X

Ordinariato militare: tornano in patria 32 caduti della Grande Guerra

(Foto Ministero Difesa)

Dopo oltre un secolo, 32 militari italiani caduti durante la Prima guerra mondiale e rimasti senza nome sono tornati oggi in Patria. Le loro urne, rinvenute nel 2022 a Vrtojba, in territorio sloveno, sono state accolte al Sacrario militare di Redipuglia con gli onori militari e affidate “alla preghiera della Chiesa” nel corso della messa in suffragio presieduta dall’Ordinario militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, il capo di Stato maggiore dell’Esercito, gen. Carmine Masiello, e il gen. Andrea Rispoli, capo dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa.

Nel corso dell’omelia, mons. Saba ha invitato a guardare ai 32 soldati non soltanto come a una pagina della storia militare, ma come a persone che hanno vissuto e servito fino al dono della vita. “La loro presenza qui davanti a noi, persone ignote a noi, ma non certo a Dio”, ha affermato il vescovo, sottolineando che anche quando la storia non riesce più a restituire “un nome, un volto o una vicenda personale”, davanti a Dio ogni persona conserva la propria dignità. Ricordando il significato del loro sacrificio, l’Ordinario militare ha detto: “Di essi oggi non ne conosciamo né il nome né il volto, né la storia, ma sappiamo che hanno donato la loro vita per difendere il valore della libertà, attraverso un sacrificio personale”. Un sacrificio che, ha aggiunto, rappresenta ancora oggi una testimonianza di servizio al bene comune: “Hanno tralasciato il proprio bene privato per servire la comunità umana in vista del bene comune: donazione totale di sé”. “La pace, la sicurezza, il bene della comunità tra i popoli è possibile coltivando i più alti valori dello Spirito e della Fraternità”, ha ricordato mons. Saba, richiamando inoltre “la via del dialogo, che è sempre la più importante”.

Redazione: