“L’uomo non è fatto per vivere chiuso in se stesso, ma per essere in relazione viva con Dio”.
Lo ha ricordato il Papa, ricevendo in udienza le comunità di quattro Seminari spagnoli: Alcalá de Henares, Toledo, Interdiocesano di Cataluña e Cartagena. “Mantenere uno sguardo soprannaturale sulla realtà ”, la raccomandazione nel discorso in spagnolo, sulla scorta di Chesterton: “Quando questa relazione si oscura o si indebolisce, la vita comincia a disorientarsi dal di dentro”, il monito. No, quindi, alla tendenza a “vivere prescindendo da Dio nel quotidiano, mettendolo ai margini dei criteri e delle decisioni con cui si affronta l’esistenza”. “Cosa può esserci di più innaturale di un seminarista o un sacerdote che parla di Dio con familiarità, ma vive interiormente come se la sua presenza esistesse solo sul piano delle parole, e non dello spessore della vita?”, si è chiesto il Papa, secondo il quale “niente è più pericoloso di accostarsi alle cose di Dio senza vivere di Dio”. “Avere una visione soprannaturale non significa fuggire dalla realtà, ma apprendere a riconoscere l’azione di Dio nel concreto di ogni giorno”, ha precisato Leone: “Uno sguardo che non si improvvisa né si delega, ma che si apprende e si esercita nell’ordinario della vita”. La vita del seminarista o del sacerdote, per il Papa, si inaridisce, “quando si confonde la feconità con l’intensità delle attività o con l’attenzione meramente esteriore alle forme”.




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