“Troppi nel nostro mondo si rifiutano di riconoscere ciò che sia la scienza, sia la Chiesa insegnano chiaramente: che abbiamo una solenne responsabilità nella gestione del nostro pianeta e del benessere di coloro che vi abitano, specialmente dei più vulnerabili, le cui vite sono messe in pericolo dallo sfruttamento sconsiderato sia delle persone, sia del mondo naturale”. A lanciare il grido d’allarme è stato il Papa, nel discorso, in inglese, rivolto ai membri del Board of the Vatican Observatory Foundation, ricevuti oggi in udienza. “Questo è precisamente il motivo per cui l’abbraccio della Chiesa a una scienza rigorosa e onesta rimane non solo prezioso, ma essenziale”, l’omaggio di Leone XIV, secondo il quale l’astronomia ha “un posto speciale in questa missione”: “La capacità di guardare con meraviglia il sole, la luna e le stelle è un dono dato a ogni essere umano, indipendentemente dalla condizione o dalla circostanza. Risveglia in noi sia stupore sia un salutare senso della proporzione. Contemplare i cieli ci invita a vedere le nostre paure e mancanze alla luce dell’immensità di Dio. Il cielo notturno è un tesoro di bellezza aperto a tutti – ricchi e poveri allo stesso modo – e in un mondo così dolorosamente diviso, rimane una delle ultime fonti veramente universali di gioia”.

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