“La Chiesa promuove la cultura perché essa è un bene in sé, è un servizio all’essere umano e al compimento della sua vocazione sulla terra”. Così Leone XIV all’udienza generale in piazza San Pietro, nella catechesi sulla Costituzione pastorale “Gaudium et spes” del Concilio Vaticano II e sul rapporto tra fede e cultura. Il Pontefice ha richiamato l’esortazione rivolta dal testo conciliare alla Comunità internazionale “affinché tutti possano avere accesso ai beni culturali fondamentali, superando l’analfabetismo e la mancanza di istruzione”, riprendendo anche il passaggio secondo cui è “dovere di tutti far sì che la partecipazione propria e necessaria delle donne nella vita culturale sia riconosciuta e promossa”. Leone XIV ha evidenziato che i cristiani “non sono per questo dispensati da una paziente formazione intellettuale e culturale” e che “le loro conoscenze umane e scientifiche devono procedere di pari passo con i contenuti della loro fede”. La “Gaudium et spes” – ha aggiunto il Papa – “ci raccomanda di non vivere la fede in uno spirito di contrapposizione o di ostilità nei confronti del mondo, della cultura e delle sue espressioni umane”. “Giungere a una sintesi matura e responsabile fra fede e cultura – ha concluso – è infatti una condizione necessaria per la perseveranza nella vocazione cristiana, ma anche un requisito indispensabile per testimoniare la fede al mondo e comunicarla agli altri in modo credibile”.

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