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Acquaviva Picena, sentimenti di gratitudine per don Giuseppe Giudici, che lascia la comunità di San Niccolò

ACQUAVIVA PICENA – Don Giuseppe Giudici ha salutato la comunità di Acquaviva Picena alla Santa Messa delle ore 18:30 di Domenica 25 Ottobre. Numerosi fedeli hanno voluto essere presenti per far sentire i propri sentimenti di gratitudine e vicinanza al presbitero e per augurare a don Peppe un buon cammino nella fede. Dopo cinque anni ciò che ha legato il parroco alla comunità non è stato solo il prezioso servizio ministeriale di sacerdote, ma anche amicizia, dedizione e la sua presenza assidua nella vita quotidiana degli Acquavivani.

Presente alla Celebrazione Eucaristica anche il sindaco Sante Infriccioli, il Comandante della stazione dei Carabinieri maresciallo Domenico Princigalli, lo storico dell’arte Alessandro Conforti, guida e funzionario dei Musei Vaticani e i rappresentanti delle associazioni laicali di Acquaviva Picena.

Una relazione d’amore con Dio

“Ci salutiamo in un giorno molto speciale: oggi celebriamo la dedicazione di questa chiesa di San Nicolò“ – ha detto don Giuseppe durante l’omelia, sottolineando l’importanza di avere una relazione di vero amore verso Dio -: Quando ascoltiamo questo brano del Vangelo, dove vediamo Gesù che scaccia i mercanti dal tempio, pensiamo che si riferisca a tutti quelli che soprattutto nei santuari vendono gli oggetti devozionali, ma non è così. Gesù scaccia quelli che legittimamente ci dovevano stare tanto che gli esegeti dicono che, dopo quel fatto, Gesù è stato già condannato a morte, perché ha fatto un atto molto cattivo per quel tempo. Gli animali servivano per permettere ad offrire sacrifici a coloro che entravano in chiesa, anche Maria e Giuseppe offrirono due giovani colombe, mentre i cambiamoneta erano necessari perché all’interno del tempio non potevano entrare monete romane e così dovevano per forza di cosa cambiarle. Gesù dice: «Non  fate della casa del Padre mio un mercato» e si riferisce a noi che abbiamo fatto diventare la nostra relazione con Dio un mercato. Perché? Perché noi abbiamo la convinzione che, presentando al nostra preghiera, Dio debba darci ciò che vogliamo. Uno scambio. L’amore di Dio, invece, è gratuito, Lui ci dona gratuitamente tutto. Se io in questi cinque anni fossi riuscito a farvi capire questo, me ne andrei contento, perché consapevole che siamo passati da una fede mercanteggiante ad una relazione d’amore con Dio. Il mercanteggiare è il contrario dell’amore. L’amore di Dio non si compra, è gratuito. Ci abbiamo mai pensato a quanti mercanti dovremmo cacciare dal nostro cuore? Quanto pensieri cattivi facciamo verso noi stessi e pensiamo che gli altri siano meglio di noi, soprattutto i giovani ne soffrono. Dobbiamo renderci conto che è necessario purificarci dai pensieri cattivi. Per amare abbiamo bisogno di un cuore puro e libero”.

Le preghiere colme di gratitudine

Nelle preghiere dei fedeli si è pregato per la Chiesa, ma soprattutto per don Giuseppe e per il suo nuovo servizio. Ogni singolo gruppo parrocchiale ha voluto ringraziare don Giuseppe in modo personale:

  • Signore, guida don Giuseppe sulla via dell’amore, perché possa donare il sorriso della speranza a chi è nella sofferenza, il sorriso della fedeltà a chi non sa più credere, il sorriso della gioia a chi è nella tristezza, il sorriso della misericordia a chi non sa perdonare, il sorriso dell’amore a chi non sa più amare.
  • Signore, ti ringraziamo per aver donato alla nostra comunità un pastore come don Giuseppe, a lui va il nostro grazie per l’attenzione e la cura per la nostra parrocchia come per una famiglia; di averla resa più viva, accogliente. Buon cammino don, ti accompagnino la nostra preghiera e l’affetto che sicuramente troverai nella nuova comunità.
  • Per il nostro parroco don Giuseppe che oggi ci saluta per iniziare il nuovo servizio pastorale nella comunità di San Pio X, ti ringraziamo, Signore, per averci donato un pastore che ci ha lasciato crescere liberi, che non ha mai spento le nostre idee, ma le ha accolte, consigliate e custodite con sapienza. Per tutto il bene che ci ha dato.
  • Signore, ti ringraziamo per la sua presenza, la sua guida e tutto ciò che ha seminato nella nostra comunità e nel cuore di ciascuno di noi. Fa’ che il bene custodito in questi cinque anni continui a portare frutto e lo accompagni nel nuovo cammino che lo attende.
  • Grazie, Signore, per il dono prezioso che don Peppe è stato per la nostra comunità. Assistilo su tutte le strade dove lo condurrai, perché il suo stile apostolico, umile, autentico ed efficace possa portare altrettanti frutti per le persone.

