Concistoro: i cardinali promuovono a pieni voti la riforma economica

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cardinaliSalvatore Cernunzio

“Siamo ancora per strada…”, ha esordito padre Federico Lombardi illustrando oggi, nel briefing in Sala Stampa vaticana, i lavori del secondo giorno di Concistoro. Diversi gli spunti, secondo il portavoce vaticano, emersi durante le riunioni di ieri pomeriggio e quella di stamane. Quest’ultima avrebbe dovuto concludere l’assise, ma alcuni porporati sentivano l’esigenza di parlare e c’è ancora molto da dire. Per questo la discussione proseguirà nel pomeriggio di oggi.
Il Concistoro in corso, di fatto, è un’occasione per l’intero Collegio cardinalizio di ritrovarsi al completo e aggiornarsi sui cambiamenti che stanno investendo la Santa Sede in questi due anni di pontificato di Francesco. Oltre ad un riassetto della Curia – di cui per ora si intravede solo qualche bagliore – molte sono infatti le riforme già avvenute. A cominciare dagli organismi finanziari.

E proprio di questo si è parlato per tutta la mattinata di oggi, inaugurata da una “amplissima relazione a più voci” di quattro “autorevoli oratori”, che hanno riportato alle 164 berrette rosse presenti in Aula del Sinodo “una ripresentazione ordinata, dettagliata del cammino di riforma che ha riguardato i dicasteri economici”.

Ognuno ha parlato del proprio organismo di competenza, con l’aiuto anche di slide, ha riferito Lombardi. Quindi il cardinale australiano George Pell ha aperto le danze mostrando passato, presente e futuro della neonata Segreteria per l’Economia, il super-dicastero delle Finanze di cui è prefetto. Ha poi preso la parola il maltese Joseph F. X. Zhara, vice-coordinatore del Consiglio dell’Economia che ha ripercorso le tappe della Cosea, la ormai disciolta commissione referente per lo studio dei problemi economici e amministrativi.

Poi il cardinale tedesco Reinhard Marx che ha evidenziato lavoro e prospettive del Consiglio per l’Economia e, infine, il francese Jean-Baptiste de Franssu, presidente dello Ior, intervenuto per illustrare la situazione attuale in cui versa l’Istituto. Una situazione, questa, decisamente più rosea rispetto a quella del passato, in cui gli scandali legati alla ‘banca vaticana’ erano all’ordine del giorno. “I problemi più critici sono alle spalle – ha sottolineato infatti padre Lombardi -. Adesso si guardi in avanti”.

Poco prima dell’intervallo ha poi preso nuovamente la parola Pell, che si è soffermato sul tema dei “bilanci” e del “passaggio” dalla precedente gestione dell’Apsa. Sono seguiti poi circa 19 interventi dei diversi cardinali (inclusi due che riceveranno domani la porpora); per lo più domande di chiarimento ma soprattutto di “apprezzamento” verso il processo di riforma economica.

“Tutte le relazioni hanno dato l’impressione che la riforma dei dicasteri economici e dell’amministrazione sia convincente”, ha confermato il direttore della Sala Stampa, anche se fatta in tempi relativamente “brevi”. Soprattutto ha colpito la “grande insistenza sulla trasparenza, la responsabilità, l’integrità, e la competenza”.

“Non è che i cardinali abbiano fatto qualche scoperta”, ha precisato Lombardi, però per la prima volta i quattro relatori hanno presentato “in modo sistematico, ordinato e dettagliato” la riforma in cammino. E questo è stato apprezzato dal Collegio cardinalizio che nel precedente Concistoro del febbraio dell’anno scorso non aveva avuto la possibilità di capire cosa stesse succedendo all’interno delle mura leonine, dato che il Pontefice aveva orientato la discussione sul tema della famiglia, in vista del Sinodo.

Alcuni interventi “hanno sollevato questioni sul rapporto tra Santa Sede e Stato della Città del Vaticano e le competenze dei vari organismi”; molti hanno rilevato invece “lo spirito positivo di credibilità che porta alla Chiesa questa riforma deve avere una sua diffusione anche nelle diocesi”. In generale, ha evidenziato padre Lombardi, il clima era “sereno, positivo e costruttivo”.

Lo stessa clima, cioè, che si è respirato ieri pomeriggio, dove il filo conduttore dei diversi interventi (40 in totale: 12 ieri mattina, 28 tra ieri pomeriggio e stamane) è stata la riforma della Curia. Più nel dettaglio, sono stati toccati punti come il “coordinamento interno della Curia”, la necessità di avere nei diversi Dicasteri “personale qualificato sia per competenza che dello spirito ecclesiale e dedizione”, e anche provenienti da diverse realtà e paesi in modo da rappresentare la Chiesa universale.

Se poi la parola-chiave della mattina era stata “collegialità”, nel pomeriggio il tema ricorrente è stato “decentralizzazione”, intesa però nell’accezione positiva di “sussidiarietà”. Si è messa in risalto cioè – ha spiegato padre Lombardi – l’esigenza di “approfondire cosa è il meglio nel governo della Chiesa per non pensare di dover concentrare le competenze su Roma”. Quindi “riflettere su cosa si fa meglio e dove; cosa è meglio che rimanga a livello dei Dicasteri romani e cosa invece può essere fatto meglio dalle diocesi e dalle Conferenze Episcopali”.

Lo spirito con cui è stata affrontata la questione era propositivo, ha rimarcato il portavoce vaticano: “Non ho notato da parte di nessuno un atteggiamento rivendicativo o aggressivo… Anzi!”. Quasi tutti i cardinali si sono mostrati poi d’accordo sulla possibilità di attuare, anche parzialmente, alcuni aspetti della riforma da subito, “senza attendere il completamento di tutta l’opera”. Anche perché, come si diceva ieri, i tempi saranno piuttosto lunghi e sicuramente andranno oltre il 2015.

Intanto i lavori del Concistoro proseguono nel pomeriggio con l’intervento del cardinale Sean O’Malley che illustrerà il lavoro svolto finora dalla nuova Commissione per la Tutela dei minori. Poi ci si ritroverà domani nella grande celebrazione in San Pietro, durante la quale il Papa consegnerà 20 nuove berrette rosse, alla presenza anche del Papa emerito Benedetto XVI.

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