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Colonnella, una luce nella fragilità: l’Azione Cattolica parrocchiale incontra i malati della comunità

COLONNELLA – Un piccolo gesto per farsi prossimi ai malati, a quelle anime tenaci che danzano su un filo sospeso, trovando luce anche nelle crepe della fragilità. Un’iniziativa concreta per farle sentire parte viva della comunità, accolte ed amate. Possiamo riassumere così la proposta dell’Azione Cattolica parrocchiale di Colonnella per il mese di Maggio 2026: il Rosario, ogni Mercoledì, a casa di una persona malata.

L’iniziativa, che è frutto di un’idea dell’assistente parrocchiale di AC, il diacono Domenico Maria Feliciani, accolta con entusiasmo da tutti gli associati, è partita già lo scorso Mercoledì 6 Maggio, alle ore 21:00, presso l’abitazione di una persona malata.

Un incontro tra fragilità e speranza

Durante la prima parte dell’incontro, alcuni associati si sono riuniti intorno al tavolo per pregare insieme il Santo Rosario.

Il Mese di Maggio, che da sempre è dedicato alla Madonna, si presta particolarmente alla preghiera mariana. Del resto la tradizione cristiana venera Maria come “Salus Infirmorum“, ovvero come “Salute degli Infermi“, e anche come “Consolatrice degli afflitti“. Una particolare devozione che nasce dal bisogno di trovare conforto e speranza alla propria sofferenza fisica e spirituale.

La preghiera comune ha creato subito un clima di unione. Non c’è distinzione, infatti, tra chi porta una croce fisica e chi una interiore e l’intento dei presenti era comune: cercare conforto e dare senso alla prova. Spesso pensiamo che la fede serva a guarire i corpi, ma la guarigione più profonda è quella del cuore, quella che ci consente di guarire dall’incapacità di amare e da altre ferite interiori, quella che ci permette di trovare la pace anche nel dolore, quella che ci rivela che non siamo soli: Gesù stesso, infatti, ha conosciuto la sofferenza e in quella fragilità ci incontra.

Sentirsi guardati con amore e non con pietà

La serata è stata anche l’occasione per sentirsi comunità: non solo un momento di preghiera individuale, ma un atto comunitario caratterizzato dalla reciprocità. La malattia spesso isola, perché alcune persone non possono deambulare facilmente e non possono quindi partecipare alla Messa domenicale o ad altre occasioni di vita sociale. Nella serata di Mercoledì, invece, si è sperimentato il contrario: la comunità, con i suoi rappresentanti, ha visitato la famiglia, circondandola idealmente in un abbraccio collettivo, che ben presto si è trasformato in un incoraggiamento reciproco a vivere con tenacia e fede le prove della vita.

Uscendo dall’abitazione, nel fresco della sera, si respirava una serenità diversa: la serata, infatti, ha ricordato a tutti che, anche nelle notti più buie della malattia, la fede accende una luce che non si spegne, rendendo la fragilità un luogo dove la grazia di Dio opera in modo straordinario.

Uniti nella preghiera

Chiunque desideri pregare il Rosario nella propria casa o voglia segnalare una persona cara, può contattare il numero 393 1744093.

Lo stesso vale per chiunque voglia unirsi al gruppo di preghiera. 

È inoltre possibile effettuare le segnalazioni anche attraverso la pagina Facebook dell’associazione: https://www.facebook.com/profile.php?id=61577045844401&locale=it_IT.

 

Carletta Di Blasio: