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DIOCESI – In un mondo spesso velato dall’indifferenza, esistono oasi di umanità dove la luce della solidarietà risplende con forza. La Caritas di San Benedetto del Tronto è una di queste, un porto sicuro per chi vive momenti difficili. Tra coloro che animano questo prezioso servizio si distingue Benedetto Marinangeli, un volontario dal cuore generoso, la cui dedizione e il cui sorriso sono balsamo per molti. La sua vicenda mostra come l’impegno verso gli altri trasformi l’esistenza di chi offre aiuto e di chi lo riceve, spronando a riscoprire il valore della vicinanza e della condivisione.

Benedetto Marinangeli è una figura importante della Caritas di San Benedetto del Tronto, dove dal 2017 si dedica con passione all’assistenza individuale e all’organizzazione del vestiario. Cittadino profondamente legato alla sua terra, ha scelto di mettere a frutto le proprie capacità e il proprio tempo per soccorrere chi versa in condizioni precarie. “Un amico mi suggerì di avvicinarmi alla Caritas, sottolineando il valore formativo dell’esperienza”, racconta. “Ho accolto il consiglio e sono rimasto, desideroso di dare il mio contributo”.

Il suo impegno, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00, si inserisce in un sistema efficiente, guidato dalla responsabile Stefania Mantovani, che coinvolge numerosi volontari. La Caritas offre un ampio ventaglio di servizi, tra cui la distribuzione di indumenti, un sostegno concreto per chi ha problemi economici. “Chi beneficia del servizio vestiario ha perso tutto, eccetto la dignità”, spiega. “Molti sono italiani, genitori che hanno perso l’impiego o che lottano contro il caro vita. Con l’aumento dei costi, diventa sempre più arduo acquistare abiti nuovi”.

La generosità del territorio è essenziale per l’operatività del servizio. “Gli abitanti di San Benedetto hanno dimostrato grande sensibilità e altruismo, portando coperte, abiti, calzature e altri beni indispensabili”, evidenzia Benedetto con riconoscenza. “Un sincero ringraziamento a questi benefattori”. Malgrado le numerose donazioni, persistono alcune necessità specifiche. “Servirebbero soprattutto scarpe da ginnastica da uomo, biancheria intima maschile, tute, giacche e coperte”.

La realtà quotidiana di Benedetto comprende anche persone costrette a dormire all’addiaccio, che necessitano di protezione dal freddo. “Purtroppo, alcuni sono ancora obbligati a dormire all’aperto”, afferma con amarezza. “A loro dobbiamo fornire coperte calde per ripararsi dal gelo, che si intensifica durante la notte. Al mattino, le coperte sono spesso umide e vanno sostituite”.

Pur accogliendo tutti con un sorriso, Benedetto rifugge dal parlare di sé. Preferisce sottolineare l’importanza delle donazioni ricevute dalla comunità. “Dio benedica chi dona!”, esclama con devozione. Per chi è in difficoltà, anche un piccolo gesto può avere un grande impatto. “Talvolta, uno sguardo fraterno, un sorriso, un berretto, dei guanti o un indumento possono alleviare le sofferenze”, chiarisce. “È come dice un comandamento: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’. Non è sempre facile, ma cerco di avvicinarmi a questo ideale. Questo dà senso al mio tempo.

La Caritas di San Benedetto del Tronto rappresenta un modello di solidarietà concreta, dimostrando come un gruppo di persone, animate da un profondo amore per il prossimo, possa fare la differenza nella vita di chi si trova in difficoltà. La dedizione dei volontari, il contributo dei donatori e la competenza degli operatori creano un clima accogliente e premuroso, dove chiunque può trovare sostegno concreto e un gesto di affetto. In un’epoca segnata dall’individualismo, la Caritas ricorda che la vera gioia si trova nella cura degli altri, perché “in fondo, la nostra natura umana ci dice che siamo felici solo se lo sono tutti”.

La storia di Benedetto Marinangeli e della Caritas di San Benedetto del Tronto invita a riflettere sul valore della vicinanza, sull’importanza di tendere la mano a chi è in difficoltà e sulla bellezza di un mondo in cui ci si sente responsabili del benessere collettivo. Ricorda che la vera ricchezza non è fatta di beni materiali, ma della capacità di donare affetto e speranza.

 

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