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FOTO Arte e comunità a Cossignano, Carlo Gentili presenta il suo nuovo dipinto “L’apertura del sepolcro di Cristo”

COSSIGNANO – Lunedì 4 maggio, nella “Sala della Comunità” di Cossignano, l’artista Carlo Gentili ha presentato ai parrocchiani il dipinto L’apertura del sepolcro di Cristo, opera di grandi dimensioni (180×260 cm). A fare gli onori di casa il parroco, Don Federico Pompei, insieme al viceparroco Claudio Capecci, committente del dipinto.

«Il parroco Mons. Federico ha approvato la mia idea. Ho voluto donare quest’opera di Carlo Gentili alla comunità di Cossignano – ha spiegato don Claudio – così vi ricorderete di me e della nostra Via Crucis vivente, alla quale avete partecipato con entusiasmo. In questo dipinto si vedono l’ombra della morte e la porta della Vita. È la speranza e la gioia della nostra Pasqua. Abbiamo chiesto all’autore di spiegarci il significato dell’opera».

Nel suo intervento, Carlo Gentili ha illustrato i simboli presenti nel quadro: «Come potete osservare, c’è un richiamo alla Sindone. Anche se questa reliquia è stata messa in discussione, io credo alla sua autenticità: nessun falsario avrebbe potuto immaginare un negativo fotografico nel Medioevo.

La Sindone appare nel sepolcro che si sta aprendo e spaccando, con la Madonna posta trasversalmente, quasi fosse il transetto della Croce, a rappresentare la Chiesa. Il rosso richiama il sangue della Passione del Figlio e il dolore della madre; l’azzurro, invece, richiama il suo manto cosmico, che abbraccia noi e i presenti nel dipinto per sempre.

Pensiamo alla Pietà di Michelangelo: lì si forma una croce con al vertice il capo della Madonna e il transetto rappresentato dal corpo di Gesù. Qui avviene l’inverso: al centro c’è Cristo e la Madonna diventa “figlia del Figlio”. Come scrive Dante Alighieri nel Paradiso (Canto XXXIII): “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio…”. È un passo altissimo, in cui la Madre diventa figlia del Figlio, che è Dio.

Si apre la porta del sepolcro. I volti rappresentano la Chiesa nelle sue diverse sfaccettature: il Papa, il vescovo, i presbiteri, le confraternite e il popolo. Il messaggio che voglio lasciare è che anche in questi tempi esiste un aspetto positivo e dobbiamo saperlo cogliere. Non dobbiamo mai perdere la speranza né la gioia. L’oro che vedete non rappresenta la sfarzosità, ma l’arte e la Chiesa, cioè la bellezza».

Dopo la spiegazione dell’opera, don Claudio ha aperto il dibattito con il pubblico. Sono state rivolte alcune domande, alle quali l’artista ha risposto.

Al termine della presentazione si è svolta una riunione con tutte le realtà ecclesiali delle parrocchie di Cossignano e Trivio, alla presenza dei rappresentanti delle varie associazioni e gruppi. Sono state avanzate diverse proposte per far crescere la comunità e renderla nuovamente unita e attiva: gite-pellegrinaggio, pesca di beneficenza, lotterie, feste, sagre e tornei sportivi per ragazzi.

È stata inoltre evidenziata la necessità di reperire fondi per la realizzazione del Presepe Vivente nelle realtà di Cossignano e Trivio, affinché le persone possano sentirsi maggiormente coinvolte. «Il nostro primo Presepe Vivente di Cossignano – se si farà – sarà dedicato a Giancarlo Maroni, che dal Paradiso ci sosterrà», ha sottolineato don Claudio.

A conclusione dell’incontro è intervenuto Mons. Federico Pompei, che ha riassunto le proposte emerse, sottolineando come sia più importante la relazione tra le persone rispetto agli aspetti organizzativi o economici. Ha inoltre ricordato che tutti devono sentirsi “corresponsabili” nel portare avanti attività e iniziative, senza attendere passivamente soltanto il sacerdote, come avveniva un tempo nei piccoli borghi.

«I fondi possono essere richiesti alle aziende presenti sul territorio – ha spiegato il parroco –. Non ne servono molti, siamo una piccola realtà, ma è più importante sentirsi una comunità, vivere relazioni autentiche e volersi bene. Non abbiate timore di prendere iniziative: noi ci siamo, ma vogliamo restare dietro le quinte. Non dovete fare le cose perché ve le diciamo noi preti, ma per il bene della vostra comunità. Noi siamo qui per aiutarvi. L’importante è trovare chi abbia voglia di impegnarsi».

Il prossimo appuntamento organizzativo è fissato per l’11 maggio, sempre nella Sala della Comunità di Cossignano.

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