GROTTAMMARE – «C’è nel territorio della Diocesi di Ascoli un altare di ceramica, dove c’è un’annunciazione bellissima, fatta da un ceramista contemporaneo, Angelo Biancini, in cui si vede l’angelo che si avvicina a Maria e fa: “Shhhh…”. Maria fa silenzio e ha la mano vicino all’orecchio, per ascoltare la Parola di Dio, e l’altra mano ce l’ha sul cuore e, sotto la mano, tra la mano e il cuore, c’è un Vangelo… Ed è un’immagine bellissima. Maria è tanto grande e ha una maternità universale perché lei fa silenzio, per ascoltare la Parola di Dio, e questa Parola di Dio la feconda, le allarga il cuore per essere la madre di tutti!»
Queste le parole del vescovo Gianpiero Palmieri, intervenuto al termine della tradizionale fiaccolata dell’Assunta, venerdì 14 agosto, a Grottammare. La processione è stata condotta dal parroco, don Roberto Traini, con il viceparroco don Benvenuto Nepou, don Francesco Bollettini, don Luigino Scarponi e un altro sacerdote, ed è stata animata dagli scout e dai ragazzi dell’Azione Cattolica. Molti fedeli e turisti vi hanno partecipato.
«Il Vangelo – ha proseguito il Vescovo, descrivendo Maria – le nasce nel cuore, perché ha ascoltato, perché ha fatto silenzio, perché la Parola di Dio, prima di farsi carne nel suo utero, si è fatta presenza forte, come l’Arca nel suo cuore. Allora questo ci dice qualcosa di importante: Maria è importante non perché ha un privilegio, che è quello che le dice la donna a Gesù nel Vangelo appena ascoltato: “Beato il grembo che ti ha messo al mondo”. Maria non è importante perché ha dei privilegi, ma perché diventa un’immagine della Chiesa e di ciascuno di noi.
Ciascuno di noi vede la propria maternità e paternità allargarsi, perché accoglie la Parola di Dio. La nostra Chiesa, il nostro essere comunità, può essere veramente materna nei confronti di tutti, perché accogliente, disponibile, capace di accompagnare i vissuti, perché a tutti dona una parola di vita, di luce e di salvezza, se prima di tutto ci lasciamo fecondare dalla Parola di Dio.
Allora sì che ci allarghiamo, allora sì che diventiamo una comunità di padri e di madri, allora sì che finalmente Maria diventa non il modello di una privilegiata, ma l’immagine di quello che siamo e che siamo chiamati a essere. Ed è bellissimo, allora, che nella festa dell’Assunta, in questa vigilia dell’Assunta, noi contempliamo questo Vangelo, perché la nostra vita si rivesta di incorruttibilità, proprio perché si lascia illuminare dalla Parola di Dio, noi come Maria. Amen».