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“Questo non lo sapevo!” – La Massoneria è presente nel Piceno? I massoni sono scomunicati?

DIOCESI – Prosegue la nuova rubrica, “Questo non lo sapevo”, curata da don Francesco Mangani, sacerdote della Diocesi di Ascoli Piceno. I lettori possono inviare le loro domande all’indirizzo e-mail settimanaleancora@gmail.com oppure scriverle come commento a questo articolo.

Di don Francesco Mangani

Che cos’è la Massoneria? C’è la Massoneria nel territorio del Piceno?

Si tratta di una domanda delicata, cercherò quindi di presentare un quadro storico essenziale della Massoneria e, al tempo stesso, delineare, sulla base delle fonti, la sua presenza nel territorio Piceno.

La Massoneria storica nasce ufficialmente con la Gran Loggia di Londra nel 1717, segnando l’inizio della sua configurazione moderna come sistema organizzato di logge e ritualità. Tuttavia, questa data rappresenta più un punto di emersione storica che un vero e proprio inizio assoluto. La massoneria moderna, infatti, si presenta come il risultato di una stratificazione complessa, una sedimentazione progressiva di correnti iniziatiche precedenti che affondano le loro radici in ambiti religiosi, esoterici ed occulti differenti.

Chi erano i massoni prima della Massoneria?

Prima della nascita della massoneria moderna, non esistevano “massoni” così come intendiamo oggi. Vi erano pertanto le antiche corporazioni dei muratori medievali — i cosiddetti “liberi muratori” che avevano nel segno della squadra e compasso i loro simboli più rappresentativi. I Liberi Muratori costituivano un modello concreto di trasmissione del sapere: comunità organizzate, con regole interne, segni di riconoscimento e un linguaggio tecnico condiviso, legato all’arte del costruire.
Queste corporazioni non erano società segrete in senso esoterico, ma custodivano un sapere specialistico e strutturato, trasmesso gradualmente attraverso l’apprendistato. Proprio questa struttura — fatta di gradi (apprendista, compagno, maestro), di simboli (squadra, compasso, pietra), e di un cammino progressivo — si prestava facilmente a una reinterpretazione in chiave simbolica.
Quando, tra XVI e XVII secolo, nelle logge iniziarono a entrare uomini non operativi, il linguaggio della costruzione venne trasformato passando da un piano più prettamente materiale ad uno speculativo. Non più edifici materiali, ma l’uomo stesso divenne “cantiere”. Da qui nasce l’uso della corporazione dei muratori e del loro “immaginario” come base simbolica della società massonica: costruire il tempio diventa costruire sé stessi, lavorare la pietra grezza diventa perfezionare l’anima.
In questo senso, la figura del libero muratore fu scelta perché offriva un modello già pronto: ordinato, gerarchico, simbolico e progressivo. Un modello ideale che simbolizzato, voleva presentarsi come opera di costruzione interiore e di elevazione dell’uomo.
Quindi queste storiche corporazioni, che nella loro struttura organizzativa divennero la base della moderna Massoneria, subirono un graduale processo di rilettura secondo una nuova idea iniziatica prettamente esoterica.
Questa rilettura si presenta come un calderone sincretico; la “nuova” forma appare segnata da influssi riconducibili alla Kabbalah ebraica, soprattutto nella sua dimensione più esoterica e spuria, affermatasi in alcuni ambiti dopo la diaspora, e quindi interpretata in chiave deviata o rielaborata rispetto alla tradizione originaria. A ciò si aggiungono elementi di derivazione simbolica che richiamano l’Egitto antico e il mondo templare, spesso utilizzati più come apparato decorativo e mitopoietico che come autentica continuità storica, e un pizzico di deismo che nel pieno settecento non gustava che è alla base della idea massonica del Grande Architetto dell’universo.
Determinante, in quanto rappresenta la spina dorsale dell’iniziazione massonica, risulta l’influsso delle correnti gnostiche, in particolare nella loro matrice dello gnosticismo sethiano, che introducono una visione iniziatica della conoscenza riservata a pochi eletti, secondo una dinamica di progressiva rivelazione esoterica. Alcune correnti gnostiche nacquero proprio in ambito cristiano, volendo coniugare il nuovo messaggio alle correnti gnostiche di matrice pagana, ossia correnti sincretiche elleniche, fondendo dualismo greco, sapienza orientale e Cabala ebraica. Gli stessi Padri della Chiesa tra il II e IV secolo confutarono lo gnosticismo: correnti gnostiche sopravvisse per alcuni secoli per poi implodere in se stesse e scomparire a motivo dei contenuti incoerenti, fragili e contraddittori. La ricchezza teologica e culturale del cristianesimo si presentava nettamente superiore, e divenne predominante.
Tuttavia nel sottobosco esoterico, il “virus” gnostico-esoterico rimase latente e si ripresentò con virulenza proprio in pieno illuminismo.

