Giosuè Neve

 

MONTEPRANDONE Da Centobuchi alla Slovenia in monociclo. È la sfida che Giosuè Neve, 21 anni, ha deciso di affrontare con coraggio, creatività e determinazione. Ex pattinatore della nazionale italiana, artista autodidatta e ora neo-ammesso all’unica accademia di arti circensi in Italia, Giosuè ha deciso di percorrere oltre 550 km lungo la costa adriatica per finanziare il suo sogno: diventare un artista professionista e, un giorno, esibirsi sui palcoscenici più importanti del mondo, magari proprio al “Cirque du Soleil”. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare non solo i dettagli di questa incredibile impresa, ma anche il percorso umano e formativo che l’ha portato fin qui. E per scoprire cosa significa, oggi, scegliere la via dell’arte e del coraggio.

Giosuè, partire in monociclo per oltre 550 chilometri è un’impresa fuori dal comune. Quando è nata l’idea?
L’idea è nata dall’esigenza di raccogliere soldi per poter restare a Torino il tempo necessario per studiare in questa scuola, affrontando tutte le spese annesse. Poi, per diffondere la campagna di raccolta fondi, ho pensato di abbinarla a un’impresa.

Perché proprio in monociclo?
In monociclo perché, oltre ad essere un attrezzo circense, è un mezzo molto lento, strano e occorre stare ogni istante in equilibrio. Queste cose mi affascinano. Anche come sfida personale: è qualcosa che esce completamente dalla mia comfort zone, e questo mi fa sentire vivo.

Ha già pianificato le tappe?
Sì, sono quasi pronto. Sto solo rettificando alcune tappe.

Ha paura di qualcosa in particolare durante il tragitto?
No, non ho paura di qualcosa in particolare, ma sono emozionato e aperto ad affrontare qualsiasi imprevisto.

Ci sarà qualcuno che la seguirà a distanza?
No, sarò da solo, ma chi vorrà potrà farmi compagnia durante il viaggio, anche solo scambiando due chiacchiere per 100 metri.

È stato ammesso all’unica accademia italiana di arti circensi: come ha vissuto quel momento?
Penso sia stato il momento più felice di sempre. Un punto saldo di partenza per la mia strada, oltre a essere una grande conferma del lavoro svolto, al 95% da autodidatta.

Da ex pattinatore della nazionale, in che modo la sua formazione sportiva ha influenzato il suo approccio al circo?
Sicuramente il pattinaggio mi ha dato diversi valori che mi tengo stretti e porto con me anche nel mondo circense.

Il suo sogno dichiarato è il “Cirque du Soleil”: cosa rappresenta per lei?
Sì, il mio sogno è essere un artista professionista, lavorare per le grandi imprese o magari crearne una mia. Comunque, mi piacerebbe raggiungere la vetta insieme ai grandi nomi del settore, per diffondere quest’arte.

Se domani un ragazzo o una ragazza volesse seguire le sue orme, cosa consiglierebbe?
Se una ragazza o un ragazzo dovesse chiedermelo, sicuramente direi: di credere nei propri sogni, avere obiettivi audaci e dare tutto se stessi in quello che stanno facendo. Prima o poi, saranno ripagati.

Ha deciso di raccontare tutto il viaggio attraverso foto e video: cosa spera che arrivi al pubblico da questa narrazione quotidiana?
Sì, sarà tutto documentato sui social. Oltre all’impresa in sé e per sé, spero arrivi la passione, la dedizione e la necessità in quello che faccio, collegandomi poi alla campagna di crowdfunding.

Dove possono trovarla e sostenerla le persone che vogliono contribuire?
Sui miei social c’è un link che manda direttamente alla campagna di raccolta fondi per sostenermi (anche con solo 1 euro).

Entra a far parte della Community de L'Ancora (clicca qui) attraverso la quale potrai ricevere le notizie più importanti ed essere aggiornati, in tempo reale, sui prossimi appuntamenti che ti aspettano in Diocesi.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com