“Il lamento e la maldicenza sono più facili, ma non generano nulla e paralizzano molte situazioni. Il Vangelo, invece, ci educa alla libertà, nella carità”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui ha esortato alla correzione fraterna, “un’arte delicata e troppo spesso dimenticata, che chiede franchezza e gradualità”.

“Parlarsi sinceramente – dapprima a tu per tu, poi se necessario fra due o tre persone, infine, quando occorre, con l’intera comunità – significa affrontare la realtà e trasformare problemi e conflitti in passaggi di crescita”, ha spiegato Leone XIV, invitandosi a “mettersi d’accordo, non soltanto quando ‘è un conflitto”. “Possiamo avere desideri comuni, dolori comuni, speranze comuni e attraverso la preghiera crescere nell’unità”, ha assicurato il Pontefice: “Senza fede, ognuno potrebbe sentirsi solo e sospettare degli altri, vedendoli come estranei e nemici. Per grazia, siamo invece fratelli e sorelle che possono andare d’accordo: incontrandosi, perdonandosi e ascoltandosi nel Signore”.

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