Una iniziazione esoterica: differenza tra “esoterico” ed “essoterico”.

E’ paradossale come in pieno illuminismo personalità che in pubblico sbandieravamo la libertà della ragione umana emancipata dalle credenze religiose del passato, in privato nelle loro logge praticavano i loro riti iniziatici incentrati su una melma di credenze e ritualità dove potere ed esaltazione dell’ego, credenze magiche e simbolismi deviati facevano, e fanno, ancora da protagonisti. La dicotomia quindi sta nel fatto che tendenzialmente vi è nella massoneria storica una critica alla religione rivelata. Mentre in pubblico si sbandiera spesso un positivismo materialista, presentando una idea oscurantista del pensiero precedente soprattutto cristiano, in privato vi è l’apertura a una dimensione esoterica ed iniziatica ed un ritualismo tendente, in alcune devianze, a forme medianiche e ritualismi arcaici.
Inoltre la Massoneria si presenta come una realtà riservata a pochi: il termine “esoterico” indica precisamente ciò che è nascosto, custodito, accessibile solo agli iniziati, in contrapposizione a ciò che è pubblico e universale. In questo senso, essa si distingue radicalmente dall’iniziazione cristiana, che non è esoterica ma “essoterica” e cioè aperta, ecclesiale, destinata a tutti: i misteri della salvezza, pur nella loro profondità, sono proclamati pubblicamente, offerti a ogni uomo, e non custoditi come sapere elitario.
L’iniziazione cristiana, infatti, non si fonda su una conoscenza segreta riservata a pochi, ma sull’incontro con Cristo, reso accessibile attraverso i sacramenti e la vita della Chiesa. La grazia di Dio opera nell’anima secondo la sua libertà e il suo disegno, non come conquista progressiva di una élite, ma come dono gratuito. In questo senso, l’idea stessa di “illuminazione” assume un significato profondamente diverso.
Nella prospettiva massonica —in questo risente di influssi gnostici— l’illuminazione appare come un processo ascendente, una conquista dell’uomo che, attraverso tappe progressive, giunge a una forma superiore di conoscenza. La salvezza ,intesa come raggiungimento dei vertici iniziatici, è legata a una gnosi riservata, capace di elevare l’individuo alla vera luce, al di sopra della condizione comune.
Da un punto di vista teologico, tuttavia, emerge qui il nodo critico decisivo: quale “luce” viene proposta?
In alcune letture esoteriche, questa illuminazione assume tratti riconducibili a una dinamica che la tradizione cristiana ha sempre riconosciuto come “luciferina”, cioè fondata sull’autosufficienza dell’uomo e sulla pretesa di elevarsi da sé. Si tratta, in ultima analisi, della medesima dinamica simbolicamente espressa nel racconto della Genesi, nel desiderio di “diventare come Dio” (Gen 3,5), appropriandosi autonomamente del criterio del bene e del male.
Qui si coglie quella che, nella prospettiva cristiana, rappresenta una radice problematica: l’uomo che si pone al centro, che non riceve la verità ma la costruisce, che non obbedisce ma si autodetermina. In questa logica, l’illuminazione diventa affermazione di sé, talvolta anche in contrapposizione agli altri, secondo una dinamica competitiva e selettiva. In sintesi, l'”uomo che si fa Dio” per avere “luce” deve distinguersi, prosciugare ed assoggettare la “luce” altrui, controllando e dominando. Non dimentichiamo che la gerarchia massonica è segreta, nel senso che i gradi inferiori non sanno quello che che si fa nei livelli superiori: pertanto nelle varie prove iniziatiche le dinamiche di un’obbedienza servile e del compromesso sono purtroppo molto presenti.
Al contrario, l’illuminazione cristiana — come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica parlando del Battesimo — è partecipazione alla luce di Cristo, dono che trasfigura interiormente l’uomo. Essa non nasce da uno sforzo autoreferenziale, ma dall’incontro con il Dio che si fa uomo, dall’accoglienza della Parola di verità e dall’obbedienza della fede. È una luce che non separa ma unisce, che non crea élite ma comunione, e che conduce a un autentico processo di trasformazione interiore, ciò che la tradizione mistica cristiana ha descritto come cammino di santificazione e, in senso più alto, di divinizzazione per grazia. Dio si è fatto uomo affinché l’accoglienza della sua Parola, attraverso l’obbedienza della fede, renda l’uomo sempre più consapevole di essere tempio della sua presenza, affinché possa sperimentare questa presenza di luce nella misura concessa dalla grazia. L’iniziazione cristiana trova la sorgente della sua luce dal Verbo stesso operante liberamente in ogni anima: è quindi un cammino vero in cui conoscenza di sé e di Dio coincidono.

