Isaac Withers, rappresentante della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles al Sinodo 2018, è il più giovane di cinque fratelli. Al Congresso pastorale nell’ambito dell’Incontro mondiale delle famiglie (Dublino, 21 -26 agosto) porta la propria testimonianza alla discussione cui partecipano i giovani che hanno preso parte alla consultazione pre-sinodo. Tema centrale il ruolo della famiglia nel sostenere le vocazioni di diversa natura e nel mettere i giovani in condizione di vivere la propria vita nel pieno delle loro potenzialità. Con una sorella (la più grande) religiosa contemplativa, Withers racconta di avere sperimentato la dedizione dei genitori verso il fratello maggiore di un anno, affetto da syndrome Down. E di essere stato schiavo della pornografia dai 13 ai 21 anni, ma di essersene liberato dopo averlo confidato ai suoi. Oggi, dice, “la sfida principale per i giovani è sapere come affrontare la vita in una società fortemente sotto pressione, in rapida evoluzione e frammentata. Un senso di isolamento aggravato dall’erosione delle norme precedentemente stabilite e in mezzo ad una crescente sfiducia verso le istituzioni”. “L’attuale generazione – avverte – è insoddisfatta e bisognosa di una controcultura” davanti al rischio di “cadere in preda alla confusione e perdere di vista le cose”. “Credo fermamente – conclude il giovane – che se la Chiesa fosse un’autentica comunità costruita esplicitamente attorno al rapporto con Gesù, noi saremmo quella controcultura”.

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