DIOCESI – Nell’ambito del progetto su comunicazione ed informazione denominato “La foresta che cresce“, il giornale L’Ancora ha indetto un concorso rivolto agli studenti e alle studentesse delle Scuole Superiori del Territorio: ogni giovane che ha preso parte al progetto potrà scegliere una notizia della settimana precedente e commentarla con un articolo scritto singolarmente o a più mani. Tutti gli articoli verranno pubblicati, di volta in volta, sul giornale L’Ancora e durante il Meeting Nazionale dei Giornalisti e delle Giornaliste, che si terrà tra la fine di Maggio e l’inizio di Giugno 2026 a San Benedetto del Tronto, verranno decretati i vincitori o le vincitrici.
Oggi pubblichiamo l’articolo scritto dagli studenti Alessio Conti e Gian Lorenzo Mastromonaco della classe 3ªB del Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli Piceno.
Di Alessio Conti e Gian Lorenzo Mastromonaco
Lo scorso 19 Marzo 2026 è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Science Advances“ uno studio degli scienziati della UCLA che hanno esaminato i risultati ottenuti dal rover Perseverance della NASA: sotto la superficie del Cratere Jezero su Marte esisteva, circa 4,2 miliardi di anni fa, un’estesa rete fluviale con fiumi, delta e laghi. È una delle scoperte più importanti sull’abitabilità di Marte degli ultimi anni. E adesso quali scenari si aprono?
Cos’è il rover Perseverance?
Perseverance è un rover, cioè un veicolo robotico, della NASA, l’agenzia spaziale americana, atterrato su Marte il 18 Febbraio 2021. È grande quanto un’automobile e trasporta sette strumenti scientifici avanzati. La sua missione principale è esplorare il Cratere Jezero – un cratere largo circa 50 km – alla ricerca di prove di vita passata e di tracce di acqua.
Tra gli strumenti a bordo c’è il RIMFAX (Radar Imager for Mars Subsurface Experiment), un radar in grado di “vedere” nel sottosuolo marziano fino a decine di metri di profondità. È proprio questo strumento che ha permesso la scoperta della scorsa settimana.
Quale scoperta sta rivoluzionando le nostre conoscenze su Marte?
Sparando onde radar verso il basso ogni 10 centimetri durante il suo percorso, il RIMFAX ha “scannerizzato” oltre 6 chilometri di terreno, raccogliendo dati fino a 35 metri di profondità, una profondità mai raggiunta prima in questo modo. I risultati hanno rivelato qualcosa di
straordinario:
• Un sistema fluviale sepolto. Sotto la superficie attuale del cratere Jezero esisteva un’estesa rete di fiumi e canali, molto più antica e complessa di quanto supposto finora.
• Un’età sorprendente. I depositi fluviali risalgono all’epoca Noachiana, tra 4,2 e 3,7 miliardi di anni fa, ben prima della formazione del delta visibile oggi in superficie.
• Uno spessore enorme. I sedimenti lasciati dai fiumi raggiungono uno spessore stimato di circa 90 metri, segno di molteplici cicli di deposizione ed erosione durati milioni di anni.
• Carbonati di magnesio. Nell’area chiamata “Margin Unit”, il rover ha trovato questo minerale, che si forma solo in presenza di acqua e che ha la straordinaria capacità di conservare le cosiddette “biofirme” (impronte chimiche di potenziali forme di vita).
Perché questa scoperta è così importante?
Questa scoperta è importante per almeno tre motivi.
Marte era abitabile più a lungo del previsto. Prima di questa scoperta, si pensava che l’acqua su Marte fosse rimasta solo per periodi brevi. Ora sappiamo che fiumi e laghi erano presenti in modo continuativo per decine di milioni di anni, aumentando la finestra temporale in cui la vita microbica avrebbe potuto svilupparsi.
Il sottosuolo potrebbe conservare tracce di vita. I carbonati di magnesio trovati nella Margin Unit sono materiali noti per “intrappolare” molecole organiche e conservarle per miliardi di anni. Se mai la vita microbica è esistita su Marte, le sue tracce chimiche potrebbero ancora trovarsi proprio lì.
Si combina con altre scoperte recenti. Questa ricerca si aggiunge alle scoperte del rover cinese Huron, che aveva suggerito la presenza di oceani e spiagge, e agli studi dell’Imperial College di Londra sulle antiche linee costiere del cratere Jezero. Il quadro complessivo di un Marte “bagnato” diventa sempre più solido.
E adesso?
Il passo successivo sarebbe riportare i campioni di roccia raccolti da Perseverance sulla Terra, dove laboratori avanzati potrebbero analizzarli alla ricerca di biofirme. Tuttavia, la missione Mars Sample Return – il progetto che avrebbe dovuto farlo – è stata cancellata dalla NASA per mancanza di finanziamenti. Attualmente alcune aziende private ne stanno studiando la fattibilità a costi ridotti.
Nel frattempo, Perseverance continua ad esplorare e raccogliere campioni. Tra quelli già prelevati, tre provengono dalla Margin Unit e uno dalla formazione Bright Angel: sono considerati tra i più promettenti mai raccolti su Marte.





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