La Massoneria oggi

Tale quadro consente anche di comprendere come l’attuale configurazione della Massoneria appaia profondamente mutata rispetto alle sue pretese originarie. Nei livelli più bassi, essa si presenta spesso come una rete di relazioni locali, talvolta segnata da dinamiche di influenza, favoritismi e gestione del potere in ambiti circoscritti. In sostanza i membri usano l’affiliazione massonica per interessi personali. In questi contesti, l’aspetto propriamente iniziatico risulta fortemente viziato da dinamiche molto più terrene e volgari, quando non del tutto svuotato dello spirito originario. Probabilmente solo alcune obbedienze massoniche ristrette, riconducibili a livelli nazionali o internazionali, molto più selettivi, mantengono una minima consistenza della gnosi esoterica degli inizi.
Questo dato evidenzia una sorta di scollamento tra la dimensione teorica e simbolica del percorso iniziatico e la sua concreta realizzazione storica, mostrando un abbassamento del livello qualitativo dell’esperienza massonica contemporanea.
Al tempo stesso, non si può ignorare come alcune idee riconducibili all’ambiente massonico abbiano attraversato la modernità, contribuendo — direttamente o indirettamente — a processi culturali e sociali di ampia portata. Tra questi, si annoverano trasformazioni profonde che hanno inciso sull’assetto dell’Occidente, fino a consolidare fenomeni come il dominio di una elitè finanziaria e la diffusione di ideologie della fratellanza universale e di spiritualismi new age soggettivi ed emotivi. E poi il relativismo, il nichilismo e ciò che è alla base di quello che oggi viene definita “società liquida” con tutte le influenze sulle mode e gli “stati d’animo” collettivi che ha in una certa informazione viziata, la sua forza d’influenza.
Tutta questa “confusione”, probabilmente alimentata dalla Massoneria, è funzionale a ciò è il fine della massoneria stessa, ossia la creazione di un nuovo ordine mondiale dominato dall’elite “illuminata”.
Gli esiti culturali e spirituali della loro azione appaiono segnati da smarrimento, frammentazione e perdita di riferimenti stabili, in una visione dell’uomo sganciata da Dio o se Dio c’è deve essere relegato alla sfera privata senza che “disturbi” le scelte dell’uomo in ambito pubblico, economico e politico. Lo scopo è proprio quello di generare caos, affinché la paura sociale che ne deriva, generi possibili nuovi asset sociali e globali. “Ordo ab chao”, l’ordine dal caos, un antico motto latino che non a caso è uno dei principi massonici più importanti.

