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FOTO San Benedetto, il Centro Famiglia ha incontrato la nuova associazione ComCura

DIOCESI – È stata una mattinata intensa di riflessione, confronto e condivisione quella promossa Sabato 31 Ottobre 2026 dal Centro Famiglia di San Benedetto del Tronto che, alle ore 9:30, presso i locali del Centro Pastorale Diocesano, ha ospitato l’associazione ComCura-ODV, nata lo scorso Settembre grazie alla generosità di alcuni medici ed infermieri che hanno deciso di offrire gratuitamente il proprio sostegno alle famiglie, portando cura e sollievo anche a casa e nei luoghi di vita dei bambini fragili.

L’appuntamento ha registrato la  la partecipazione del dott. Ezio Aceti, psicologo e psicoterapeuta tra i più noti esperti italiani in campo educativo e relazionale, e dei vertici delle due associazioni: il dott. Nicola Farinelli, presidente del Centro Famiglia, e la dott.ssa Barbara Perrone, presidente di ComCura ODV.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di formazione ed approfondimento per operatori sanitari, volontari, educatori e famiglie, accomunati dal desiderio di riflettere sul valore della prossimità e della relazione nella cura delle persone più fragili.

L’importanza della presenza e della relazione: l’intervento del dott. Aceti

Nel corso della sua relazione, il dott. Ezio Aceti ha posto al centro la natura profondamente relazionale dell’essere umano, sottolineando come ogni autentico percorso di aiuto debba partire dalla consapevolezza che ogni persona è strutturalmente orientata all’incontro con l’altro. “Noi siamo esseri relazionali, cioè siamo fatti per la relazione” – ha affermato, spiegando come la semplice presenza accanto a chi soffre abbia già un valore terapeutico e profondamente umano. Rivolgendosi ai volontari e agli operatori impegnati accanto alle famiglie, Aceti ha evidenziato che spesso non sono necessarie parole straordinarie per essere d’aiuto. “Già la presenza è rivoluzionaria” – ha osservato, ricordando che anche il silenzio può diventare una forma autentica di comunicazione quando è carico di ascolto, attenzione e disponibilità.

Tra i passaggi più significativi dell’incontro, il richiamo alla celebre espressione di San Giovanni della Croce: «Dove non c’è amore, metti amore e troverai amore». Una frase che, secondo Aceti, sintetizza efficacemente il valore educativo della gratuità e del tempo donato agli altri.

Lo psicologo ha inoltre insistito sul significato dell’accoglienza e della prima impressione nelle relazioni di aiuto, evidenziando quanto sia importante far sentire ogni persona attesa e riconosciuta nella propria unicità. Citando Maria Montessori, ha ricordato che «l’altro si deve sentire atteso», soprattutto quando attraversa situazioni di sofferenza e fragilità.

Un ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’ascolto. Aceti ha sottolineato come il vero ascolto richieda la capacità di sospendere giudizi e risposte immediate, per lasciare spazio alla parola e all’esperienza dell’altro. “Quando l’altro si sente ascoltato fino in fondo, sta meglio” – ha spiegato, invitando i presenti a coltivare un atteggiamento di accoglienza autentica.

Particolarmente toccante la testimonianza personale con cui il relatore ha concluso il suo intervento, raccontando l’esperienza vissuta accanto ai propri figli, uno dei quali affetto da una grave patologia genetica. Una vicenda segnata da difficoltà ed interrogativi, ma anche dalla scoperta di una diversa profondità della vita e delle relazioni. Da questa esperienza è scaturito un forte incoraggiamento rivolto ai volontari di ComCura, invitati a sostenere non solo i bambini, ma anche i genitori e l’intero nucleo familiare nel difficile cammino della malattia.

Una comunità che cura, grazie ad una rete stabile di collaborazione

Al termine dell’incontro si è svolta la prima assemblea della neonata associazione ComCura, un momento significativo che ha segnato ufficialmente l’avvio del percorso associativo e organizzativo del sodalizio. Un passaggio importante per una realtà che intende mettere in rete professionalità sanitarie, competenze educative e volontariato, offrendo alle famiglie un sostegno concreto e una presenza qualificata nei momenti di maggiore fragilità.

“ComCura è nata dal sogno di un gruppo di colleghi ed amici, professionisti nell’ambito sanitario e sociale, uniti dal desiderio di contribuire a rispondere ai bisogni delle famiglie dei bambini più fragili, portando respiro e sollievo a casa e nei luoghi di vita del bambino, in modo gratuito e comunitario – ha dichiarato la presidente Barbara Perrone – . Questo sogno affonda le sue radici nell’esperienza personale, formativa e professionale maturata nel campo delle cure palliative pediatriche, che sono l’attiva presa in carico multidisciplinare di corpo, mente e spirito del bambino e supporto in rete per la sua famiglia, per garantire la miglior qualità di vita possibile. Noi crediamo che il senso profondo della cura sia racchiuso in un gesto disinteressato, generoso e accogliente rivolto a chi, pur nella difficoltà della malattia, ha il diritto di vivere con dignità, sollievo e amore ogni istante della propria esistenza. Anche se la guarigione dalla malattia non sempre è possibile, la cura della persona resta infatti sempre possibile”.

Da qui il nome di ComCura, che è l’abbreviazione di “Comunità che Cura”. Ha spiegato, infatti, la presidente Perrone: “Ci è sembrata l’espressione giusta per esprimere lo spirito di responsabilità condivisa che crediamo essere l’unico in grado di rendere possibile la Cura e di darle senso: i bisogni dei bambini più fragili richiedono infatti una risposta di comunità, perché, quando una malattia colpisce un bambino, l’intera famiglia ne viene coinvolta e sconvolta e con essa la rete parentale, lavorativa e sociale in cui è inserita. In questa dinamica ciascuno può diventare parte della cura ed esserne a propria volta beneficiato. In queste settimane sono entrate a far parte di ComCura anche le prime famiglie, così da renderla uno spazio di condivisione per le famiglie stesse, in cui possano sentirsi insieme, scambiarsi esperienze e diventare esse stesse protagoniste di progetti di cura utili per altre famiglie.”

L’assemblea ha rappresentato il naturale coronamento di una mattinata caratterizzata da una forte partecipazione e dalla condivisione di valori che pongono al centro la dignità della persona, la cura delle relazioni e la vicinanza alle famiglie chiamate ad affrontare prove particolarmente difficili. Ha infatti concluso la dott.ssa Perrone: “L’incontro di oggi, reso possibile dalla stupenda ospitalità degli amici del Centro Famiglia con il contributo del dott. Ezio Aceti, è stato per noi di ComCura il modo migliore per cominciare le nostre attività. Accoglienza, ascolto, relazione, condivisione, cura dell’altro, gratuità, impegno comunitario: che gioia poter sperimentare tanta sintonia! E che grande incoraggiamento! Siamo infatti consapevoli che la strada da percorrere sarà impegnativa, ma sapere di camminare insieme dona fiducia, bellezza e senso ai passi“.

Grande la soddisfazione anche del presidente del Centro Famiglia, Nicola Farinelli, il quale ha affermato: “Quella vissuta oggi è stata una mattinata preziosa, perché ha mostrato come il bene possa nascere dall’incontro tra competenze, sensibilità e disponibilità al servizio. Il Centro Famiglia e ComCura condividono la stessa convinzione: nessuno deve essere lasciato solo di fronte alla fragilità, alla malattia o alla sofferenza. Per questo è fondamentale costruire una rete stabile di collaborazione tra associazioni, professionisti, istituzioni e famiglie, capace di mettere in comune risorse, esperienze e umanità. Solo una comunità che sa lavorare insieme può davvero prendersi cura delle persone nella loro interezza. Il nostro auspicio è che questa collaborazione appena avviata possa crescere nel tempo e diventare un punto di riferimento per tante famiglie del territorio, affinché ogni bambino, ogni genitore e ogni persona fragile possa trovare accanto a sé qualcuno disposto ad ascoltare, accompagnare e sostenere. Perché la cura autentica non esclude nessuno: è una responsabilità condivisa che appartiene a tutta la comunità“.

Carletta Di Blasio: