“Veronica non ci trasmette la memoria di un’immagine in posa, ma quella dell’uomo dei dolori, che ci ha risanati per mezzo delle sue stesse piaghe”. È la meditazione sulla sesta stazione, in cui si esorta a riconoscere Gesù “in ogni persona condannata dai pregiudizi, nel povero privato della sua dignità, nelle donne vittime di tratta e ridotte in schiavitù, nei bambini ai quali è stata rubata l’infanzia e compromesso il futuro”. “Aiutaci ad avere l’occhio attento di Veronica, che ti sa riconoscere anche nella tua bellezza sfigurata”, scrive padre Patton: “E rendici capaci di asciugare, oggi, il tuo volto, ancora coperto di polvere e sangue, deturpato da ogni atto che calpesta la dignità di una qualsiasi persona umana”.

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