Il seminarista di Barletta, malato terminale, ieri è stato ordinato presbitero

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SalvatoreDi Luigi Renna – rettore del Seminario

CHIESA Salvatore Mellone, 38 anni, della comunità parrocchiale del SS.Crocifisso di Barletta, ha cominciato il percorso vocazionale presso il propedeutico del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta nell’anno formativo 2011-2012. Prima del suo ingresso in Seminario, aveva vissuto un’esperienza lavorativa a Bolzano presso l’Istituto delle Suore Marcelline.
La sua formazione cristiana, cominciata nella famiglia molto unita e religiosa, è proseguita negli anni dell’adolescenza nella parrocchia S.Maria degli Angeli in Barletta. Il suo impegno ecclesiale, cresciuto con l’età e dimostratosi sempre travolgente, lo ha portato a un discernimento vocazionale che, in pochi anni di Seminario, si è consolidato. Tra i suoi compagni di Seminario la sua personalità è emersa per l’impegno armonico in tutti gli ambiti della formazione. Notevole il suo impegno culturale, sempre pronto all’approfondimento e aperto a cogliere i problemi del mondo contemporaneo.
Nel giugno del 2014 è stato iscritto all’albo dei giornalisti e nel giugno del 2009 ha dato alle stampe la raccolta di poesie “Le scaglie intorno” (Albatros-Il Filo), mentre nel 2013 ha pubblicato con il suo compagno di Seminario, Vincenzo Di Gregorio, il volume “L’umanità libera sorride a Dio. Agorà e Parola” (Tau Editrice). Sempre disponibile ad aiutare i suoi fratelli, è stato punto di riferimento costante e discreto nella comunità.
Concluso il suo discernimento vocazionale nel primo biennio, nel giugno scorso Salvatore ha cominciato ad avvertire problemi di salute e gli è stata diagnosticata una neoplasia all’esofago. Dall’ottobre 2014 si è sottoposto a cure intensive che non l’hanno mai distolto dal cammino di formazione e hanno fatto sì che gli fosse concesso il nulla osta per l’ammissione ai candidati al diaconato e presbiterato; l’ammissione è stata celebrata il 26 dicembre 2014 nella parrocchia del SS. Crocifisso di Barletta.
Le sue condizioni di salute si sono aggravate ed egli ha espresso il desiderio di completare il suo percorso formativo così singolare, rispondendo alla vocazione per la quale si sente chiamato e per cui la Chiesa l’ha ritenuto idoneo: il presbiterato.
Dopo attenta valutazione, con il nulla osta del Seminario Regionale, che ne aveva seguito la formazione anche nei mesi di malattia, monsignor Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, dopo aver consultato la Congregazione del clero, ha deciso di ordinarlo diacono il 15 aprile e presbitero il 16 aprile. La sofferenza ha fatto percepire a Salvatore una più profonda comunione con Cristo, per una carità a servizio di coloro che sono nel dolore. Ha detto di sé al momento della richiesta: “Oggi mi sento portato sulle spalle da Cristo; da sacerdote porterò la stola con Cristo, per la salvezza del mondo. Anche celebrare una sola Eucaristia per me sarà partecipazione reale al sacerdozio di Cristo”.
In questi giorni, circondato dall’affetto e dalla commozione di tutti, Salvatore ha edificato per il suo spirito di fede. La sua testimonianza insegna ai presbiteri e ai cristiani tutti a dare la propria vita fino in fondo, anche quando il dolore sembra togliere senso alle cose; insegna che l’essenziale del sacerdozio è la profonda unione al mistero di Cristo, non importa quanto si possa fare: già il dolore è un agire che ha un senso nel mistero pasquale.
La vita di Salvatore è dono, unita a Cristo, anche nella debolezza del suo soffrire. Papa Francesco, che gli ha mostrato la sua vicinanza con una telefonata, gli ha chiesto la sua prima benedizione. E la prima benedizione di Salvatore sarà proprio per il Papa.

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