L’ “antropologia” massonica

Nei primi gradi il nuovo adepto pensa di essere stato scelto per le sue qualità e caratteristiche umane.
Addirittura nei primi livelli l’adepto deve manifestare l’appartenenza ad una religione e si insegna l’importanza della filantropia e della fratellanza universale. L’inganno viene dopo, quando man mano che si sale di grado, le buone intenzioni vengono meno ed inizia il cosiddetto percorso iniziatico dove la matrice esoterica con tutti i suoi pericoli, prende il sopravvento. Il pericolo primario non si manifesta come negazione esplicita del bene, ma come sua deformazione: una luce apparente che, invece di orientare verso una presunta illuminazione, rischia di ripiegarsi sull’uomo stesso, esaltandone il proprio ego.
Tuttavia il limite del percorso massonico sta nell’uomo stesso: con il tempo nessuno è esente dalla fragilità e dalla transitorietà terrena della natura umana. Il tempo passa per tutti e con esso si spegne la gloria del mondo. Dinnanzi a “Sorella morte” siam tutti uguali, e lì la falsa luce si tramuta in disperazione. Come Satana nelle tentazioni del deserto, quando offre i regni di questo mondo a Gesù se si fosse prostrato a lui, così l’inganno “luciferino” alla fine presenta il suo conto.

La Chiesa e la Massoneria

Proprio in ragione di tali presupposti, la Chiesa ha costantemente espresso un giudizio critico nei confronti della massoneria, giungendo nel tempo a vere e proprie condanne dottrinali e disciplinari. Già a partire dal XVIII secolo, con documenti come la bolla In eminenti di Clemente XII, si evidenziava l’incompatibilità tra l’appartenenza ecclesiale e quella massonica.
Nel corso dell’Ottocento, tale posizione si è ulteriormente consolidata, trovando una formulazione ampia e sistematica nell’enciclica Humanum genus di Leone XIII, documento di grande rilievo magisteriale, nel quale la massoneria viene interpretata come espressione di una visione del mondo alternativa a quella cristiana. In essa si ravvisa il sostegno a correnti culturali e politiche che, nel contesto dell’Ottocento, hanno contribuito a processi di secolarizzazione, incidendo anche su istituzioni fondamentali come la famiglia e la società.
La riflessione della Chiesa non si è limitata al piano teorico, ma ha assunto anche una dimensione giuridica. Il Diritto Canonico, infatti, ha storicamente previsto sanzioni per coloro che aderiscono alla Massoneria, giungendo a configurare una pena grave di scomunica per chi si iscrive a tali associazioni. Anche nella normativa attuale, pur con formulazioni diverse rispetto al passato, permane un giudizio di incompatibilità tra fede cattolica e appartenenza massonica, come ribadito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1983.
Nel complesso, si può affermare che la Chiesa, negli oltre 150 interventi del Magistero, ha visto nella massoneria non semplicemente un’associazione, ma un sistema di pensiero e di prassi ritenuto problematico sotto il profilo teologico, spirituale e morale, mettendo in guardia i fedeli da ciò che viene percepito come un percorso capace di allontanare dalla verità rivelata e dalla vita di grazia.

La Massoneria ad Ascoli Piceno e nella provincia: profilo storico e configurazione contemporanea

