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ESCLUSIVA A tu per tu con l’Arcivescovo Desirè Tsarahazana

GROTTAMMARE – Nella mattinata di domenica 12 Ottobre, un grande evento ha interessato la Parrocchia Gran Madre di Dio. A celebrare la S. Messa per l’apertura dell’anno catechistico, insieme al parroco don Andrea Spinozzi, è stato Mons. Desirè Tsarahazana, Arcivescovo della comunità di Tamatave, presidente della Conferenza Episcopale del Madagascar, nonché autorevole membro del Sinodo straordinario della Famiglia indetto da Papa Francesco. L’arcivescovo Desiré, nato il 13 giugno 1955, sacerdote dal 1986, viene nominato vescovo il 18 febbraio 2001 e in seguito promosso arcivescovo della diocesi Tamatave.

1- Mons. Desirè come è giunto nella nostra comunità parrocchiale?
Don Adorè, mio sacerdote diocesano, che soggiorna in Italia per motivi accademici, mi ha portato in questa splendida comunità, dove spesso svolge un servizio di Fede ed evangelizzazione a supporto e in ausilio a don Andrea, dunque, sono felice di essere qui. Vi ringrazio per aver accolto calorosamente, proprio come in una famiglia Don Adorè…ma il motivo principale per cui sono in Italia è un altro, poiché sono impegnato a Roma per il Sinodo Straordinario sulla Famiglia.

2- Molti temi sono affrontati da questo Sinodo, la famiglia vive un momento  delicato, con la secolarizzazione in costante progressione, che coinvolge l’Italia e i vari paesi dell’occidente. Le chiedo quali siano le condizioni in cui versano le famiglie africane e in particolar modo in Madagascar?
 Le difficoltà si trovano in ogni paese, ma spesso per diversità sociale e culturale, possono risultare più o meno differenti. Un problema che interessa nello specifico il nostro paese è certamente la povertà che ha delle conseguenze forti sulla stabilità delle famiglie. Un altro aspetto è certamente un problema legato alla tradizione; per esempio in Africa è fortemente praticata la poligamia seppur non sia legalizzata. Dunque è difficile affrontare queste problematiche, evangelizzare in questi contesti risulta essere complicato.

3-Cosa si aspetta dal sinodo?
Tutti, anche i padri sinodali si pongono questa domanda. Quali possibili  soluzioni per cercare di dare una risposta a questa domanda? Posso affermare con certezza che tra noi padri sinodali ci sono molte aspettative, proprio come tutti i fedeli della nostra Chiesa. Il dibattito è ancora aperto e sarà un lungo cammino.

4-I media nazionali hanno spesso affrontato, il tema delle unioni tra persone dello stesso sesso, come la Chiesa intende far fronte a queste nuove tematiche?
Tutti i padri sinodali parlano liberamente esprimendo la propria opinione, ma attualmente non vi è un documento completo che possa rispondere in maniera esaustiva a queste istanze, semplicemente perché i temi affrontati sono ancora in fase di dibattito. E’ chiaro che la fede non cambia, la dottrina non muta, ma si discute sul modo pastorale da applicare alla fede nella realtà odierna. Tutti siamo d’ accordo sull’indissolubilità del matrimonio, e dunque la questione principale, in fase di discussione, è sul come dobbiamo comportarci.

5-Il 19 Ottobre a termine del sinodo verrà beatificato Papa Paolo VI, qual’ è il suo pensiero su questa figura così importante per la storia della chiesa contemporanea?
Grazie alla sua opera illuminata, la Chiesa ha avuto una svolta cruciale, adeguandosi ai tempi moderni. Paolo VI ha portato la Chiesa verso un dialogo aperto al mondo attraverso il Concilio Vaticano II, aperto da San Giovanni XXIII, che continua ancora oggi con Papa Francesco. Sono convito che sia San Giovanni XXIII che il presto Beato Paolo VI, siano con noi padri sinodali attraverso lo Spirito. Dunque, affidiamo e confidiamo nello Spirito Santo, affiché possa vegliare sul Sinodo.

6- Arcivescovo, perdoni la curiosità, ma i questi giorni di grande comunione e dibattiti sinodali, come si comporta Papa Francesco?
Il Santo Padre resta sempre con i padri sinodali, ma soprattutto, si pone in ascolto. Lui ha grandi aspettative su di noi e sul Sinodo, il fatto che ci abbia convocato per un sinodo straordinario ci deve far riflettere, lui aspetta qualcosa…

Marco Sprecacè: