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San Benedetto, dagli incendi alle persone scomparse, una squadra specializzata di Protezione Civile, intervista alla presidente Alesi

Fabrizia Alesi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nata nel 2025, l’Associazione di Protezione civile Vigili del fuoco in congedo – Delegazione di San Benedetto del Tronto ha organizzato la propria attività attraverso diversi nuclei specializzati. Una realtà giovane, ma composta da volontari che hanno già maturato esperienze e competenze in vari ambiti. In questa intervista, la presidente Fabrizia Alesi racconta la nascita dell’associazione, le attività svolte, l’impegno nella formazione e gli obiettivi per il futuro.

Presidente Alesi, la vostra associazione è nata nel 2025. Come è nata l’idea di costituire questa realtà e quali esigenze del territorio vi hanno spinto a mettere insieme le vostre competenze?

La nostra Delegazione è nata nel 2025 dalla volontà di mettere insieme persone che avevano già maturato esperienze e competenze nel mondo della Protezione civile, con l’obiettivo di creare sul territorio una realtà concreta, preparata e soprattutto operativa. Il nostro è un territorio molto particolare: abbiamo la fascia costiera, aree collinari e montane, zone esposte al rischio di incendi boschivi e aree che possono essere interessate da allagamenti ed eventi idrogeologici. A questo si aggiunge la necessità di poter contribuire alla ricerca di persone scomparse. Per questo abbiamo deciso fin dall’inizio di puntare molto sulla formazione e sulla specializzazione, creando nuclei capaci di rispondere a esigenze differenti. Siamo una realtà giovane come Delegazione, ma molti dei nostri volontari avevano già maturato esperienze e qualifiche negli anni. In poco più di un anno siamo riusciti a trasformare queste competenze in una struttura organizzata che ha già partecipato a numerosi servizi, attività operative e interventi reali.

Di che cosa si occupa concretamente l’associazione e in quali situazioni può essere chiamata a intervenire? Qual è il vostro ruolo all’interno del sistema di Protezione civile e come vi coordinate con le altre forze e autorità?

La nostra associazione opera principalmente attraverso il Nucleo AIB – Antincendio boschivo, il Nucleo search and rescue per la ricerca a piedi di persone scomparse, il Nucleo cinofilo da ricerca e soccorso e il Nucleo idrogeologico. Possiamo quindi essere impiegati, secondo le nostre specializzazioni e su attivazione degli organi competenti, negli incendi boschivi, nelle ricerche di persone disperse, negli eventi meteorologici e idrogeologici e nelle altre emergenze in cui venga richiesto il supporto del volontariato organizzato. È importante sottolineare che il volontario di Protezione civile non agisce autonomamente: siamo parte di un sistema organizzato e operiamo rispettando ruoli, procedure e catena di comando. Abbiamo già avuto occasione di lavorare al fianco della SOUP regionale, dei Vigili del fuoco, dei gruppi comunali di Protezione civile e di altre organizzazioni di volontariato. Per noi la collaborazione è fondamentale, perché durante un’emergenza non esiste la singola associazione che lavora per conto proprio: esiste un sistema all’interno del quale ciascuno mette a disposizione le proprie competenze e specializzazioni.

Da chi è composta la Delegazione? Quali professionalità ed esperienze portano i vostri volontari e come si può entrare a far parte dell’associazione?

La nostra Delegazione è composta da persone con età, esperienze e professionalità differenti, ed è proprio questa diversità a rappresentare uno dei nostri maggiori punti di forza. Una caratteristica alla quale teniamo particolarmente è che molti dei nostri volontari mettono a disposizione dell’intero gruppo anche le competenze acquisite nella propria vita professionale. Questo ci permette di crescere e formarci attraverso uno scambio continuo di conoscenze all’interno dell’associazione. Tra noi abbiamo addestratori cinofili certificati, professionisti che si occupano di sicurezza e formazione nelle aziende, personale con competenze specifiche nell’antincendio, volontari esperti di GPS, cartografia e orientamento, professionisti del settore informatico, infermieri, nonché soccorritori e autisti del 118. Sono competenze molto diverse che, quando vengono messe insieme, diventano un patrimonio dell’intera Delegazione. Il concetto che cerchiamo di portare avanti è semplice: ognuno mette a disposizione ciò che sa fare e, allo stesso tempo, impara dagli altri. A queste professionalità si aggiunge naturalmente la formazione specifica in ambito di Protezione civile. Abbiamo volontari formati e abilitati nell’antincendio boschivo, nella ricerca di persone scomparse, nel settore cinofilo e nel rischio idrogeologico. A chi vuole entrare nella nostra associazione non chiediamo però di possedere già qualifiche particolari. Cerchiamo soprattutto serietà, disponibilità, spirito di squadra e voglia di imparare. Saranno poi i corsi, gli addestramenti e le esercitazioni a permettere a ciascuno di costruire il proprio percorso. Cerchiamo inoltre di valorizzare le inclinazioni e le capacità personali: non tutti devono necessariamente fare tutto. Ognuno può trovare il proprio ruolo e specializzarsi nel settore nel quale può offrire il contributo migliore.

