Di Maddalena Maltese
(da New York) Non importa se cattolici, evangelici, protestanti o senza alcuna appartenenza religiosa: gli americani sembrano concordare almeno su un punto. L’economia è in difficoltà e il Paese sta andando nella direzione sbagliata. A meno di tre settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, un nuovo sondaggio del Pew Research Center fotografa un’America profondamente insoddisfatta e un Donald Trump che perde consensi anche tra le comunità religiose tradizionalmente più vicine ai Repubblicani.
Il dato più significativo riguarda i cattolici. Solo il 30% approva oggi l’operato di Trump, contro il 47% registrato all’inizio del suo secondo mandato. Tra i cattolici ispanici il consenso è precipitato dal 31% al 18%, mentre tra quelli bianchi è sceso dal 59% al 39%. Complessivamente, il 67% dei cattolici boccia il presidente, una percentuale che raggiunge il 78% tra gli ispanici e il 59% tra i bianchi. Numeri che pesano soprattutto se confrontati con le presidenziali del 2024, quando Trump aveva conquistato il 55% del voto cattolico, contro il 43% di Kamala Harris.
(Foto Casa Bianca)
La disaffezione attraversa tutte le confessioni. Persino tra gli evangelici bianchi, pilastro della coalizione trumpiana, il gradimento del presidente è sceso dal 78% al 58%, anche se di fatto restano l’unico gruppo religioso ad approvarne l’operato con una notevole maggioranza.
Ma il giudizio sul presidente non coincide necessariamente con la scelta elettorale. Tra i cattolici, il 42% voterebbe per un candidato democratico alla Camera dei Rappresentanti, il 39% per un repubblicano, mentre il 19% rimane indeciso o orientato verso altre formazioni. Le differenze interne sono marcate: il 50% dei cattolici bianchi preferisce i Repubblicani, mentre il 59% degli ispanici sostiene i Democratici. Tra gli evangelici bianchi, il 73% sceglierebbe un candidato repubblicano. I protestanti neri, invece, si orientano nettamente verso i Democratici, così come gli americani senza affiliazione religiosa.
A unire comunità tanto diverse è soprattutto la preoccupazione economica. Per l’89% dei protestanti neri, l’87% dei cattolici, l’83% dei protestanti bianchi delle confessioni storiche e l’81% degli evangelici bianchi, l’economia sarà determinante nella scelta elettorale. Sanità, istruzione e futuro della democrazia rimangono questioni rilevanti, mentre l’aborto appare meno centrale di quanto spesso suggerisca il dibattito politico.
Il malcontento non risparmia i partiti. Tra i principali gruppi religiosi, soltanto i protestanti neri esprimono in maggioranza un giudizio positivo sui Democratici (65%), mentre gli evangelici bianchi sono gli unici ad approvare prevalentemente i Repubblicani (67%). Una distanza crescente dalla politica che potrebbe tradursi in astensione, voto di protesta o cambiamento degli equilibri congressuali.
Non sorprende allora che proprio i sondaggi abbiano contribuito all’ultimo ripensamento di Trump: il presidente ha fermato il progetto del segretario alla Difesa Pete Hegseth di trasmettere in diretta streaming la fucilazione di Nidal Hasan, l’ex militare responsabile della strage di Fort Hood del 2009. Secondo un’indagine Washington Post-ABC News-Ipsos, otto americani su dieci erano contrari alla trasmissione, compresa la maggioranza dei Repubblicani. Un’opposizione che aveva coinvolto anche leader religiosi e alleati politici del presidente.
Il passo indietro evita a Trump un’altra controversia, ma difficilmente basterà a riconquistare un elettorato preoccupato dal costo della vita e dalla guerra con l’Iran. A poco più di due settimane dal voto, il verdetto rimane aperto. Anche tra i credenti, che hanno contribuito alla sua vittoria del 2024, il presidente non può più dare nulla per scontato.