ANCONA – È stato presentato, presso il Centro pastorale dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, il Dossier Caritas Marche 2026 sui dati del 2025. Hanno preso parte all’incontro mons. Gianpiero Palmieri, vice presidente della CEI, vescovo delegato per la Carità e il Lavoro della Conferenza Episcopale Marchigiana e vescovo delle Diocesi del Piceno, mons. Angelo Spina, arcivescovo metropolita dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, Simone Breccia, delegato regionale Caritas Marche, e Andrea Tondi, responsabile dell’Osservatorio Povertà e Risorse (OPR) di Caritas Marche.
Per le Diocesi del Piceno era presente Fernando Palestini, vice direttore della Caritas diocesana di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto e presidente vicario pro tempore della Fondazione Caritas San Benedetto del Tronto ETS. Abbiamo chiesto al prof. Palestini di illustrarci i dati più significativi presentati e di tracciare un bilancio dell’incontro.
Di Fernando Palestini
«Attingere a dati reali, come quelli offerti dai rapporti Caritas, a livello nazionale, regionale, diocesano ci permette di raggiungere e lasciarci raggiungere, attraverso le informazioni, dalle storie e dai volti di tante persone, perché non siano dimenticati».
Con queste parole Mons. Gianpiero Palmieri, vescovo delegato per la Carità e il Lavoro della CEM, ha introdotto il Dossier Caritas Marche 2026 sui dati del 2025, richiamando il significato più profondo di un lavoro che, attraverso i numeri, prova a restituire visibilità alle persone e alle fragilità incontrate quotidianamente dalla rete Caritas.
La povertà incontrata non ha un solo volto
Tra i casi con informazione disponibile, il 53,6% è costituito da uomini e il 46,4% da donne; il 61,7% ha cittadinanza non italiana, il 35,7% italiana. Il 28,1% vive solo, mentre il 55,1% vive con familiari o parenti.
Uno dei punti più critici riguarda la casa: il 53,6% vive in affitto e il 28,6% si trova in grave esclusione abitativa, intesa non soltanto come vita in strada, ma anche come accoglienza temporanea, sistemazioni precarie, insicure o inadeguate. In questa fascia l’81,6% è composto da uomini e il 76,7% risulta disoccupato.
Il lavoro è uno dei nodi centrali: il 49,4% delle persone con dato disponibile è disoccupato e in cerca di occupazione; il 21,2% risulta occupato. Il Dossier evidenzia quindi una doppia fragilità: il lavoro che manca e il lavoro che, pur essendoci, non sempre basta a garantire autonomia economica e abitativa.
Nel 2025 sono stati registrati 26.649 bisogni con classificazione specificata. Il 34,3% riguarda problemi economici, il 21,6% lavoro e occupazione e il 13,3% la casa: insieme, queste tre aree concentrano il 69,2% di tutte le fragilità rilevate. La microvoce più frequente è il reddito insufficiente, con un’incidenza equivalente al 40,3% rispetto alle persone incontrate; seguono la disoccupazione al 28,6%, l’assenza di reddito all’11,5% e la mancanza di casa al 10,6%.
Alcune risposte possibili ai bisogni rilevati
Alla lettura dei bisogni, il Dossier affianca quella delle risposte. Nel corso dell’anno risultano 20.824 registrazioni di ascolto, oltre 272 mila prestazioni ed erogazioni di beni di prima necessità, tra cui 159.484 pasti e 57.324 pacchi viveri, quasi 9.500 prestazioni sanitarie e oltre 1,15 milioni di euro di sostegni economici diretti dichiarati dalle Diocesi che hanno fornito il dato. Sul fronte dell’autonomia lavorativa sono stati registrati 699 interventi di orientamento, 315 accompagnamenti e 154 tirocini.
Questi sono i dati raccolti tramite le 13 Caritas Diocesane della nostra regione e le tante Caritas Parrocchiali. I dati del Dossier non rappresentano un censimento dell’intera povertà marchigiana, ma costituiscono un osservatorio privilegiato sulle persone che entrano in contatto con la rete Caritas. E restituiscono un messaggio netto: la povertà non riguarda soltanto chi non ha nulla. Riguarda anche chi lavora ma non riesce a sostenersi, chi ha una casa ma fatica a mantenerla, chi vive solo, chi perde il lavoro o vede progressivamente ridursi le proprie possibilità di autonomia. Reddito, lavoro e casa restano i tre principali punti di equilibrio sui quali si regge – o si rompe – la vita delle persone e delle famiglie.
Risvegliare la responsabilità di tutti affinché nessuno resti indietro
Il Dossier non vuole però fermarsi alla descrizione. Come ha sottolineato Simone Breccia, Direttore della Caritas di Ancona e Delegato Caritas Marche, «i dati rilevano i fenomeni ma non trovano le soluzioni ed è quindi necessario risvegliare le responsabilità di tutti gli attori – Enti pubblici, Diocesi e comunità tutta – perché nessuno può essere tranquillo o indifferente mentre qualcuno rimane indietro».
L’importanza di riflettere su questi dati vuole essere quindi un monito per tutti noi, come comunità, ad avere uno sguardo diverso rispetto alla povertà che molti nostri fratelli vivono, a non voltarci dall’altra parte bensì ad assumerci le nostre responsabilità come cittadini e cristiani, per non lasciare nessuno indietro, nella consapevolezza che l’altro – qualunque altro – “è mio fratello”.
In occasione della Giornata Mondiale del Povero, che ricorrerà Domenica 15 Novembre 2026, dal titolo ”Il Signore è il rifugio del povero”, anche le Caritas Diocesane del Piceno presenteranno congiuntamente i dati per riflettere insieme con le nostre comunità sulla situazione nel nostro territorio, non dimenticando mai che dietro i numeri ci sono i volti e le situazioni delle persone che vivono nella sofferenza.