“Dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della fragilità, in modo da risvegliare la fiducia nella grazia e il desiderio cristiano di santità”. Suor Helen Alford è partita da questa citazione di Papa Leone XIV per la sua meditazione durante l’incontro “A dieci anni da Amoris Laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”, che si è aperto questo pomeriggio in Vaticano conl’intervento del Santo Padre. Il modello, per la religiosa, è quello che scaturisce dall’incontro di Gesù con la Samaritana, “donna senza nome che diventa non solo la prima evangelizzatrice pubblica, ma anche, nonostante la sua cattiva reputazione, e forse proprio per questo, un’evangelizzatrice molto efficace”. Nel racconto del Vangelo di Giovanni, per la relatrice, possiamo rintracciare le varie fasi dell’evangelizzazione: la prima “consiste nel risvegliare il desiderio in coloro che ci ascoltano”, la seconda nel “confrontarci con la fragilità e la debolezza del nostro interlocutore, non per condannare, ma per rendere l’incontro più autentico e il desiderio di aiuto più pressante”. Solo allora, in questo modello, “siamo chiamati a condividere ciò che abbiamo da insegnare”; infine, “la persona evangelizzata deve uscire per condividere con gli altri ciò che ha ricevuto”. “Questo modello di evangelizzazione si conclude soltanto con quella fase, non con la catechesi”, ha precisato Alford. Tramite lo sguardo di Gesù, la Samaritana acquisisce “una relazione nuova o più profonda con Dio Padre, con il mondo quotidiano, con il creato e la redenzione, e con i nuovi cieli e la nuova terra che un giorno verranno”. E’ lo “sguardo relazionale” di Gesù che “permette di rendere visibili le nostre relazioni, altrimenti nascoste”: “Nel mondo altamente instabile in cui viviamo oggi, se vogliamo aiutare i giovani ad avere il coraggio di sposarsi e dare loro la capacità di affrontare le difficoltà che incontreranno, essi dovranno ‘vedere’ le loro relazioni e pensare al loro matrimonio e alla loro vita familiare in chiave relazionale”.




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