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FOTO San Benedetto, “Il figlio della maestra” partecipazione sentita alla presentazione del libro di Saverio Ciarrocchi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Partecipazione sentita per la presentazione del libro “Il figlio della maestra” di Saverio Ciarrocchi, ospitata nei locali della parrocchia di San Filippo Neri. L’incontro, accompagnato dagli interventi musicali di Natalia e Carlotta, ha richiamato numerosi partecipanti e ha offerto l’occasione per approfondire la genesi dell’opera e il percorso umano e culturale dell’autore, da anni impegnato anche nel volontariato e nelle attività della Caritas diocesana.

A introdurre l’appuntamento sono stati, tra gli altri, Marco Sprecacé e don Gianni Croci, che hanno ringraziato la comunità parrocchiale per l’accoglienza. La presentazione è stata moderata dalla scrittrice Antonella Roncarolo, che ha dialogato con l’autore ripercorrendo le tappe che hanno portato alla nascita del volume.

Classe 1947, insegnante di Lettere per generazioni di studenti, Ciarrocchi dal 2022 è volontario della Caritas diocesana nell’ambito dei progetti educativi. «Ho iniziato seguendo un ragazzo che doveva sostenere l’esame di maturità», ha raccontato. Da quell’esperienza è nato un impegno sempre più strutturato nell’alfabetizzazione degli stranieri ospitati dalla Caritas che, per vari motivi, non potevano essere accolti nei percorsi del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti.

Negli ultimi tre anni Ciarrocchi ha inoltre tenuto un corso di lingua italiana realizzato in collaborazione con il Comune di Grottammare, conclusosi quest’anno il 30 aprile. «Al termine del percorso consegniamo un attestato di partecipazione. Quest’anno ho voluto lasciare ai corsisti qualcosa di tangibile in più: questo libro», ha spiegato l’autore, aggiungendo che il primo lettore del manoscritto è stato proprio don Gianni. «Da quel confronto è poi nato il progetto della pubblicazione».

Nel corso dell’incontro è emerso anche il valore umano dell’esperienza vissuta accanto a persone provenienti da diversi Paesi. «Nei corsi ho incontrato persone arrivate dal Venezuela, dal Perù, dall’Argentina, ma anche da diversi Paesi africani e asiatici. Portavano con sé il peso della stanchezza e della preoccupazione, ma nei miei confronti avevano sempre uno sguardo pieno di amore e fiducia. In Caritas questo lo chiamiamo scambio di bellezza. È stata un’esperienza che mi ha arricchito profondamente».

Ciarrocchi ha spiegato come il libro sia nato da un percorso personale e da un confronto maturato proprio all’interno delle attività della Caritas e del corso di alfabetizzazione. «L’intento nasce dal desiderio di raccontare il contesto in cui mi sono trovato a vivere, le paure e le difficoltà incontrate, fino ad allargare l’orizzonte oltre la mia esperienza personale». Pur prendendo spunto da vicende e atmosfere riconoscibili, il volume si presenta come un romanzo di formazione. «Il protagonista è un personaggio letterario che si muove dagli anni Cinquanta in poi. Non è un libro autobiografico e non viene mai citato il nome del paese da cui parte. È il racconto di una presa di coscienza che attraversa oltre mezzo secolo di storia», ha spiegato l’autore.

Tra i momenti più significativi dell’incontro anche il riferimento al valore delle relazioni costruite nel corso degli anni. Rivolgendosi ai presenti, Ciarrocchi ha dichiarato: «Siete venuti nella mia vita e avete percorso con me momenti diversi. Con molti ho condiviso ideali di pace e giustizia. Talvolta questi ideali hanno assunto il volto della compassione. Con alcuni ho condiviso anche un sogno di pace, purtroppo fallito».

Nel suo intervento, don Gianni ha inserito il libro nel percorso educativo promosso dalla Caritas diocesana attraverso i Laboratori didattici solidali. «Questo libro può diventare uno strumento di lavoro nei laboratori, nelle scuole e nelle parrocchie. Abbiamo voluto che fosse una pubblicazione gratuita perché crediamo nel valore della gratuità».

Il sacerdote ha inoltre ricordato il progetto avviato dalla Caritas per contrastare la povertà educativa, evidenziando il ruolo della narrazione come strumento di crescita personale e comunitaria. «”Il figlio della maestra” non è un semplice racconto: è un viaggio tra la scuola, la famiglia, l’amicizia e la fede. È la testimonianza di chi sente il desiderio di passare il testimone alle nuove generazioni».

“Il figlio della maestra” racconta il percorso di un giovane professore di Lettere tra scuola, impegno civile, amicizie e affetti. Un racconto che, come emerso durante la presentazione, punta a valorizzare la memoria e l’esperienza vissuta come strumenti di dialogo e crescita.

 

Luigina Pezzoli: