GROTTAMMARE – “Sono otto le Beatitudini di cui oggi ci parla Gesù – ha detto Don Benvenuto Napou a San Giovanni Battista a Grottammare. “Gesù ci rimanda alle tavole della legge del Sinai, ma il suo è un linguaggio nuovo, di cui nessuno ha mai parlato”.
L’occasione è stata data dalla Messa per la Confraternita dell’Addolorata, nella prima domenica del mese. “Seguire le beatitudini significa essere felici. Come diceva Papa Francesco, colui che è beato è in una condizione di Grazia, di felicità. Infatti Gesù già sulla terra se seguiamo i suoi insegnamenti, ci regalala felicità e serenità”.
Durante la Celebrazione c’è stato il Battesimo della piccola L.M.V. La Chiesa era gremita di fedeli.
Don Benvenuto è il collaboratore del nuovo parroco dell’Unità Pastorale di San Pio V e San Giovanni Battista, Don Roberto Traini ed entrambi i sacerdoti sono provenienti dalla Comunità di Cupra Marittima .
All’uscita della chiesa, è stata festeggiato a sorpresa il novantesimo di una simpatica nonnina del paese alto, con coriandoli e battiti di mani.
Le Origini della Confraternita
La Confraternita dell’Addolorata fu fondata ufficialmente il 10 febbraio 1757 e, solo un anno più tardi, venne unificata alla «Compagnia del Santissimo Sacramento», che risaliva al XVI secolo. Tuttavia, le sue radici sembrano ancora più antiche, risalenti alla confraternita del «Corporis Christi», istituita dal cardinale Alessandro Peretti, nipote di Sisto V, il pontefice nato proprio a Grottammare nel 1521.
Già prima del 1585, infatti, i documenti storici del comune attestano l’esistenza della confraternita del «Santissimo Corpo di Gesù», rendendola di fatto coeva a Sisto V. Il 19 aprile 1758, la confraternita venne infine aggregata alla «Compagnia della Morte» di Roma, ottenendo così il titolo completo di «Confraternita della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo e dei Dolori di Maria Vergine, del Santissimo Sacramento e della Buona Morte».
Le Funzioni della Confraternita e il Suo Impegno Sociale
Nata con una forte vocazione assistenziale, la Confraternita dell’Addolorata ha svolto un ruolo centrale nella cura della comunità. Originariamente, si occupava dell’ospedale Madonna della Misericordia e gestiva i funerali per i poveri, oltre a curare il cimitero. Ancora oggi, i confratelli godono del diritto di essere sepolti nella tomba sociale, simbolo dell’appartenenza a questa antica fratellanza.
Tra le attività storiche figurano la gestione della processione del Cristo Morto, la devozione delle Quarant’ore a Santa Lucia e varie pratiche spirituali per le anime del Purgatorio. Con un carisma rivolto ai più umili e agli emarginati, la confraternita si propone di accompagnare i defunti alla Luce divina e di sostenere i bisognosi, continuando a promuovere la Passione di Gesù Cristo e la devozione a Maria Addolorata.
Simboli e Tradizioni
Curiosità storica riguarda la veste dei confratelli, caratterizzata dal cappuccio noto come “buffa”, che un tempo serviva a mantenere l’anonimato durante le opere di carità. La tradizione imponeva infatti che queste attività fossero svolte in totale discrezione, per evitare qualsiasi forma di riconoscimento o ringraziamento pubblico, in linea con lo spirito di umiltà e servizio della confraternita.
Oggi, la «buffa» è conservata come simbolo di un passato di dedizione e modestia, valori che la Confraternita dell’Addolorata continua a incarnare nel cuore della comunità di Grottammare, custode di un’eredità che resiste ai secoli.




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