Di Siria Sermarini
APPIGNANO DEL TRONTO – Tredici anni di silenzio sono bastati per farci dimenticare quanto sia bello sentirsi una comunità. Poi, l’11 e il 12 Settembre 2026, la magia è tornata. Tra risate, colori ludi della tradizione e la straordinaria energia di chi ha creduto in un sogno, sono tornati i Giochi di Quartiere, un momento di abbraccio collettivo che ha unito diverse generazioni.
La pioggia battente ha purtroppo cancellato la prima data prevista per il 10 Settembre, rischiando di spegnere l’entusiasmo, ma la voglia di far festa è stata più forte di qualsiasi temporale. Nelle serate dell’11 e del 12 Settembre, la piazza ha risposto presente con un’energia travolgente, tingendosi dei colori di appartenenza e di vita vissuta.
Un’assenza troppo lunga, che pesava nel cuore di chi custodisce la memoria di queste tradizioni. Se l’iniziativa è stata voluta con così tanta forza, è stato soprattutto per un sussulto del cuore: il desiderio profondo di riprovare quelle stesse emozioni vissute da bambini – uscendo di casa indossando con orgoglio la maglia della propria contrada per correre in piazza e incontrarsi con tutti gli altri – e, allo stesso tempo, di far conoscere sensazioni così uniche a chi, tredici anni fa, era troppo piccolo.
Concretezza e passione che, grazie al fondamentale supporto della Pro Loco e alla spinta di una grande squadra di volontari, hanno trovato un unico, grande obiettivo: riaccendere il cuore del borgo, unire tutte le generazioni e fare in modo che nessuno si sentisse escluso. Contributo fondamentale anche quello dei Capi Contrada che sono stati veri punti di riferimento, dimostrando grande responsabilità e mantenendo una disciplina e un fair play esemplari.
Il motore agonistico e festoso di questa grande festa è stata la sfida tra le anime del paese, divise e allo stesso tempo unite sotto le insegne delle quattro contrade: il Centro Storico, con il suo fiero colore nero; Valle Chifenti, vestita di un acceso giallo; Valle Orta, con la freschezza del verde; e Valle San Martino/Montecalvo, accesa dalla passione del rosso. Al termine di una competizione entusiasmante e combattuta col sorriso, a trionfare conquistando l’edizione del ritorno è stata la contrada di Valle Chifenti.
“La cosa più commovente? Vedere bambini, ragazzi e adulti lottare fianco a fianco, nella stessa squadra, sotto gli stessi colori, con la stessa identica luce negli occhi”.
In quei giorni straordinari, il paese ha compiuto un piccolo incantesimo: ha messo da parte arroganza, divisioni e le piccole ruggini quotidiane. Al loro posto ha portato in piazza la cosa più potente che esista: la voglia pura di stare insieme, di ridere fino a far male alle guance e di riscoprirsi comunità.
L’inclusione non è stata solo una parola d’ordine, ma una realtà vissuta intensamente. Sotto i colori nero, giallo, verde e rosso, non importava quanti anni avevi, che ruolo coprivi nella vita di tutti i giorni o da dove venivi: c’era un posto per chiunque volesse mettersi in gioco. Veder correre insieme generazioni lontane, unite da una maglia o da un tifo condiviso, ci ha ricordato il senso più profondo dell’essere una grande famiglia.
Appignano del Tronto è tornata a respirare. E la sua piazza, stretta attorno alle sue contrade, è finalmente tornata ad essere la casa di tutti. Un’eredità preziosa che adesso guarda al futuro!