La presenza della Massoneria nel territorio di Ascoli Piceno risulta attestata già in età moderna, con particolare evidenza nel contesto ottocentesco, quando figure come Candido Augusto Vecchi (1814-1869), probabile fondatore della Loggia ascolana, contribuirono a inserire la città nelle dinamiche politico-culturali del Risorgimento.
Nel quadro attuale, secondo il sito ufficiale del Grande Oriente d’Italia, risulta attiva nel capoluogo la loggia “Cecco d’Ascoli” (n.1222), mentre nell’area costiera della provincia, in particolare a San Benedetto del Tronto, è documentata la loggia “Francesco Carbone”(n. 1453), segno di una presenza diffusa sull’intero territorio provinciale: entrambe obbedienti al Grande Oriente Italiano che ha sede a Piazza del Gesù a Roma (Palazzo Giustiniani). Tale presenza non si limita alla dimensione interna, ma si manifesta anche nello spazio pubblico: si segnala, ad esempio, un incontro promosso dal Grande Oriente d’Italia presso il Palazzo dei Capitani del Popolo nel 2018 dedicato a tematiche civili e culturali, indicativo di una volontà di dialogo con la società locale.
Nel 2024 invece, è stato dato grande spazio sui giornali locali alla rifondazione della loggia “Argillano”, probabilmente soppressa e ripristinata, il cui nome richiama un noto personaggio del medioevo ascolano, citato anche dal Tasso nella Gerusalemme Liberata. Tale Loggia non compare ancora nel sito del Grand’Oriente d’Italia; quindi non è chiaro a quale “obbedienza” aderisca.
Un elemento suggestivo sul piano simbolico è individuabile negli archi esterni del Caffè Meletti, edificio costruito tra il 1881- 1884 come Palazzo delle Poste e Telegrafi nell’Ascoli post unitaria. Tra le decorazioni floreali si intravedono motivi che richiamano la squadra e il compasso, simboli per eccellenza della Massoneria che deriva dal simbolismo dei Liberi muratori (vedere immagine articolo). Tali elementi, pur inseriti in un contesto ornamentale, potrebbero essere interpretati come segni di una presenza massonica costante nella città negli ultimi due secoli.
Nel complesso, il quadro che emerge per Ascoli Piceno e per il territorio fino a San Benedetto del Tronto è quello di una presenza massonica storicamente radicata, articolata in più logge e oggi nuovamente visibile anche nello spazio pubblico. Sicuramente ci sarà dell’altro, ma al di là delle informazioni reperibili su internet e nelle fonti storiche, non è possibile avere ulteriori certezze circa altri aspetti della presenza della Massoneria, la quale, pur essendo certamente attestata nel territorio, mantiene, come sappiamo, una dimensione intrinsecamente riservata e segreta.

Redazione:

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  • Grazie don Francesco che DIO ti benedica vero siete i prediletti della VERGINE MARIA❤il Fedele popolo di DIO prega per voi amen non pensavo tutto cio' per fortuna ringrazio DIO che ignoravo che puo' esistere questo male percio' ul pontifica di Papa LEONE disse le tenebre non prevarranno posso fare solo una cosa che ci salvera' e Papa LEONE il ruggito come un Leone per la sua SANTA CHIESA e' Viva i giovani gli aiuta grazieeeeee

  • Effettivamente nella massoneria ci sono influssi della Kabbalah ebraica, dei misteri eleusini e legami influenze del mito egizio di Iside-Osiride. L’immenso apparato simbolico presente nei 33 Gradi della massoneria “scozzese” non può essere sintetizzato in poche parole e tantomeno criticato con approssimazione da chi, questo percorso, non l’ha affrontato. Ci tengo a precisare che si sono dei sacerdoti cattolici iniziati alla massoneria e che, per evitare problemi, sono stati costretti a chiedere di poter entrare nell'Istituzione in Regioni lontane dalla propria. Con questo voglio sottolineare che l’inquisizione interna alla chiesa cattolica non si è fermata a De Molay ma continua imperterrita mentre, i diversi Papi, parlano di ecumenismo. L’opposizione negli anni immediatamente precedenti al ventennio fascista da parte della chiesa di Roma al mondo ebraico (Gesù era ebreo) risuonò come un via libera per la successiva deportazione dal ghetto ebraico di Roma. Prima ancora c’era stata la famosa "breccia di Porta Pia” che segnò la fine del potere temporale della Chiesa di Roma (la festa del XX Settembre, che la ricorda, è stata promossa da un certo Adriano Lemmi massone). La Repubblica Romana del 1849 (nella cui costituzione c’erano il suffragio universale, l’abolizione della pena di morte e la libertà di culto! Concetti poco amati dalla Chiesa di Roma ancora oggi), precedente alla vittoria del XX Settembre 1870, era stata capitanata da un certo Giuseppe Garibaldi e con la partecipazione e la morte di Mameli e Novaro, artefici dell’Inno Nazionale, poco più che ventenni che erano entrambi massoni. Morirono nella battaglia coi Francesi chiamati, dal Papa di allora, alla difesa della Chiesa di Roma.

