Mons. Mariano Crociata (Ph: Cristian Gennari/Siciliani)

Un appello affinché “le armi vengano messe a tacere in tutto il Medio Oriente” e “possa aprirsi un nuovo capitolo per il popolo iraniano e della regione, consentendo loro di intraprendere un cammino verso un futuro di pace segnato dal rispetto della dignità umana e dei diritti umani fondamentali”.

A lanciarlo oggi è mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (Comece) alla luce della nuova ondata di violenza che sta mettendo a fuoco l’intero Medio Oriente. Ieri a Bruxelles si è riunito il Comitato permanente della Comece e alla luce di quanto emerso nelle discussioni, mons. Crociata esprime la sua “più profonda preoccupazione per la recente escalation di violenza in Iran e in tutto il Medio Oriente.

Il mio primo pensiero – si legge nella nota – va a tutte le persone che portano il peso più pesante, persone e comunità che hanno già sofferto a lungo per difficoltà e instabilità e che ora si trovano ad affrontare l’incertezza sul loro futuro”. Secondo il presidente dei vescovi europei, “la grave crisi in corso segna un ulteriore indebolimento dell’ordine internazionale basato sulle regole e un continuo disprezzo per il diritto internazionale”. Crociata sottolinea: “È profondamente preoccupante che il ricorso alla violenza abbia ancora una volta la precedenza sugli sforzi diplomatici. Inoltre, la situazione attuale dimostra che la logica della ritorsione e della vendetta rischia di alimentare una spirale di violenza, mettendo a repentaglio la stabilità regionale e globale, e potenzialmente portando a una tragedia di proporzioni immense”. “Facendo eco all’appello urgente di Papa Leone XIV a porre fine alla spirale di violenza – afferma il presidente dei vescovi Ue -, desidero invitare l’Unione Europea a restare unita e a rinnovare la sua vocazione di progetto di pace: promuovere la de-escalation tra tutte le parti coinvolte, rilanciare gli sforzi diplomatici e rispettare coerentemente il diritto internazionale, anche nell’ambito della non proliferazione nucleare”.

“Incoraggio inoltre l’Ue – aggiunge Crociata – ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e il benessere dei suoi cittadini, di coloro che si trovano nella regione del Medio Oriente e di coloro che vivono sul suo territorio. Ciò implica anche affrontare le conseguenze negative di potenziali interruzioni dell’approvvigionamento energetico”.

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