GROTTAMMARE – Il 3 agosto, alle 11, nella Sala di rappresentanza del Comune di Grottammare, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della mostra di pittura «Il Tarpato e il Sacro», che verrà inaugurata il 9 agosto presso le Logge di piazza Peretti, al Paese Alto, alle 18.30, con la partecipazione straordinaria del vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, Mons. Gianpiero Palmieri.
Al tavolo dei relatori erano presenti l’ideatrice e promotrice dell’iniziativa, la giornalista Tiziana Capocasa, il noto divulgatore culturale Filippo Massacci, il professor Andrea Viozzi, storico dell’arte, e Giuseppe Gabrielli, dell’associazione «Pelasgo», che cura il Museo del Tarpato, situato nel Paese Alto della cittadina rivierasca.
A fare gli onori di casa sono stati il sindaco Alessandro Rocchi e l’assessore alla Crescita culturale e all’accoglienza turistica Lorenzo Rossi.
Il sindaco Rocchi ha dichiarato: «Ringrazio tutto l’Ufficio cultura, Tiziana Capocasa in particolare, il professor Viozzi, Filippo Massacci e Gabrielli dell’associazione Pelasgo. Propongo di avviare un’attività dedicata al Tarpato già dal prossimo anno, per non dimenticarlo una volta terminata questa mostra.»
L’assessore Lorenzo Rossi ha aggiunto: «Lo scorso anno ricorreva il centenario della nascita di Giacomo Pomili, detto il Tarpato. Noi riteniamo che sia un artista capace di superare la sua dimensione locale. Vogliamo mantenere viva la sua memoria e ci auguriamo che non si spengano i riflettori accesi sul suo centenario. Grazie alla disponibilità dei collezionisti privati è stato possibile realizzare questa mostra.
Per la prima volta presentiamo una dimensione finora inesplorata del Tarpato, quella del sacro. Ringrazio l’associazione Pelasgo e Tiziana Capocasa, sempre animatrice determinata e competente delle iniziative dedicate al Tarpato, una persona capace di trasformare le idee in progetti concreti.
Questa mostra assumerà un valore particolare nel mese centrale dell’estate grottammarese. Ringrazio ancora tutti.»
Tiziana Capocasa, promotrice dell’iniziativa, ha affermato: «Sono l’ideatrice di questa mostra, accolta con favore dall’assessore Rossi. Alla conclusione delle iniziative dedicate al centenario della nascita del Tarpato, lo scorso anno, ho raccolto idealmente il testimone. Ricordo ancora le parole dell’assessore Rossi: “Per favore, continuiamo a tenere accesi i riflettori sul Tarpato”.
Questa mostra intende superare i confini della dimensione locale di Giacomo Pomili. Il vescovo Palmieri, pur essendo molto impegnato, ha trovato il tempo per essere presente, anche grazie alla conoscenza con il professor Viozzi. Ne siamo onorati.
Mi sono avvalsa della collaborazione di una persona preparata come lui, che rappresenta davvero un punto di riferimento culturale. Ringraziamo Francesco Santori, il maggiore collezionista delle opere del Tarpato, Barbara Beri, le sorelle Pomili e tanti altri cittadini che hanno consentito l’esposizione delle loro opere a tema sacro.
Ringraziamo inoltre il divulgatore culturale e amico Filippo Massacci, che offrirà una panoramica sulle diverse interpretazioni della Crocifissione nelle opere del Tarpato.
Come mi sono avvicinata a Giacomo Pomili? Era il 1998 e l’artista era scomparso da un anno. Suo fratello Gabriele, che ne era stato una sorta di manager, mi chiamò a Roma con grande insistenza. Mi mostrò le numerose opere custodite nel suo appartamento, i ritagli di giornale dedicati al fratello, i quaderni contenenti il catalogo di circa quattrocento opere e molti documenti relativi alla sua attività artistica.
