“Grande dolore, perché un atto del genere ferisce profondamente l’unità della Chiesa”. Ad esprimerlo, in merito alle ordinazioni episcopali dei Lefebvriani avvenute oggi ad Econe, è stato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, durante un incontro organizzato questa sera dall’Aigav (Associazione internazionale dei giornalisti accreditati in Vaticano) a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede. “Lo ha detto anche il Papa nella sua lettera indirizzata al responsabile della Fraternità sacerdotale di San Pio X”, ha proseguito il cardinale, ricordando che quello di oggi “è un atto di per sè scismatico, perché noi sappiamo che le ordinazioni episcopali senza il mandato pontificio  rompono l’unità della Chiesa e sono sottoposte anche a delle sanzioni molto precise, che sono prevalemente la scomunica”. “Non so i tempi e i modi per cui questa scomunica verrà erogata”, ha affermato Parolin: “La mia  speranza è che, nonostante quanto è avvenuto oggi, si possa riprendere il dialogo e si possa arrivare davvero a trovare anche qui una soluzione”. “Il punto  fondamentale è quello del Concilio, cioè accettare o meno il Concilio Vaticano II”, ha spiegato il cardinale: “Non si può certamente pensare che la storia  Chiesa si fermi ad un certo punto: la storia Chiesa continua, e il Concilio è una pietra miliare nella  storia della Chiesa che va accettato e va implementato nella giusta maniera”.  “Nel passato c’è stato un forte sforzo di dialogo con la Fraternità sacerdotale di San Pio X”, ha ricordato il Segretario di Stato Vaticano: “Spero che, nonostante questa ferita grave che è stata prodotta,  si possa riprendere e si possano trovare strade che permettono di risolvere questo problema”.

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