    Questo per dire che forse conviene esimersi da giudizi frettolosi. Per quanto riguarda il merito di questioni più sottili: intanto lo gnosticismo, che fa riferimento ai neoplatonici come Plotino, ha da insegnare, all’intera umanità, oggi e per sempre (i concetti dello gnosticismo furono ripresi 1000 anni più tardi da personaggi come Meister Eckhart allontanato dalla Chiesa). Sarebbe bene sottolineare che i Padri della Chiesa del II e IV secolo non si riferivano alla Chiesa di Roma dove, prima di Costantino 313), i cristiani venivano trattati in malo modo. Poi Costantino trovò comodo introdurre il cristianesimo e, con un colpo di genio, raccontò che Gesù era nato il 25 dicembre, stessa data di nascita di Mitra. Attorno a questo mito nacque la Roma cristiana e i mitrei finirono sotto le basiliche San Clemente, Santa Balbina, Santa Prisca ecc.

    200 anni prima dell’illuminismo Lutero creò una spaccatura all’interno della cristianità europea. Scardinò l'autorità gerarchica della Chiesa cattolica affermando che ogni fedele poteva leggere e interpretare la Bibbia da solo ponendo le basi per l'autonomia dell'individuo. L'Illuminismo portò questo concetto alle estreme conseguenze: non più solo autonomia religiosa, ma autonomia della ragione contro ogni dogma o autorità precostituita. La massoneria esiste in tutto il modo: squadra e compasso vengono posti sul Libro della Legge Sacra di una determinata area del mondo. Ci sono luoghi dove convivono Antico testamento, Nuovo Testamento, Corano ecc. proprio in nome di quell’ecumenismo che la chiesa cattolica “sbandiera” ma nega in ogni rito (“credo in un solo Dio cattolico e apostolico…”).
    Nella massoneria il termine “esoterico” non ha il significato di "nascosto, custodito, accessibile solo agli iniziati” ma “interiore”. Fuori da ogni tempio massonico c’è scritto “Nosce te ipsum” perché tutto il percorso massonico a questo mira: conoscere se stessi. Gli strumenti sono i simboli che permettono una continua elaborazione personale non dogmatica: ognuno lavora su sé stesso, “sulla propria pietra”, sgrossandola perché diventi cubica quindi adatta ad essere posta in opera con le altre, i Fratelli, per costruire il tempio all’umanità. Esoterismo è proprio la trasformazione dell’Ego. Il percorso esoterico, per esempio, è quello di Jean Valjean nei Miserabili: un lavoro duro che mette alla prova per tutta la vita. "Jean" è un nome comune, che rimanda all'uomo universale, al “povero”; "Val" può essere interpretato come valle (valle di lacrime, la miseria da cui proviene) o come abbreviazione di voilà (ecco), in questo senso, Valjean rappresenta la trasformazione da un uomo che era solo un numero (il galeotto 24601) a un uomo che trova la sua dignità ("Ecco Giovanni”). Victor era un massone.
    Infine la “Luce”. Quella che cercano i massoni è una luce interiore, quella presente in ogni uomo (la scintilla dell’anima di Eckhart un elemento increato e divino nell’uomo), che non significa “elevarsi da sé” (questo peraltro è il percorso, interpretato dalla Chiesa, dell’uomo Gesù che si è disse “figlio di Dio”, volendo intendere “figlio di Dio come tutti” e con la responsabilità che questa appartenenza impone). La Chiesa di Roma invece ha ritenuto utile appropriarsi del “figlio di Dio” ebreo per costruirci su una sua religione dogmatica per gestire coscienze e il proprio potere.