La gratitudine della comunità verso don Peppe

Gli Scout di Acquaviva Picena hanno voluto salutare don Giuseppe con queste parole: “Caro don Peppe – o semplicemente Peppe come ti chiamano i bambini -, è difficile trovare le parole adatte per questo momento che ha il sapore amaro della separazione, ma che sappiamo essere il preludio di un nuovo inizio per la tua vita sacerdotale. Dopo l’annuncio del vescovo, di fronte al silenzio sconcertato del Consiglio Pastorale, con serenità hai esordito: ‘Mamma mi ha sempre insegnato ad obbedire ai preti. Così ho accettato’. Sì, così, con semplicità.

Nella nostra parrocchia sei arrivato in punta di piedi, senza imporre nulla, cercando di farti prossimo a tutti, dai bambini agli anziani. Hai permesso a chiunque si avvicinasse a te di dire la sia liberamente, perché si sentisse accolto ed ascoltato e anche tu nella fraterna amicizia qualche volta hai avuto bisogno di ascoltarci. Hai sostenuto e accompagnato la nostra comunità nelle gioie e nei dolori, attraversando il mare buio e tempestoso delle nostre fragilità, dei nostri dolori senza risparmiarti. Ci hai consolato, non riempiendo i vuoti con parole che rimangono sospese, ma facendoti prossimo con premura e compassione. La strada che abbiamo percorso in questi cinque anni ci ha visto camminare, viaggiare, pregare, giocare, scherzare, ridere, soffrire, ma lo abbiamo fatto insieme ed insieme siamo cresciuti sia come persone sia come comunità. Siamo diventati tasselli di quell’unico grande mosaico che hai voluto rendesse bello il nostro stare insieme.

Ora questo tuo “Sì” ci parla della difficile arte dell’obbedienza alla quale ci abbandoniamo, perché si realizzi quel misterioso progetto di gioia e di felicità che da sempre è stato pensato per te e per noi. In questo tuo nuovo percorso fisicamente noi non ci saremo, ti consegniamo allora una lanterna da marinaio con la speranza che tu possa continuare ad essere per la tua nuova comunità ciò che sei stato per noi: “Lampada per i miei passi la tua Parola. Luce sul mio cammino”. È giunto il momento di levare l’ancora, il vento ti sia propizio. Il Signore, che ci ama nel profondo, ti benedica e ti protegga in questo tuo nuovo percorso e renda ogni giorno sempre più fecondo il tuo prezioso ministero. Ti vogliamo bene”.

Anche Alessandro Conforti ha salutato don Giuseppe, ricordando tutte le belle esperienze che ha riportato ogni volta che è stato presente nella parrocchia San Nicolò, aggiungendo: “Se il vescovo ti ha affidato la nuova parrocchia, è segno che sei una persona valida e la presenza numerosa di tutte queste persone lo dimostra ampiamente”.

Il saluto di don Peppe alla comunità

Don Giuseppe ha salutato così la comunità nella quale ha donato il suo prezioso ministero:

“Amici cari, grazie per la vostra presenza così numerosa. Non credo di meritare tanto affetto, ma non c’è niente di più bello di un amore non meritato.

Vorrei dirvi che siete stati una bellissima, meravigliosa sorpresa di Dio, da custodire, valorizzare, accrescere.

Grazie per la vostra fede, la vostra vicinanza, la vostra generosità che è stata unica e sorprendente e grazie soprattutto per la vostra testimonianza in questi ultimi mesi difficili, duri e sconvolgenti per la nostra comunità. Siete rimasti in piedi sotto la croce, una croce che avrebbe facilmente schiacciato e fatto perdere la fede a molti; invece queste dolore atroce ci ha uniti ancora di più e ci ha fatto conoscere la parte più bella di molti di noi. Sara Lea, Alessio, Francesca, Fabio: troppi, troppo giovani, troppo improvvisamente. È stato per noi una parabola, abbiamo attraversato il dolore e la morte, poi abbiamo visto vincere la vita. Permettetemi un pensiero speciale per Ilaria, che anche io ho avuto il dono di conoscere, e per Erika, che ho conosciuto attraverso i vostri racconti e soprattutto le vostre lacrime. Hanno aiutato tanto questa comunità e lo stanno facendo ancora di più dalla Gerusalemme celeste. Proprio da loro abbiamo imparato come vivere la sofferenza e la morte al modo di Cristo.

Grazie per la vostra fiducia: senza conoscermi e senza conoscere le esperienze che, in accordo con il Consiglio Pastorale, venivano proposte, avete aderito sempre con incredibile entusiasmo. Grazie per la vostra accoglienza e in modo particolare verso gli amici del Centro Aletti, in un tempo per loro difficile e complicato. Se avessimo aspettato la soluzione del problema, non avremmo avuto né dipinto un mosaico e ci saremmo privati di bellissime esperienze. Per me, la conoscenza del Centro Aletti è stato fondamentale, mi ha salvato la vita dal punto di vista spirituale e quello che sono lo devo a loro. Non sarei stato un prete così, se non avessi conosciuto il centro Aletti. Ringrazio Cristiano e Alessandro, la loro generosità è stata per me molto edificante. Pensando all’incontro con il Papa, dove siamo stati molto invidiati per questa opportunità, ripenso a quando Alessandro ha parlato con il gruppo dei ………. che ricetti come quando parla ai capi di Stato, sono de persone eccezionali e ci hanno accolto meravigliosamente.

