Sono 2.944 i sacerdoti con cittadinanza straniera attivi nelle diocesi italiane.
Il dato emerge dal XXXV Rapporto Immigrazione 2026 di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, presentato ieri a Roma, che dedica un approfondimento al contributo delle comunità cattoliche etniche alla vita ecclesiale e sociale del Paese. Tra i sacerdoti stranieri, il 36,8% proviene dall’Africa e il 26,2% dall’Asia. Sono presenti in 216 circoscrizioni ecclesiastiche (diocesi) su 226 totali in Italia. La loro presenza copre la quasi totalità del territorio nazionale, con la concentrazione più elevata nella diocesi di Roma, che ne accoglie da sola 311 (pari al 10,6% del totale), seguita dalle diocesi di Firenze (76), dall’Esarcato apostolico per i fedeli ucraini (70), Milano (59), Napoli (58) e Torino (57). La rilevazione sul personale apostolico non italiano stima, inoltre, circa 29.500 permessi di soggiorno per motivi religiosi, oltre il 61% dei quali a Roma. Le comunità cattoliche filippine, ucraine, latinoamericane e africane sono descritte nel Rapporto come “luoghi di socialità e oasi di speranza”, capaci di contribuire alla vitalità dei quartieri e di riattivare anche chiese dismesse.