Alcune opere si trovano a New York, altre in Australia. Grazie a Gabriele possiedo anche una mappa dei quadri venduti ai turisti in visita a Grottammare.
Quando Gabriele morì improvvisamente, a soli sessantuno anni, nel mese di febbraio, mi sono sentita investita del compito di custodire la memoria culturale e artistica di Giacomo Pomili, interpretando quasi in modo profetico la richiesta che mi aveva rivolto poco prima della sua scomparsa.
Oggi è presente Franco Piunti, che dona al Comune di Grottammare e al museo un breve filmato realizzato nel 1990, quando ricopriva l’incarico di assessore all’Ambiente. Si tratta di un documento raro e prezioso, che mostra il Tarpato intento a lavorare nella sua “grotta-studio” del Paese Alto.
Il video arricchirà il materiale d’archivio dedicato all’artista e verrà proiettato all’interno del museo. Quando lo vedrete, ascolterete in sottofondo una musica eseguita con l’organetto. Non sappiamo chi la stesse suonando, ma quel giorno, casualmente, qualcuno iniziò a esibirsi durante le riprese. È una sorta di colonna sonora improvvisata che contribuisce a delineare la figura di questo straordinario e umile artista che desideriamo valorizzare.»
Il professor Andrea Viozzi ha dichiarato: «Il Tarpato supera la matrice naïf e trasforma la pittura in una sorta di diario personale, capace di raccontare la vita di un uomo a lungo dimenticato. Ringrazio Tiziana, ideatrice dell’iniziativa.
Nella pittura sacra il Tarpato spalanca le porte del proprio paradiso interiore, aprendosi alla speranza. Nelle sue opere si coglie una vera e propria teofania cromatica, caratterizzata da un sapiente uso del colore e dalla trasposizione del suo stato d’animo.
La mostra è stata suddivisa in quattro sezioni. La prima è dedicata alla Vergine Maria, mediatrice tra la terra e il cielo; la seconda ai paesaggi spirituali della sua anima; la terza alle tenerissime Natività; la quarta alle intense interpretazioni della Crocifissione.
Nelle sue opere ritroviamo anche l’iconografia della vita domenicale, delle chiese, del Paese Alto, delle persone, degli incontri e delle suggestioni quotidiane, raccontate attraverso la tela come sogni sospesi tra realtà e fantasia.
Oggi rendiamo omaggio a un artista che per molto tempo non è stato adeguatamente valorizzato, se non grazie all’impegno di Tiziana Capocasa e dell’associazione Pelasgo, che gestisce il museo a lui dedicato.
Le opere esposte traggono ispirazione da persone, ambienti, edifici religiosi e conventi che tanto avevano affascinato l’artista durante la sua vita a Grottammare.»
Il divulgatore culturale Filippo Massacci ha dichiarato: «Ascolterò con passione e interesse il racconto del professor Viozzi. Sono un divulgatore culturale e credo che la conoscenza debba essere condivisa, perché tenerla soltanto per sé non serve a nulla.
Parlerò della croce quale segno distintivo del pensiero religioso di Giacomo Pomili, che amava definirsi “il Tarpato”. Metterò a confronto le sue opere con la celebre “Croce bianca” di Chagall, conservata a Chicago.
Da ragazzo trascorrevo intere giornate con Giacomino. Le sue opere possiedono una dimensione avvolgente e sembrano abbracciare l’osservatore. Pur non avendo una formazione accademica nella storia dell’arte, era una persona semplice che, in modo sorprendente, esprimeva pienamente lo spirito artistico del Novecento.
Chagall e il Tarpato hanno entrambi rappresentato la spiritualità nelle loro opere. I suoi spazi pittorici non appartengono alla dimensione terrena. Giacomo Pomili ha raccontato per tutta la vita la dimensione spirituale dell’esistenza, dimostrando una straordinaria forza interpretativa.
