(Foto Vatican Media/SIR)

Di fronte alla “piaga” degli abusi da parte dei membri del clero, “la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l’ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura”.

Lo ha detto il Papa, incontrando i vescovi spagnoli a Madrid. “Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza, protezione e percorsi reali di guarigione”, ha affermato Leone XIV, secondo il quale “questa stessa logica vale anche per le sfide di un mondo secolarizzato”. “Molti uomini e donne del nostro tempo non rifiutano semplicemente Dio, spesso portano nel cuore una profonda sete di senso, di verità, di appartenenza e di speranza, anche quando non sanno darle un nome”, l’analisi del Papa: “La Chiesa è chiamata a riconoscere questi desideri, ad ascoltarli con rispetto e a offrire, come Pietro e Giovanni al paralitico accanto alla porta del tempio, il tesoro che le è stato affidato: Gesù Cristo, nel cui nome l’uomo può alzarsi e camminare. Anche quando collabora con altre istituzioni, religiose o civili, persino quando offre aiuto materiale, istruzione, assistenza o promozione umana, la Chiesa non smette mai di offrire ciò che le è proprio: l’amore di Dio rivelato in Cristo”.

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