 

La vostra struttura comprende un Nucleo cinofilo di ricerca e soccorso. Come lavorano i conduttori con i cani e quale addestramento è necessario per intervenire nella ricerca di persone scomparse, anche in zone impervie o sotto le macerie?

Il Nucleo cinofilo rappresenta sicuramente una delle nostre specializzazioni più importanti e uno dei settori sui quali abbiamo investito maggiormente. Attualmente abbiamo due Unità Cinofile operative ENCI nella ricerca in superficie, mentre altri binomi stanno proseguendo il loro percorso di formazione. Complessivamente, il nostro nucleo conta sette cani tra operativi e in formazione. Preparare un cane da soccorso richiede tempo, costanza e soprattutto la costruzione di un vero binomio. Non basta insegnare al cane a cercare una persona: tra cane e conduttore devono esserci fiducia, comunicazione, conoscenza reciproca e capacità di lavorare insieme anche in situazioni complesse e sotto pressione. Lavoriamo nella ricerca in superficie e ci addestriamo anche su scenari di macerie. Ma nella ricerca di una persona scomparsa il cane rappresenta una parte di un sistema molto più ampio. Per questo viene formato anche il conduttore, che deve acquisire competenze in orientamento, cartografia, utilizzo del GPS, sicurezza, primo soccorso e organizzazione della ricerca. Ed è proprio qui che le diverse professionalità presenti nella nostra Delegazione diventano una risorsa: chi possiede competenze specifiche le mette a disposizione degli altri volontari, contribuendo alla crescita dell’intero gruppo. Il raggiungimento dell’operatività, inoltre, non rappresenta un punto di arrivo. Un’Unità Cinofila deve continuare ad addestrarsi e mantenere nel tempo un elevato livello di preparazione. E non parliamo soltanto di esercitazioni: le nostre Unità Cinofile sono già state chiamate a confrontarsi con attivazioni reali per la ricerca di persone scomparse. È proprio in quei momenti che si comprende fino in fondo quanto siano importanti la preparazione, il lavoro di squadra e l’addestramento continuo.

Tra i vostri settori operativi c’è il Nucleo AIB – Antincendio boschivo. Come è organizzato e quali attività svolgete durante la campagna antincendio?

Il Nucleo AIB – Antincendio boschivo è uno dei settori nei quali abbiamo investito maggiormente in formazione e operatività. Attualmente possiamo contare su nove volontari formati e abilitati AIB, preparati per operare secondo le procedure previste e sempre all’interno del sistema regionale di Protezione Civile. Il nostro lavoro comprende attività di prevenzione e sorveglianza del territorio, servizi NOS, pronta partenza e, quando veniamo attivati, interventi a supporto delle operazioni di spegnimento e successiva bonifica. La campagna AIB 2026 è stata la prima per la nostra Delegazione ed è stata subito molto impegnativa. Abbiamo coperto 31 turni NOS, effettuato due pronte partenze per incendio, due avvistamenti di incendi non boschivi e cinque interventi di spegnimento su incendi boschivi. Sono numeri che per noi hanno un significato particolare, perché dietro ognuno di questi interventi ci sono volontari che hanno messo a disposizione il proprio tempo, la propria formazione e le proprie competenze. L’Antincendio boschivo è un’attività che non può essere improvvisata: richiede formazione specifica, dispositivi di protezione, conoscenza delle procedure, capacità di valutare i rischi e un grande lavoro di squadra. Durante gli interventi operiamo in coordinamento con la SOUP regionale, i Vigili del Fuoco e le altre componenti impegnate sullo scenario, nel rispetto dei rispettivi ruoli e delle indicazioni ricevute. Anche in questo settore continuiamo ad addestrarci perché, come diciamo sempre, l’emergenza non è il momento nel quale imparare: bisogna arrivarci già preparati.

Un altro settore importante è il Search and Rescue, dedicato alla ricerca a piedi di persone scomparse in ambiente urbano ed extraurbano. Come opera questo nucleo e quale preparazione è necessaria?

Il Nucleo search and rescue – SAR è dedicato alla ricerca a piedi di persone scomparse e può operare sia in ambiente urbano sia extraurbano, nell’ambito delle attivazioni e del dispositivo di ricerca predisposto dalle autorità competenti. Quando una persona scompare, la ricerca non consiste semplicemente nel percorrere un territorio. È un’attività organizzata che richiede metodo, preparazione, conoscenza del territorio e capacità di lavorare in maniera coordinata. I nostri volontari vengono preparati all’utilizzo di GPS e cartografia, all’orientamento, alla lettura del territorio e alle tecniche di ricerca. Devono essere in grado di muoversi in sicurezza anche in zone boschive, collinari o impervie, mantenendo il proprio settore di ricerca e riportando correttamente le informazioni alla struttura che coordina le operazioni. Particolare attenzione viene dedicata anche alla capacità di osservare e leggere l’ambiente, perché durante una ricerca può essere importante individuare non soltanto direttamente la persona, ma anche tracce, oggetti o altri elementi che possano fornire indicazioni utili. Il SAR lavora inoltre in stretta sinergia con il Nucleo cinofilo. Le squadre a piedi e le Unità cinofile hanno caratteristiche e modalità operative differenti, ma possono diventare complementari all’interno dello stesso dispositivo di ricerca. È proprio questo uno degli aspetti che vogliamo sviluppare maggiormente: creare una capacità di ricerca sempre più completa, nella quale uomo, cane, conoscenza del territorio, cartografia e tecnologia lavorino insieme. Anche in questo caso la formazione non può essere soltanto teorica. Organizziamo addestramenti e simulazioni per mettere i volontari davanti a scenari il più possibile realistici, perché durante una vera attivazione ogni componente della squadra deve sapere cosa fare, come muoversi e come rapportarsi con chi coordina le operazioni.