La presenza del vescovo Gianpiero Palmieri rappresenta per noi un grande onore. Faccio parte del gruppo dei volontari “Angeli custodi di Santa Lucia”, impegnato nell’apertura della chiesa.
Quest’anno il vescovo ha voluto arricchire la chiesa di Santa Lucia con una mostra di arte sacra contemporanea, comprendente opere di Pericle Fazzini, Paolo Annibali, Giuliano Giuliani e Ado Brandimarte.
Adesso ci onora della sua presenza anche in occasione dell’inaugurazione della mostra “Il Tarpato e il Sacro”. Si tratta di due importanti eventi culturali e religiosi che non possono che renderci orgogliosi.»
Giuseppe Gabrielli, rappresentante dell’associazione «Pelasgo 968», ha affermato: «Il Tarpato è stato un grande artista e desidero ringraziare Tiziana per la determinazione con cui ne custodisce la memoria.
I musei non devono essere realtà statiche: hanno bisogno di nuove esposizioni e di un costante aggiornamento. La nostra associazione si occupa anche di letteratura e, nel mese di settembre, organizzeremo una mostra dedicata a Lisa Sneider, la modella di Fazzini.»
Franco Piunti ha dichiarato: «Quando lavoravo nell’ospedale psichiatrico, scoprii che, durante il fascismo, molte persone venivano internate senza essere realmente malate.
Ho seguito con entusiasmo l’applicazione della legge Basaglia, convinto che fosse possibile curare i pazienti nelle loro case, con il supporto di personale specializzato. Purtroppo, a causa della carenza di risorse e di personale, oggi assistiamo troppo spesso all’abbandono delle famiglie e a un ricorso quasi esclusivo ai farmaci.
Non era questo il futuro che immaginavamo.
Nella vicenda del Tarpato vediamo la piena realizzazione di ciò che l’arte può rappresentare per una persona fragile. Dai suoi quadri e dai suoi disegni emerge chiaramente il bisogno di ricevere e offrire un abbraccio.
Si sarebbero potute individuare alternative al manicomio, ma purtroppo non sempre ciò è avvenuto.
Per quanto riguarda il filmato, ricordo che era una domenica. All’epoca ero assessore comunale e stavo passeggiando con la mia famiglia quando ripresi il Tarpato nella sua “grotta-studio”, mentre lavorava.
Ricordo ancora il suo amato gatto accanto a lui e il motorino parcheggiato all’esterno. Senza rendermene conto, ho realizzato un documento che oggi ho il piacere di donare alla collettività.»
Il professor Andrea Viozzi ha aggiunto: «Il Tarpato rappresenta un esempio di come la pittura possa trasformarsi in uno strumento terapeutico. L’arte, in generale, costituisce un sostegno prezioso e una straordinaria compagna di vita.»
L’appuntamento è fissato per il 9 agosto, alle 18.30, presso il Paese Alto di Grottammare.
La mostra «Il Tarpato e il Sacro», che riunisce una ventina di opere provenienti da collezioni private, offrirà, come ha sottolineato Tiziana Capocasa, «una rilettura dell’aspetto religioso dell’artista».
Per l’occasione è stato realizzato un catalogo, curato dal professor Andrea Viozzi, che accompagnerà il visitatore alla scoperta del misticismo di Giacomo Pomili.
«Segnata da difficoltà personali, da problemi di salute e da una malattia psichiatrica, la vita di Giacomo Pomili è stata spesso accompagnata dall’incomprensione dei suoi compaesani. Eppure, attraverso le sue tele, l’artista ha saputo indicarci una strada capace di elevare lo sguardo verso il cielo senza perdere la speranza», ha concluso la giornalista.
La mostra resterà aperta dal 9 al 30 agosto, tutti i giorni dalle 19 alle 22, con esclusione del lunedì, presso le Logge del Teatro dell’Arancio, nel Paese Alto di Grottammare.













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