SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa si nasconde dietro le porte antiche che custodiscono la memoria del territorio sambenedettese? Lo hanno scoperto lo scorso Venerdì 5 Giugno 2026 i numerosi curiosi che si sono recati alle ore 18:30 presso il Palazzo Piacentini, a San Benedetto del Tronto, nel cuore del Paese Alto, per partecipare ad “Archivissima”, il primo ed unico festival italiano interamente dedicato alla promozione e alla valorizzazione dei patrimoni conservati negli archivi storici di enti, istituzioni ed aziende.
Per l’occasione, il Palazzo, che è sede dell’Archivio storico comunale ed è quindi diventato un po’ la casa della memoria sambenedettese, ha aperto le sue porte in una suggestiva veste pomeridiana, regalando ai visitatori un’esperienza immersiva tra carte antiche, rivelazioni più o meno inaspettate e musica raffinata.
Ad accogliere i visitatori è stato il dott. Giuseppe Merlini, storico ed archivista dell’Archivio Storico comunale della città rivierasca, mentre a dare voce ai documenti conservati nell’Archivio, come per le passate tre edizioni, sono stati gli studenti e le studentesse del Liceo Scientifico “Benedetto Rosetti” impegnati nel percorso di formazione scuola – lavoro, coordinati dalla prof.ssa di Disegno e Storia dell’Arte Genoveffa Simone.
Presenti, tra i visitatori, anche Cinzia Campanelli, neo assessora del Comune di San Benedetto del Tronto con delega alla Cultura, Elisa Vita e Ulisse Ulissi, rispettivamente dirigente e vice preside del Liceo “Rosetti”.
Un viaggio attraverso la storia sambenedettese
Il tema guida dell’edizione, “Quello che non c’è in archivio”, è stato il pretesto perfetto per riportare alla luce un patrimonio d’archivio sommerso, o in quanto conservato e ancora da esplorare, o in quanto custodito in altri luoghi e quindi ancora da svelare, oppure non conservato, perché andato disperso a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma che comunque fortunatamente era già stato studiato da storici sambenedettesi e quindi recuperato.
Durante la prima parte dell’appuntamento, gli studenti e delle studentesse della classe 4ª M hanno trasformato lo spazio antistante il palazzo Piacentini in un vero e proprio palcoscenico narrativo in cui è stata raccontata la storia locale dell’ultimo millennio. I visitatori, così, hanno potuto toccare con mano documenti che hanno segnato la vita della comunità:
l’atto di incastellamento del vescovo Liberto, che è conservato presso l’Archivio di Stato di Fermo e con il quale si autorizza i Gualtieri a costruire delle mura fortificate attorno alla Pieve di San Benedetto martire nel 1146;
i documenti del secolo successivo che testimoniano lo scontro tra Fermo ed Ascoli, tra il potere imperiale e quello papale, come ad esempio la contesa del territorio tra il torrente Ragnola e il fiume Tronto;
gli atti con cui Fermo, città egemone di riferimento, avvia nel 1491 una vera e propria politica immigratoria verso San Benedetto;
le antiche carte del Catasto vecchio, andate perdute a seguito dei bombardamenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma fortunatamente recuperate poiché erano già state precedentemente studiate e pubblicate dallo storico Liburdi;
i documenti che testimoniano la crescita demografica, il conseguente sovraffollamento del Castello e quindi l’espansione nella Marina nel XVII secolo;
le carte che riguardano la vita marinara, come la controversia tra Fermo e San Benedetto per la commercializzazione del pescato o la preoccupazione per l’eccessiva cattura del pesce dovuta all’introduzione della paranza, una nuova tipologia di barca, che poi darà il nome anche a un nuovo sistema di pesca.
Il racconto della visita agli Archivi di Rieti e Gubbio
Durante la seconda parte del pomeriggio, che si è svolta all’interno del Palazzo, presso la Sala della Poesia, gli studenti e le studentesse delle classi 3ª E e 3ª H, hanno raccontato la loro esperienza di scuola-lavoro vissuta in tre siti archivistici di rilievo.
Durante la visita all’Archivio di Stato di Rieti hanno scoperto che l’Istituto conserva circa undici chilometri di documenti ed ospita un laboratorio di cartotecnica e restauro, attivo dal 1970, che produce materiali per archivi e svolge un ruolo fondamentale nella conservazione dei documenti.
Nell’Archivio di Stato di Perugia – sezione di Gubbio hanno studiato lo Statuto comunale medievale, che regolava la vita politica, amministrativa, giudiziaria ed economica dell’epoca, ed hanno analizzato il catasto rustico sulle proprietà fondiarie, un antico strumento di natura fiscale.
Per l’Archivio Storico di San Benedetto del Tronto, infine, hanno constatato la mancanza di un’indicizzazione delle delibere del Consiglio comunale nel quinquennio 1980-1985 ed hanno quindi realizzato uno strumento di ricerca in Excel per facilitare il reperimento delle informazioni.
Una musica che incanta
Nella terza ed ultima parte dell’appuntamento, l’eco dei secoli passati ha incontrato il ritmo del suono, in un abbraccio tra le arti che ha unito le trame della cultura con le armonie della musica. Anche questa esibizione corale ha contribuito al successo di questa apertura straordinaria, che ha registrato una buona partecipazione di pubblico, tenuto conto anche della pioggia che si è abbattuta sulla città nelle ore precedenti l’evento.
Lorenzo Colonnella e Riccardo Marcotulli, due dei musicisti che hanno allietato i presenti con il suono del loro violino, dichiarano:
“È stato un piacere partecipare all’evento per il secondo anno consecutivo. Per noi è stata un’occasione preziosa per poter suonare alcuni dei brani che studiamo insieme, ma che raramente possiamo presentare ad un pubblico numeroso. Da alcuni anni, infatti, ci divertiamo a studiare duetti, ma gli impegni legati alla scuola e la scarsa disponibilità di luoghi ed eventi in cui suonare, ci impediscono di esibirci spesso.
Questo è un peccato, poiché suonare davanti ad un pubblico ha un’enorme valore formativo per noi, ma soprattutto ci piace moltissimo.
Siamo inoltre molto felici di aver partecipato con la nostra musica ad un progetto scolastico, contribuendo a dare un valore aggiunto all’evento, e soprattutto di aver suonato per i nostri compagni di scuola e per i nostri docenti.
Tra i brani che abbiamo eseguito, oltre a “Nuttate de Lune” – l’inno di San Benedetto del Tronto – e a un breve Rondò tratto dai 12 duetti scritti da J.F. Mazas – prima raccolta che abbiamo studiato insieme agli esordi del nostro duo -, abbiamo tentato anche una ‘prima esecuzione’ di una trascrizione realizzata da noi del più celebre di tutti i tanghi: ‘Por una Cabeza’, scritto da Carlos Gradel. Un’emozione ancora più grande che non dimenticheremo!“.
L’Archivio Storico comunale di San Benedetto vi aspetta!
L’evento “Archivissima” ha dimostrato ancora una volta quanto l’Archivio non sia un luogo di deposito, in cui conservare i documenti, ma uno spazio vivo e pulsante, un presidio culturale di prossimità dove ogni cittadino può ritrovare le proprie radici.
A tal proposito ricordiamo che l’Archivio Storico comunale di San Benedetto del Tronto è aperto tutto l’anno per ricerche e studi con orario di ufficio. Per informazioni e prenotazioni è possibile inviare una mail al seguente indicirzzo di posta elettronica: archiviostorico@comunesbt.it.
Foto di Ettore Costantini, Giovanni Imbrescia e Filippo Romani

























































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