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IIS “Guastaferro”, l’allarme del dott. Pincherle: I ragazzi sono sempre più soli e isolati

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «L’obiettivo è un uso responsabile di internet, da raggiungere tramite condivisione delle informazioni che riguardano invece il suo uso distorto, la dipendenza verso questo strumento. Noi neuropsichiatri non siamo moralisti o censori». Parole del prof. Stefano Vicari, autorità riconosciuta nell’argomento, intervenuto insieme al dott. Maurizio Pincherle, nella mattinata di lunedì 26 ottobre, al convegno ‘Social Network. Anche la scienza dice no’, che si è svolto nella biblioteca dell’IIS ‘Guastaferro’ di San Benedetto, organizzato in collaborazione dall’Istituto, dalla Fondazione Carisap e dall’associazione sportiva ‘Pedale Rossoblù’ e moderato dal giornalista Andrea Barchiesi.

In videocollegamento da Roma, Vicari ha fornito una efficace sintesi del fenomeno delle dipendenze, con particolare riferimento a quelle da strumenti digitali, specificando al tempo stesso le diverse possibili responsabilità, a partire da quelle dei genitori, i quali dovrebbero fornire delle regole più con l’esempio che con prediche o imposizioni verbali: «a partire dal fatto di non usare il telefono a tavola o dopo una certa ora del giorno», ha precisato lo specialista.

Il prof. Vicari ha dialogato con il dott. Maurizio Pincherle, collega neuropsichiatra con un’esperienza altrettanto ampia e approfondita negli anni, nella cura di giovani con problemi spesso legati alle dipendenze. Tra le altre cose, Pincherle ha parlato del «grave problema della solitudine e dell’isolamento, per cui i ragazzi si chiudono nell’uso dello smartphone. Ci sarebbe invece bisogno di una sorta di patente, per l’uso corretto di questi strumenti, con particolare riferimento ai loro effetti sul sistema nervoso».

Nel corso del dialogo non sono mancati gli interventi da parte del pubblico, formato dalle classi 5 A ODO e 5 A SCS e dei rispettivi docenti, genitori e docenti anche di altri istituti, oltre naturalmente alla dirigente scolastica del Guastaferro, prof.ssa Marina Marziale e alla dott.ssa Maria Antonietta Lupi in rappresentanza della Fondazione Carisap. I relatori hanno anche accennato ai fatti di cronaca, a cominciare naturalmente dalle proteste dei giovani in corso in varie città del mondo. «In una certa fase della crescita e per formare la propria identità i ragazzi hanno bisogno del conflitto con il mondo dei genitori, i quali pertanto non devono svolgere il ruolo di ‘amici’», ha chiosato il prof. Vicari. La necessità di un mondo più a misura di giovani è stato l’ultimo tema trattato, nel corso di una mattinata che resterà senz’altro impressa nella memoria dei partecipanti.

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