Immacolata: la donna non è merce usa e getta

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Cristiana Dobner

Immacolata: Donna di Bellezza totale.
E noi donne? Come potersi pensare: con macchia o senza macchia? Interrogativo mal posto o irresolubile?
Su quale piano collocarsi? Quello della natura che vede noi donne partecipi di un organismo e di una psiche che, con buona pace di chi non ci crede, è ben differente (per quanto complementare) a quella maschile oppure quello della comunione amorosa con il Signore?
Non nasciamo senza macchia, senza un Dna che non contenga debolezze e, talvolta purtroppo, anche delle deficienze. Non nasciamo, se crediamo nella dottrina della Chiesa, immuni dal peccato originale.
Allora gettiamo, immediatamente, la spugna?

Una realtà che non possiamo prevedere e neppure optare, possiamo soltanto con molta trasparente lucidità, imparare a dominarla, a vincerla, a contenerla.
Tuttavia, noi donne, da secoli siamo abituate a subire una macchia indelebile ma non nostra e che si radica nel più profondo: la violenza.
Sia fisica che riduce la donna a merce usa e getta; sia psicologica che assoggetta ed impedisce al moto interiore di trasparire e di svilupparsi in pienezza.
Sia, per molti aspetti, sociologica, dovuta a tutti quegli strati condensatisi nei secoli che hanno costituito barriere e impedimenti.
Ancora una volta il riepilogo sfocia in una dimensione di sfiducia, di cessate il fuoco per esaurimento di forze?
Equivarrebbe a svendere il proprio anello vitale che attende invece di allacciarsi ad altri anelli e porgersi in avanti perché le donne che stanno affiorando sul panorama della storia possano agganciarsi e procedere con sicura novità.
Si creerebbe così una catena pulsante e portatrice di nuovi fermenti.

Mirjam di Nazareth, per i credenti, è la Donna senza macchia, concepita senza il gravame della natura umana corrotta e bisognosa di risanamento. Quindi esente dalle tribolazioni e dai problemi accennati?

Se così fosse, avremmo dinnanzi un quadro idillico ma irreale, parto di una fantasia in cui domina la rimozione per poter portare il peso di una vita che grava, giorno dopo giorno.
Pur senza macchia e quindi con lo sguardo sempre rivolto all’Altissimo, Mirjam di Nazareth ha subito le scosse di disavventure e di dolori, senza per questo cadere nella disperazione, nel rifiuto della volontà di Dio.
Immacolata perché sarebbe diventata, nella piena libertà, dimora del Santo che, non si sarebbe potuto incarnare in un grembo macchiato o oscurato.
Ci riferiamo a Lei perché, fin dal primo momento, ci supera ed allora è molto conveniente affidarsi come ci si affida ad un’agenzia assicurativa per ottenere un buon premio?
Ben al contrario.

Non si tratta di una superiorità che postula un’inferiorità ma di un dono totale di Bellezza che attende di riversarsi su tutti proprio per essere tale.

Ci riferiamo quindi a Lei che ben comprende il nostro stato lancinante e rischioso, perché toccata da vicino da sofferenze a dir poco considerevoli e può accompagnarci nel cammino.
Di più, guardare la nostra macchia dolente se, d’un canto fa crescere in consapevolezza, dall’altro rischia di far precipitare in un gorgo buio.
Guardare alla sua Bellezza invece suscita desideri luminosi che possano contagiare ed educare ogni essere umano al rispetto, alla condivisione del cammino senza prevaricazione, allo sguardo gettato sulla donna senza che nulla intorbidi il rapporto.
Bellezza luminosa: genera bellezza luminosa a tutti donata.

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