Un pensiero per i bambini di Acquaviva Picena. Vi ringrazio per i vostri gesti di affetto. Senza saperlo, siete stati la soluzione a tanti miei giorni difficili. Grazie per gli incontri in preparazione dei Sacramenti, non vi dimenticherò mai. Un pensiero ai genitori: grazie per la fiducia che mi avete dato, per la presenza gli incontri da me organizzati. Vi ringrazio per i bellissimi incontri con voi durante le benedizioni delle famiglie, alle Sagre, per la strada, nei negozi e durante le feste. Grazie per i vostri sorrisi e le giuste critiche. Un pensiero per i giovani: quando il vescovo mi ha chiesto di andare a San Pio X, la mia prima preoccupazione è stata quella di non poter più vivere con voi le bellissime esperienze come quella dei Giovani a Cracovia. Credo che tutti abbiamo toccato con mano quanto sia bello stare insieme e vivere una bella esperienza al di là delle proprie idee. Ringrazio qui tutti i giovani e i ragazzi, non dimenticherò mai il primo campo con i giovanissimi, non ci conoscevamo, ma già ci volevamo bene. Grazie per la vostra amicizia, la fiducia, le lacrime e i sorrisi, per gli scherzi e le risate, per la gioia e lo stupore durante le cene la porto con i pescatori. Mi mancheranno i messaggi a tutte le ore, come quando mi chiedevate le chiavi dell’oratorio. Quando le persone stanno per morire, non chiedono di vedere i trofei, le lauree, il telefono per vedere il numero dei likes, ma vogliono vedere le persone che amano. E così alla fine capiamo che tutto si basa sull’amore. Non si tratta di successo o di fortuna e soldi, ma si tratta di amore. Siate il frumento buono di questo paese, spendente la vostra vita gli uni per altri, se qualcuno sbaglia aiutatelo, evitate le gelosie, coltivate amicizie libere e aperte anche a chi non la pensa come voi in questi anni mi avete dimostrato che siete capaci di cose meravigliose. Ho avuto fiducia in voi come voi l’avete avuta in me e non sono certo uno stinco di santo. Il mio sogno non è la vostra bravura, ma la vostra gioia.

Il rapporto con gli anziani e i malati è stato speciale, quello che ho ricevuto è stato molto di più di quello che ho dato. Ogni volta che andavo a visitarli per portare loro l’Eucarestia, tornavo con i miei problemi più che dimezzati. Me ne vado incoraggiandovi ad essere veri, vogliatevi bene, perdonatevi e aiutatevi vicendevolmente. Ho percepito di essere parte di questa comunità quando è morta mia madre e non mi sono sentito solo neanche per un attimo. Non credo di aver fatto nulla di straordinario: Dio mi ha fatto così, è tutto merito suo. Nessuno mi fatto così male tanto da dovere chiedere delle scuse, sono io a doverlo fare per alcune mie mancanze che sicuramente ci sono state e alcune le ho davanti. Grazie per non aver protestato dopo aver saputo del mio trasferimento, il dispiacere è segno di una relazione. Siete una comunità matura, veramente ecclesiale che sa godere dei doni ed è libera di lasciare andare. Ho ricevuto bellissimi messaggi di vicinanza e gratitudine anche da persone che non partecipano alla vita della comunità, se non in rare occasioni. Ciò che vale non sono le prediche, ma le relazioni: a volte basta solo un sorriso, un saluto.

Grazie alla comunità dei frati Agostiniani: se abbiamo potuto vivere tante cose, è grazie alla loro presenza e al loro servizio. Grazie alle suore della Congregazione del Piccolo Fiore di Betania, ho conosciuto più suore in questi cinque anni che in quarantatré anni! Non ho mai capito perché, dopo che avete imparato cosa vi chiedevo, vi sostituiscono!!! Sto scherzando, vi ringrazio per il vostro servizio. Grazie a Giovanni e Cristina: consiglieri discreti, confidenti, ispirati ed efficaci. Grazie a chi ha vissuto intensamente la parrocchia. Inutile fare l’elenco dei gruppi parrocchiali e delle associazioni laiche che sono sempre state generose. Penso all’Amministrazione Comunale con la quale c’è stata una bella collaborazione. Qualcuno mi ha detto che questi cinque anni sono stati così intensi da sembrarne dieci. Me ne vado felice: se non ho finito la mia missione, ci sarà sicuramente lo Spirito Santo che agirà attraverso don Tiziano (n.d.r. Napoletani). Grazie, sorelle e fratelli cari di Acquaviva Picena!”.

Dopo al Messa, la comunità ha vissuto un momento conviviale offerto dalle associazioni.

Patrizia Neroni: