50° edizione della Tirreno-Adriatica nel segno di Francesco Marchegiani

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Tirreno

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel segno di un uomo di grande sensibilità, lungimiranza e intuizioni politico-amministrative come Francesco Marchegiani, la città di San Benedetto del Tronto saluterà la cinquantesima edizione della “Tirreno-Adriatica” in programma martedì 17 marzo. La tappa conclusiva sarà motivo infatti per ricordare un personaggio carismatico e di alto valore come Marchegiani che ebbe il merito di attrarre e stabilizzare proprio nel sud delle Marche un evento sportivo così ricco di interesse e fascino.

Per l’occasione, al termine della cronometro individuale, i suoi familiari omaggeranno il vincitore con una targa per celebrare la speciale ricorrenza della manifestazione e, nel contempo, per dare memoria al loro caro, scomparso solo qualche anno fa.

Come noto, la corsa dei “Due Mari”, dopo una iniziale fase di lancio e di assestamento, crebbe nel tempo per fascino e blasone divenendo, grazie alla bellezza e al richiamo straordinario della Riviera delle Palme, come uno degli appuntamenti più prestigiosi del circuito delle “due ruote” sulla scia della “Milano-San Remo” e del Giro d’Italia. Tanti i corridori di fama che, in quasi mezzo secolo, si sono aggiudicati il titolo di vincitore: basti pensare a campioni del calibro di Moser, Saronni, Visentini, Fondriest, Rominger, De Vlaeminck, Bartoli, Garzelli, Olano, Nibali, Contador e molti altri ancora.

Francesco Marchegiani – sambenedettese doc – è stato protagonista dagli anni ‘60 in poi di numerose iniziative che hanno stimolato, per certi versi, la visibilità e la promozione della cittadina rivierasca. Come non menzionare, nelle vesti di presidente dell’azienda di Soggiorno, il suo fattivo impegno per la nascita dell’Istituto Alberghiero, avendo compreso le grandi potenzialità e le enormi prospettive di crescita della località adriatica, non a caso realtà leader delle Marche in fatto di presenze turistiche e per numero di hotel (circa un terzo rispetto al quadro regionale).

Non meno secondario fu il suo ruolo in ambito promozionale, facendosi ideatore di numerose rassegne di successo tra cui l’VIII Biennale di Arte Contemporanea “Al di là della Pittura” che, alla fine degli anni Sessanta, ebbe un’eco notevole nel panorama nazionale e che favorì la nascita di una nuova corrente artistica nota come “arte povera”. Si trattò di un evento di altissimo spessore e valenza multi-disciplinare che fu occasione per promuovere un format espositivo davvero unico, dando visibilità ad artisti emergenti e alle loro creazioni innovative. La rassegna fu, negli anni, al centro di tantissime pubblicazioni e iniziative tra cui una mostra molto apprezzata allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

“La manifestazione ebbe una straordinaria affluenza di visitatori, in particolare di giovani, forse mai riscontrata in una mostra d’avanguardia ottenendo inoltre tantissime recensioni su riviste specializzate, anche straniere – afferma in una nota il critico Luciano Marinucci – e tutto ciò fu possibile grazie al presidente Marchegiani che riuscì a creare le condizioni essenziali per raggiungere un ottimo  risultato”.

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