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Mons. Redaelli (Cei), “salute, ambiente e lavoro sono tre realtà connesse tra di loro, non un’alternativa”

L’attenzione alla salute e alle persone è anche attenzione all’ambiente, alla società e ai poveri”. Lo ha sottolineato mons. Carlo Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute, intervenuto oggi alla conferenza stampa di presentazione del convegno on line, “Custodire le nostre terre. Salute, ambiente, lavoro”, promosso sabato 17 aprile, dalla Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute, dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, dagli Uffici nazionali per la pastorale della salute e per i problemi sociali e il lavoro, e dalla Caritas italiana, in collaborazione con la diocesi di Acerra e altre nove Chiese campane. “Il convegno – ha aggiunto – sarà una tappa per far maturare un’attenzione particolare verso questi temi in ambito ecclesiale, facendola entrare nella pastorale ordinaria. Quindi, l’appuntamento di sabato sarà un segno e uno stimolo anche nei confronti della società civile rispetto a questi temi”.
Il presule ha ricordato che “anche Next Generation Eu e il nuovo ministero della Transizione ci spingono ad avere un’attenzione sull’ambiente”. L’arcivescovo ha sottolineato l’importanza di “far crescere la consapevolezza che salute, ambiente e lavoro sono tre realtà connesse tra di loro, non sono un’alternativa”. Se, da un lato, le Chiese non hanno direttamente competenze tecniche, dall’altro in questo settore un ruolo significativo lo hanno “i laici, illuminati dal Vangelo”, per individuare “i passi concreti da fare nella concretezza”, nell’ottica del “bene comune”. Ed è questa “la sfida che ci aspetta come Chiesa”.

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