    Il Catechismo della Chiesa Cattolica propone il Battesimo come evento capace di trasfigurare interiormente l’uomo che nasce peccatore (peccato originale) e in un attimo, inconsapevolmente, viene trasformato. Questo peraltro significa che miliardi di uomini nati prima di Cristo, e tutti quelli nati dopo e non battezzati (tutti i fedeli di altre religioni! Alla faccia dell’ecumenismo), finiscono all’inferno (pure sull’inferno si potrebbe dire tanto visto che non è qualcosa che venga descritto nei Vangeli!). Quel Catechismo che emargina l’omosessualità, che proibisce l’eutanasia ecc., è misconosciuto dalla maggior parte dei cattolici che, se invece ne prendessero visione, si renderebbero conto di quale enorme potere sulla libertà di coscienza la Chiesa di Roma pretende di avere. Un piccolo inciso: nel 1900 il Presidente del Consiglio Zanardelli propose l’introduzione dell’istituto del divorzio ma sotto la spinta della massiccia mobilitazione cattolica (raccolsero tre milioni di firme contrarie) venne bocciata e decadde il progetto nel 1904 (ci vollero 70 anni per riparlarne!). Dimenticavo: Zanardelli era massone.
    In conclusione la scomunica ai massoni è assolutamente giustificata per una chiesa cattolica che di Cristo non ha, e forse non ha mai avuto dopo il 325 (Consiglio di Nicea), nulla e neanche il nome perché "Cristo” significa “Unto” dal greco antico Christós (Χριστός) ed è la traduzione greca dell'ebraico mashiach (מָשִׁיחַ), da cui proviene la parola italiana” Messia”. “Una Luce che unisce, che non crea élite ma comunione” a me risulta che, per parlare con Dio, occorra un sacerdote o peggio un Ponte-fice, più élite di questo…. “Autentico processo di trasformazione interiore”: “autentico” viene dal greco “avere autorità” quindi “élite”! “Renda l’uomo sempre più consapevole di essere tempio della sua presenza”, è proprio questo, finalmente una cosa su cui siamo d’accordo, che promuove la massoneria: diventare consapevoli di avere questa luce interiore che è in tutti (direi in tutto). “Mostrando un abbassamento del livello qualitativo dell’esperienza massonica contemporanea”: ovunque e la massoneria non fa eccezione (ma neanche la Chiesa), c’è il buono, l’ottimo e il pessimo. Non è una questione che riguardi il presente ma il tempo dell’umanità. ”Elevare l’individuo alla vera luce, al di sopra della condizione comune”: è la strada di Gesù che non porta “sopra gli altri” ma verso gli altri. “Creazione di un nuovo ordine mondiale dominato dall’elite “illuminata””: forse la frase descrive bene l’attività di molti missionari. La massoneria non conta davvero nulla da quando l’Inghilterra ha perso la sua supremazia internazionale (anche tutto quanto è successo in Italia nel Risorgimento non sarebbe avvenuto se non per volere inglese: controllo del Mediterraneo). "Ordo ab chao” significa “mettere ordine in sé stessi” una volta riconosciuto il proprio chaos. Ma è anche valorizzazione degli imprevisti della vita che provocano ferite, a volte drammi, nei quali sta a noi trovare una nuova dimensione (Giovanni Paolo II sarebbe d’accordo). “Sorella morte”, beh qui potrei riproporre la poesia di Totò (massone 30° Grado) “‘A Livella”, strumento dei Liberi Muratori.
    I Fratelli massoni italiani sono quasi tutti cristiani. Alcuni frequentalo nel chiese altri meno. Nessuno però in massoneria impedisce ad un cristiano di entrare perché la libertà di religione è assoluta come il divieto di parlare di politica e di religione perché l’una e l’altra dividono, dividono, dividono
    Bisognerebbe vedere se Yeshua, l’ebreo, avrebbe preferito essere un massone o un Cristiano. Qualche dubbio in merito me lo farei venire.