SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sarà una serata dedicata alla riflessione, alla speranza e al valore dell’accoglienza quella in programma questa sera, venerdì 24 luglio, alle ore 21.15, presso la Chiesa Cattedrale Madonna della Marina, nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna della Marina.

Protagonista dell’incontro sarà il libro Eravamo due ragazzi della scrittrice Antonella Roncarolo, ispirato alla storia vera di Samba Manneh, giovane originario del Gambia, già ospite della Caritas diocesana di San Benedetto del Tronto e oggi giovane imprenditore.

Nel corso della presentazione, l’autrice dialogherà con lo stesso Samba, che ripercorrerà il doloroso viaggio affrontato nel 2015 per raggiungere l’Italia a bordo di un barcone, dopo aver attraversato il deserto e la Libia. Una partenza non dettata dalla ricerca di un futuro migliore, ma dalla necessità di salvare la propria vita: affetto da una grave malattia alla gamba, Samba lasciò il Gambia nella speranza di poter ricevere in Europa le cure che nel suo Paese erano impossibili.

«Il viaggio dal Gambia all’Italia è durato tre mesi, ma a me è sembrato infinito. Ho attraversato il deserto, la Libia e poi il mare, ma non è stato un viaggio solo geografico: ho attraversato anche la paura, la rabbia, i silenzi e la speranza», ha raccontato Samba nell’intervista rilasciata in occasione dell’uscita del libro. Un’esperienza così intensa che, durante gli incontri con Antonella Roncarolo per ricostruirla, più volte è stato necessario interrompere il racconto per l’emozione.

Il romanzo prende il titolo dall’amicizia che ha cambiato il destino del protagonista. L’altro ragazzo è infatti Ebrima Jawo, l’amico che convinse Samba a partire e gli fece nascere la speranza che, in Europa, qualcuno avrebbe potuto curare la sua gamba. «Se sono arrivato qui in Italia è solo grazie a lui», racconta Samba.

Quella narrata in Eravamo due ragazzi è però anche una storia di rinascita. Dopo l’arrivo in Italia, Samba è stato operato, oggi cammina grazie a una protesi e ha ricostruito la propria vita con determinazione: ha imparato la lingua italiana, conseguito il diploma alberghiero, ottenuto la qualifica di mediatore interculturale e intrapreso il proprio percorso professionale, mantenendo sempre un forte legame con la Caritas diocesana che lo ha accolto fin dai primi giorni.

Inizialmente, raccontare la propria esperienza non è stato semplice. «Mi chiedevo a chi potesse importare la mia storia», aveva confidato. Poi la consapevolezza che la propria testimonianza avrebbe potuto aiutare altre persone a guardare il fenomeno delle migrazioni con occhi diversi, superando paure e pregiudizi.

L’incontro di questa sera rappresenterà quindi non solo la presentazione di un libro, ma anche un’occasione di ascolto e confronto su temi di grande attualità. Un invito a riscoprire, attraverso una storia vera, il valore dell’amicizia, della solidarietà e della fraternità, nel solco del messaggio di accoglienza e speranza che accompagna i festeggiamenti in onore della Madonna della Marina.

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