DIOCESI – Per la rubrica “La Speranza oltre il limite”, curata da Marco Marini, pubblichiamo oggi gli auguri rivolti ai ragazzi e alle ragazze che si apprestano a ricevere il Sacramento della Cresima.
Cari ragazzi,
vi scrivo queste parole in un giorno speciale, mentre vi preparate a ricevere un “soffio” di vita nuova. Avrei voluto essere lì, dritto sulle mie gambe, per stringervi la mano, ma – come sapete – la mia vita oggi abita un corpo che ha deciso di non ubbidirmi più.
Per molto tempo ho pensato che essere forti significasse correre veloce, sollevare pesi, non fermarsi mai. La SLA mi ha tolto tutto questo, ma non mi ha tolto la forza. Ho scoperto che esiste una potenza che non dipende dai muscoli: è la forza della mente che spera, del cuore che ama nonostante il dolore, e dell’anima che non si arrende. Lo Spirito che ricevete con la Cresima è esattamente questo: il “motore” interiore che vi permetterà di restare in piedi anche quando la vita proverà a farvi cadere.
C’è un aspetto della mia quotidianità che oggi vorrei offrirvi come riflessione. Come sapete, per respirare bene ho bisogno di un aiuto, di una macchina che soffia aria nei miei polmoni. Senza quel supporto, non sarei in grado di respirare.
Lo Spirito Santo che ricevete oggi è esattamente questo: è il respiro dell’anima.
C’è un respiro fisico, che serve a far battere il cuore e c’è un respiro interiore, che serve a far battere la speranza.
Proprio come il mio ventilatore mi permette di affrontare la giornata, lo Spirito è quel “soffio” invisibile che vi aiuterà a non restare mai senza fiato di fronte alle difficoltà della vita. Quando vi sentirete stanchi, svuotati o confusi, ricordatevi che non dovete fare tutto da soli: c’è un’energia dolce che soffia dentro di voi, pronta a ridarvi slancio.
Voi oggi diventate “adulti” nella fede. Questo significa prendersi una responsabilità . Io non posso più camminare, non posso più gesticolare, non posso fare quelle piccole cose che prima davo per scontate. Usate le vostre gambe per andare verso chi è solo. Usate le vostre mani per accarezzare chi soffre. Usate la vostra voce per difendere chi non ha parola. In questo modo, lo Spirito non resterà chiuso in una chiesa, ma camminerà nel mondo attraverso di voi. E in un certo senso, camminerò anch’io insieme a voi.
Andate avanti con coraggio. Vi giunga il mio sostegno con tutto il fiato che ho nell’anima e con una gioia che nessuna malattia potrà mai fermare.
Buona Cresima!
Marco Marini
Marco Marini è un ingegnere informatico di 56 anni, residente a Martinsicuro, marito e padre, che da due anni è affetto da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) , una malattia neurodegenerativa che colpisce le cellule nervose che controllano i muscoli, causando una progressiva perdita di forza muscolare e paralisi, pur lasciando intatte le facoltà cognitive.
Nonostante tutto il resto del corpo sia paralizzato, Marco comunica con il mondo attraverso gli occhi. Grazie ad una moderna e supertecnologica strumentazione, riesce a dare voce ai suoi pensieri fissando con gli occhi le lettere delle parole che vuole pronunciare. E così, lentamente, sullo schermo appaiono i suoi pensieri e sul suo viso un bel sorriso, l’unico altro mezzo che ha per comunicare le sue emozioni.
La redazione de L’Ancora lo ringrazia per aver accettato l’invito di curare una rubrica, condividendo con i nostri lettori e le nostre lettrici le sue parole profonde ed ispirate.Â





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