(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Westminster non ha lasciato passare nemmeno questa volta la proposta di legge sul fine vita. Per una manciata di voti (16 per la precisione) hanno vinto i no: 286 contro 270. La gratitudine dei vescovi inglesi è stata subito espressa dall’arcivescovo di Liverpool John Sherrington, referente per le questioni relative alla vita. Il suo grazie è stato rivolto a chi ha fatto pressione sui propri rappresentanti, ai 286 parlamentari che hanno votato contro e a tutti quelli che hanno fatto sentire la propria voce e “hanno difeso la dignità e la sacralità di ogni vita”. “Il vero metro di una società compassionevole è la disponibilità a sostenere le persone nelle difficoltà, anziché incoraggiarle a porre fine alla propria vita”, si legge nel messaggio che riconosce nella “generosità straordinaria” di chi accompagna le persone nella sofferenza, la strada della cura autentica. “Restiamo convinti che il modo più efficace per affrontare la sofferenza nel fine vita sia garantire un maggiore accesso a cure palliative e di fine vita di eccellenza”, scrive ancora Sherrington, perché le persone vivano i loro ultimi giorni “con conforto, dignità e sostegno”. E assicura: “Continueremo a promuovere queste priorità e a stare al fianco di chi si dedica all’assistenza dei morenti”, e a pregare perché “i nostri legislatori garantiscano che le leggi tutelino sempre la dignità della vita umana”.

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