti raggiunti dai soccorsi e messi in salvo».
Successivamente l’assemblea ha innalzato una seconda preghiera per «i religiosi e le religiose, i consacrati e le consacrate e per tutto il popolo di Dio, in particolare quello delle nostre due diocesi. Ti affidiamo quanti hanno più bisogno delle nostre preghiere».
Un’ulteriore intenzione è stata dedicata «ai giovani, alle famiglie, agli anziani, agli ammalati, alle persone sole, ai carcerati, a quanti sono morti senza prepararsi all’Aldilà e a coloro che in cielo e sulla terra bramano contemplarti nella tua maestà. A noi, riuniti nel tuo nome, concedi la grazia di una vita vissuta nella santità che, fissando lo sguardo sulla Vita eterna, costruisca già su questa terra la civiltà dell’Amore e della Pace».
Terminata questa prima parte della celebrazione, don Giuseppe si è reso disponibile per le confessioni, mentre l’Adorazione è proseguita alternando canti, silenzi e preghiere.
Le successive intenzioni hanno riguardato la Chiesa, il Papa, il vescovo e la pace nel mondo.
Per la Chiesa e per Papa Leone è stata elevata la seguente invocazione: «Signore, rendi il loro cuore sempre più simile al tuo: mite, umile e desideroso di raggiungere tutti».
Una preghiera particolare è stata poi rivolta al vescovo Gianpiero Palmieri: «Signore, concedi forza e vigore alla sua parola. Custodiscilo dal maligno e fa’ che possa sempre percepire il tuo e il nostro amore, la presenza del tuo Santo Spirito e la compagnia di buoni e santi amici».
Infine, l’assemblea ha pregato intensamente per la pace: «Signore, donaci la tua grazia per trasformare i conflitti in occasioni di riconciliazione, spegnere i rancori con gesti di pace e dissolvere le inquietudini nel fuoco del tuo amore».
L’Adorazione si è conclusa con la lettura della Preghiera per la Pace di Papa Francesco, proclamata da don Giuseppe. Il testo, una intensa supplica rivolta alla Vergine Maria, ha invitato i fedeli ad affidare al suo Cuore Immacolato le sofferenze dell’umanità, implorando il dono della pace per i popoli segnati dalla guerra, la conversione dei cuori e il coraggio di diventare autentici costruttori di comunione.
L’invocazione ha richiamato la responsabilità di ogni cristiano nel pregare, adorare e intercedere per l’intera famiglia umana, chiedendo alla Madre di Dio di sostenere quanti soffrono, di consolare gli afflitti, di proteggere i più deboli e di guidare il mondo sulla via della riconciliazione e della pace.
Al termine della preghiera, don Giuseppe ha nuovamente incensato l’altare e il Santissimo Sacramento. È quindi seguito il momento della benedizione Eucaristica, ricevuta dai numerosi fedeli raccolti in preghiera, che ha concluso il rito dell’Adorazione in un clima di profondo raccoglimento e di rinnovata fiducia nel Signore.