Oltre agli interventi di emergenza, vi occupate anche di servizi alla popolazione, presidi antincendio durante le manifestazioni e attività di sensibilizzazione. Quali servizi offrite sul territorio e quali iniziative avete già realizzato o state programmando?

Per noi la Protezione Civile non significa soltanto intervenire durante un’emergenza. Una parte fondamentale del nostro lavoro riguarda la prevenzione, la formazione e la diffusione della cultura della sicurezza e del volontariato. Durante l’anno partecipiamo a manifestazioni ed eventi, svolgiamo servizi di assistenza e prevenzione e collaboriamo con altre realtà del territorio. Quando richiesto e nelle modalità previste, possiamo inoltre mettere a disposizione personale qualificato per servizi di prevenzione e assistenza antincendio. Un settore sul quale stiamo investendo particolarmente è quello rivolto ai ragazzi e alle scuole. Crediamo che la cultura della Protezione Civile debba iniziare proprio dalle nuove generazioni: conoscere i rischi, sapere come comportarsi in un’emergenza e comprendere il funzionamento del sistema significa contribuire a creare cittadini più consapevoli. Abbiamo già partecipato a iniziative e campi scuola di Protezione Civile e stiamo sviluppando nuovi progetti didattici. Un ruolo importante viene svolto anche dal nostro Nucleo Cinofilo, attraverso il quale possiamo raccontare ai ragazzi come lavora un cane da soccorso e, allo stesso tempo, affrontare argomenti come il corretto rapporto con il cane, la sua gestione, il benessere animale e il valore della collaborazione tra uomo e animale. Vogliamo inoltre continuare a organizzare momenti formativi ed esercitazioni, anche insieme ad altre organizzazioni. Per noi è fondamentale collaborare e conoscersi prima dell’emergenza: addestrarsi insieme e utilizzare procedure condivise rende molto più efficace il lavoro quando si viene realmente chiamati a intervenire.

Essendo una realtà nata da poco, quali sono oggi le vostre principali necessità, anche in termini di mezzi, attrezzature e risorse? E quali obiettivi vi siete posti per far crescere la Delegazione e rafforzare la vostra presenza sul territorio?

Essere una realtà giovane significa avere ancora molto da costruire, soprattutto dal punto di vista dei mezzi, delle attrezzature e della logistica. Allo stesso tempo, però, abbiamo scelto fin dall’inizio di investire prima di tutto sulle persone e sulla loro preparazione. Oggi disponiamo di volontari formati e di nuclei che stanno crescendo rapidamente, ma abbiamo bisogno di dotazioni che ci consentano di mettere pienamente a frutto queste competenze. Tra le nostre priorità ci sono un mezzo adeguatamente attrezzato per l’Antincendio Boschivo, attrezzature AIB, dispositivi e materiali per il Search and Rescue, sistemi GPS e cartografici, dotazioni per il Nucleo Cinofilo e attrezzature specifiche per affrontare il rischio idrogeologico e gli allagamenti. Quest’ultimo è un settore al quale teniamo particolarmente, anche per le caratteristiche del nostro territorio. Abbiamo all’interno dell’associazione persone qualificate e con esperienza in questo tipo di emergenze e vogliamo dotarle degli strumenti necessari per poter essere realmente efficaci quando ce ne sarà bisogno. Un’altra esigenza fondamentale è poter disporre di una sede operativa adeguata, dove custodire mezzi e materiali, organizzare la formazione e avere un punto di riferimento stabile per i volontari e per le attività della Delegazione. Il nostro obiettivo, però, non è semplicemente acquistare mezzi o aumentare il numero degli iscritti. Vogliamo costruire una Delegazione sempre più specializzata e realmente operativa, continuando a investire nella formazione, negli addestramenti e nelle esercitazioni. Vogliamo inoltre rafforzare la collaborazione con le istituzioni, con i Comuni, con i Vigili del Fuoco, con le strutture regionali e con le altre organizzazioni di Protezione Civile, perché siamo convinti che nessuna associazione possa pensare di affrontare da sola un’emergenza. La nostra ambizione è crescere mantenendo la stessa filosofia con cui siamo partiti: poche parole e molto lavoro sul campo. Vogliamo che siano la preparazione, la presenza e ciò che facciamo concretamente per il territorio a raccontare chi siamo.

Luigina Pezzoli: