Di Carletta Di Blasio e Mario Pennisi
SPINETOLI – Non solo una coinvolgente rievocazione storica, ma anche un momento di fede e coesione sociale che ha riunito l’intera comunità: possiamo riassumere così ” L’ uomo della Croce”, la tradizionale rappresentazione vivente della Passione di Cristo, che si è svolta Domenica 29 Marzo 2026 lungo le vie cittadine di Pagliare del Tronto, a Spinetoli, e che ha registrato la partecipazione anche dell’arcivescovo Gianpiero Palmieri.
L’iniziativa, promossa ed organizzata dall’Associazione “Freedom”, è stata realizzata in collaborazione con la parrocchia San Paolo, con il sostegno della Diocesi di Ascoli Piceno, del BIM Tronto e della Cattolica Assicurazioni e con il patrocinio del Comune di Spinetoli.
La suggestiva narrazione, che ha coinvolto oltre 120 figuranti, ha proposto 19 scene riguardanti gli ultimi momenti più significativi della vita di Gesù, come la resurrezione di Lazzaro, l’entrata trionfante a Gerusalemme, l’ultima cena, il momento di preghiera nell’Orto degli Ulivi, l’ incontro con Ponzio Pilato, la dolorosa salita al Golgota, la crocifissione e la Resurrezione di Gesù.
Un’opera costruita insieme che alimenta il senso di appartenenza: la testimonianza di Valentina Cavucci
Valentina Cavucci, presidente dell’associazione “Freedom” che ha curato l’organizzazione, spiega: “La Via Crucis ‘L’Uomo della Croce’, per noi dell’associazione ‘Freedom’, non è solo una rappresentazione, ma un momento che unisce fede, vita e comunità.
A livello spirituale è un cammino condiviso: non racconta solo la Passione di Gesù, ma la rende più vicina e attuale. Chi partecipa non resta spettatore, ma entra dentro ciò che accade, trovando uno spazio per riflettere sulla propria vita e sulle proprie scelte.
A livello comunitario è un’opera costruita insieme, dove ognuno dà quello che può è anche un modo per ricordare chi negli anni l’ha portata avanti e ci ha trasmesso questa tradizione. Ed è proprio questo che crea un senso di appartenenza vero: aziende, commercianti, persone, famiglie, associazioni che si ritrovano e camminano insieme.
E anche se quest’anno il tempo non ci è stato proprio favorevole, c’è una frase che ci accompagna sempre: ‘Ci pensa la Provvidenza’. E forse è proprio questo il senso più vero di tutto: andare avanti insieme, con fiducia”.
La testimonianza di Germana Gagliardi
Germana Gagliardi, che ha partecipato fin dalla prima edizione interpretando il ruolo di Maria, racconta: “Per me è sempre una grande emozione impersonare la Madonna. Fin dal 2019, dall’anno in cui per la prima volta abbiamo proposto la rappresentazione della Passione di Gesù, ho provato da subito sensazioni molto forti. Un po’ forse a causa dell’atmosfera suggestiva che si viene a creare nel centro della nostra Pagliare, che, con le luci della notte e le ambientazioni sceniche rievocate, si trasforma nella Gerusalemme di 2000 anni fa. Un po’ anche grazie all’alternarsi di momenti di silenzio e momenti di meditazione stimolati dalla voce narrante che spiega le varie stazioni, in un cammino pensato come esperienza immersiva e di grande riflessione. Tutto il percorso è un crescendo di pathos ed emozione, soprattutto lungo la salita al Calvario. Vivo il dolore di questa madre che, scena dopo scena, aumenta sempre di più mentre accompagna il figlio verso la morte. Per quanto mi riguarda, la scena che più mi coinvolge ogni volta è quella relativa alla prima caduta di Gesù, quando Maria gli va incontro e lo abbraccia per l’ultima volta. Da madre di due figlie, in quel momento sento un’emozione fortissima e penso a quanto la Passione di Gesù sia stata dolorosa per Lui, ma anche per Sua madre“.
Gagliardi, che è anche assessora al Comune di Spinetoli, aggiunge: “Faccio parte di quel gruppo di persone che nel 2019 ha pensato di riproporre la rappresentazione vivente degli ultimi momenti della vita di Gesù, dopo una lunga pausa durata oltre un ventennio. Poiché l’iniziativa ha riscosso grande interesse da parte della comunità di Pagliare, l’anno successivo abbiamo creato un’associazione che si occupa proprio di questo evento. Ad eccezione della pausa forzata a cui ci ha costretto la pandemia, da allora abbiamo sempre organizzato l’iniziativa il Sabato prima della Domenica delle Palme. Quest’anno, a causa del maltempo, abbiamo dovuto posticipare a Domenica. Nonostante il cambio di programma, la rappresentazione della Passione ha registrato una grande partecipazione di persone ed è proprio questo il motivo che ci spinge ogni anno a riproporla. L’iniziativa, infatti, si è rivelata un forte strumento di aggregazione sociale, intergenerazionale ed interculturale, in quanto coinvolge intere famiglie, persone di ogni fascia di età e di ogni credo religioso. Dai bambini ai ragazzi, dagli adulti agli anziani, dai fedeli ai non credenti – ciascuno come può – contribuisce a renderla sempre più ricca ed emozionante: dai volontari impegnati da settimane nella preparazione di costumi, scenografie e prove, a coloro che ci sostengono portando una bevanda o uno spuntino durante le prove; dai figuranti che interpretano i personaggi principali a coloro che decidono di essere solo delle comparse; dai titolari delle varie attività commerciali che ci fanno da sponsor a chi dono un piccolo contributo”.
Le croci di ieri incontrano le ferite di oggi: l’amore come unica via di pienezza
Conclude Germana Gagliardi: “Quando abbiamo capito che l’iniziativa rispondeva al bisogno della comunità di stare insieme in un ambiente sicuro e protetto, abbiamo aggiunto altri eventi per animare la comunità.
A Carnevale, per esempio, organizziamo due feste: una il Giovedì Grasso e una il Sabato prima di Carnevale. Anche durante la Fiera di Pagliare, che si svolge tradizionalmente la seconda Domenica di Ottobre, la nostra associazione allestisce uno spazio ludico-ricreativo, dove i visitatori della fiera, oltre che giocare e divertirsi, possono anche assaggiare alcune prelibatezze enogastronomiche.
Su tutte le iniziative, però, certamente ‘L’uomo della croce’ rappresenta il nostro fiore all’occhiello. Non solo perché è stato l’elemento aggregativo iniziale che ci ha spinto a costituire l’associazione, ma anche perché è un’esperienza immersiva e molto coinvolgente, che fa memoria di un evento storico che ha cambiato il destino dell’umanità e al contempo fa riflettere sulle sofferenze attuali. Le croci di ieri incontrano le ferite di oggi. La nostra rievocazione storica ci chiama a riscoprire l’amore come l’unica via per vivere nella pienezza”.














0 commenti