
È uscito per le Edizioni Ocd “Edith Stein: la vita in uno sguardo”, di suor Lucia Laner, carmelitana scalza del Carmelo di Vicenza. Il volume, nella collana Vivere la Parola, propone una lettura della figura della santa a partire da un filo conduttore inusuale: lo sguardo. “Che cosa c’è di più effimero e sfuggente, di più incisivo e duraturo di uno sguardo?”, si legge nella presentazione: molto diverso è il modo di guardare di una persona nei vari stadi della propria vita e secondo la propria identità culturale e religiosa. Un percorso che l’autrice stessa definisce “ardito”, perché non sempre si riesce a cogliere l’importanza di “un battito di ciglia”: sembra tutto naturale e scontato, quando invece “niente e mai può lasciarci del tutto indifferenti o come eravamo prima”. La storia di Edith Stein, osserva l’autrice, dimostra come si possa diventare “una pellicola così sensibile da mutare la stessa postura esistenziale”, perché dal modo in cui si guarda dipendono i flussi di vita, “che si scoprono, si assumono, e da cui ci si lascia interrogare o trasformare”. Non una semplice presentazione biografica, dunque, ma un itinerario costruito dall’interno, con un’essenzialità di rimandi ai fatti esterni. Nata a Trento, dove ha compiuto studi classici, suor Laner si è laureata lavorando su un testo in francese antico di miracoli mariani dell’XI secolo e ha insegnato materie letterarie nella scuola secondaria; è carmelitana dal 2002 e collabora con la rivista “Teresianum”.




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