“Dinanzi alle sfide odierne poste al mondo del lavoro, in particolare dagli sviluppi dell’intelligenza artificiale, è più che mai decisivo tenere desta l’attenzione sulla centralità insostituibile della persona umana e sulla dignità inalienabile del lavoro”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza i rappresentanti dell’Associazione Dipendenti Laici Vaticani e dell’Associazione Donne in Vaticano. Il lavoro, infatti, “non è un semplice strumento, ma esprime e accresce la dignità della nostra vita” e attraverso di essa “contribuiamo al progresso della società e alla costruzione del bene comune, mettiamo a frutto le capacità ricevute, miglioriamo e abbelliamo il mondo, sosteniamo le nostre famiglie, entriamo in relazioni di cooperazione e impariamo a costruire insieme, nell’ascolto e nel dialogo, qualcosa che nessuno potrebbe realizzare da solo”. “Tutti coloro che, a vario titolo e con diversi compiti, sono chiamati a collaborare con il proprio lavoro al ministero del Papa costituiscono una comunità ecclesiale, partecipe, in spirito di fede e di unità, dell’unica e universale missione che il Signore Gesù ha affidato all’apostolo Pietro e ai suoi successori”, ha detto il Papa, raccomandando ai presenti due parole chiave: comunità e unità.

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