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Montelparo, la gioia per la celebrazione nel Santuario Agreste di Santa Maria in Camurano

Di Giuseppe Mariucci

MONTELPARO – Dopo decine e decine di anni, il Priore-Parroco della Parrocchia di San Michele Arcangelo Padre Emanuele, ha pensato di trascorrere la serata dell’Assunzione in una di quelle chiese straordinarie che può vantare Montelparo: il Santuario Agreste di Santa Maria in Camurano!
Qui, infatti, si è conclusa la festività dell’Assunta con la celebrazione del Rosario e della messa vespertina.

Ma la storia della festività dell’Assunta, nel nostro paese, ci porta lontano!
Eravamo piccoli, noi che lo ricordiamo, quando il pomeriggio del 15 agosto (ferragosto) si trascorreva in zona Celestiale di Montelparo:
nei prati antistanti e nella Chiesa della Madonna Celestiale!

La zona “Celestrana” è molto citata negli archivi storici. I reperti più antichi della contrada (oggi “Celestiale”, ma in dialetto la contrada è chiamata “Celestrana”!), infatti, sono relativi a insediamenti Piceni dell’VIII-VII secolo a.c. seguiti dai reperti di una necropoli romana. Su questo territorio è stata rinvenuta una necropoli con icone, vasi, oggetti di ornamento in bronzo, armi, elmi, calotte con borchie e decori: è la conferma che Montelparo fu senza dubbio abitato in epoca romana.

Questa bellissima parte di Montelparo era famosa anche per le straordinarie feste campestri che vi si organizzavano in coincidenza della festa dell’Assunzione in Cielo della Beata Vergine Maria (15 Agosto)!
Esse resistettero fino alla fine degli anni ’50.
Messa (officiata dal parroco della Madonna del Lago di Montalto Marche perché di quella Parrocchia faceva parte!), lotteria, orchestrina, mangiate di cocomeri e pesche della vallata, specialità locali e canti, tantissimi canti!
Qui si concentrava molta gente proveniente, ovviamente, da Montelparo e da Montalto delle Marche, ma non mancavano quelli di tanti altri paesi limitrofi.
Ed era, questa, una vera scampagnata, perché qui si veniva rigorosamente a piedi: all’epoca, le strade, non permettevano di certo di avventurarsi in questi posti con mezzi motorizzati (che in quei tempi erano comunque scarsissimi!).
Poi niente più! La chiesa, anche per l’abbandono di cui fu protagonista, si ridusse in un rudere! Quindi la ricostruzione!

A Santa Maria in Camurano, in un Santuario colmo di gente, Padre Emanuele, trasmettendo grande spiritualità con una delle sue efficaci omelie, ha ripreso, dopo decine di anni, una consuetudine importante che era radicata nei costumi montelparesi!
Al termine della cerimonia tutti i fedeli presenti hanno voluto sostare in preghiera, per qualche secondo, all’interno della meravigliosa cappellina interna del Santuario!

Redazione: