DIOCESI Quarant’anni di attività, volontariato e servizio alla comunità. La Croce Verde di San Benedetto del Tronto ha celebrato un anniversario importante, ripercorrendo una storia iniziata il 4 settembre 1986 e costruita giorno dopo giorno attraverso il soccorso, le emergenze, la formazione e una costante presenza sul territorio.

Un traguardo che non rappresenta soltanto una ricorrenza, ma l’occasione per guardare al lungo cammino compiuto dall’associazione e, allo stesso tempo, alle sfide del futuro. Quattro decenni nei quali tante volontarie e tanti volontari hanno messo a disposizione tempo, energie e competenze al servizio degli altri, contribuendo a rendere la Croce Verde una presenza importante per la comunità sambenedettese.

Il momento centrale delle celebrazioni è stato la Santa Messa presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri presso la Cattedrale di San Benedetto del Tronto, concelebrata da don Nicola Spinozzi, che per tanti anni è stato volontario della Croce Verde.

Il servizio all’altare è stato affidato al diacono Emanuele Imbrescia, mentre la liturgia è stata animata dal maestro Massimo Malavolta, accompagnando una celebrazione alla quale hanno preso parte volontari, rappresentanti dell’associazione, autorità e cittadini.

Il saluto della presidente Ida Peci: «Quarant’anni di impegno, volontariato e vicinanza alla comunità»

Ad aprire la celebrazione è stato l’intervento della presidente della Croce Verde,  Ida Peci, che ha voluto condividere con i presenti l’emozione per un anniversario così importante.

«Sono davvero molto felice di essere qui questa mattina e di vedere così tante persone riunite per celebrare insieme un traguardo così importante». La presidente ha quindi ricordato il significato dei quarant’anni di attività dell’associazione: «Oggi festeggiamo i 40 anni di attività della Croce Verde di San Benedetto. Quarant’anni di impegno, di volontariato, di servizio e di vicinanza alla nostra comunità».

Un anniversario vissuto con gioia, ma anche come occasione per rivolgere un pensiero a tutte le persone che hanno contribuito alla storia dell’associazione. «È un momento importante, che ci riempie di orgoglio e che ci permette anche di ricordare tutte le persone che, in questi quarant’anni, hanno dedicato tempo, energie e passione alla Croce Verde, contribuendo a farla crescere».

Ma guardare al passato, ha sottolineato la presidente, significa soprattutto trovare la forza per continuare a costruire il futuro. «Questo anniversario non deve essere soltanto un punto di arrivo. Deve essere soprattutto un punto di partenza per continuare ad andare avanti, a migliorare e a essere sempre più presenti e utili alla nostra comunità».

Da qui lo sguardo rivolto ai progetti e agli obiettivi che attendono l’associazione: «Abbiamo ancora tanti progetti e tanti obiettivi: migliorare la nostra sede, rinnovare e potenziare i nostri mezzi e avere tutto ciò che ci serve per poter svolgere al meglio il nostro servizio».

La presidente Peci ha infine rivolto un ringraziamento a tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno sostenuto la Croce Verde: «Voglio ringraziare di cuore tutti i nostri volontari, i collaboratori, le istituzioni, le associazioni e tutte le persone che in questi anni ci hanno sostenuto e hanno creduto nella Croce Verde».

Vescovo Palmieri: «L’amore viene prima di tutto»

Al centro della celebrazione la riflessione del vescovo Gianpiero Palmieri, che ha proposto una lettura del Vangelo partendo dalle diverse forme con cui la lingua greca esprime il concetto di amore: eros, filìa e agàpe.

Il primo è l’amore attratto dall’altro, quello passionale; la filìa è invece l’amore dell’amicizia, fondato sulla reciprocità e sulla gioia dello stare insieme. L’agàpe, infine, è l’amore che supera la logica del contraccambio: è quello che «esce fuori da sé stesso e dona sé stesso all’altro», senza necessariamente attendersi un grazie o un riconoscimento.

È proprio quest’ultima dimensione, ha sottolineato Palmieri, a rappresentare una chiave di lettura per chi opera nel volontariato e nel mondo della cura. Un servizio autentico non nasce soltanto da un obbligo o da un tornaconto, ma dalla scelta libera di mettere l’altro al centro.

«Lo faccio perché è bello, perché ho tanti motivi profondi, personali, per farlo», ha spiegato il Vescovo, richiamando quella motivazione che spinge tante persone a dedicarsi agli altri anche quando non vi è una ricompensa materiale.

Una riflessione che si è intrecciata con il brano evangelico, nel quale Gesù e i suoi discepoli vengono rimproverati per aver raccolto spighe in giorno di sabato. Palmieri ha ricordato la tradizione dello spigolare: la legge ebraica prevedeva che le spighe rimaste nei campi dopo la mietitura fossero lasciate ai poveri, affinché potessero raccoglierle.

Di fronte alla contestazione dei farisei, Gesù riafferma però un principio fondamentale: la persona viene prima della regola. Se i discepoli hanno fame, la loro necessità non può essere subordinata a un’interpretazione meramente esteriore della legge.

«L’amore viene prima di tutto», ha sottolineato il vescovo Palmieri, ricordando che «la sopravvivenza dei fratelli viene prima di tutto».

Il sabato stesso, ha spiegato, è stato pensato per l’uomo: è tempo di festa, di gioia, di relazione, ma anche espressione della responsabilità della comunità nei confronti dei più poveri. Il rischio, invece, è quello di fermarsi alla regola e non vedere più la persona che ha bisogno.

Da qui un passaggio per una realtà come la Croce Verde: quando si ama, si è liberi di aiutare, perché l’altro viene messo al primo posto.

Il Vescovo ha poi richiamato la figura di San Paolo e il rapporto con la comunità di Corinto. Paolo vive nei confronti della comunità che ha fondato un amore intenso, una passione che nasce dal desiderio di difendere e accompagnare i credenti.

Il riferimento è anche alle divisioni sorte all’interno della comunità, con i fedeli che arrivavano a identificarsi in gruppi diversi a seconda dell’apostolo che li aveva battezzati. Paolo reagisce a queste contrapposizioni ricordando che ciò che conta non è l’appartenenza a un gruppo, ma il servizio reso alla comunità.

E proprio il servizio degli apostoli, ha evidenziato Palmieri, è segnato dalla disponibilità a pagare un prezzo personale. Paolo racconta infatti fame, sete, nudità, percosse, fatica e persecuzioni. «Insultati, benediciamo. Perseguitati, sopportiamo. Calunniati, confortiamo gli altri».

Parole che il Vescovo ha accostato alla dimensione dell’agàpe: un amore che non cerca il proprio interesse e che continua a donarsi anche quando non riceve nulla in cambio. «Abbiamo fatto di tutto per voi e l’abbiamo pagata, pagata cara. Ma voi venivate prima di tutto».

È questo, secondo Palmieri, il cuore del servizio cristiano e, più in generale, di ogni autentica esperienza di cura: mettere l’altro davanti a sé stessi.

La festa continua nel segno della comunità

Al termine della celebrazione, la giornata è proseguita con un momento conviviale in una sala adiacente alla Cattedrale, dove volontari, autorità, rappresentanti delle istituzioni e cittadini si sono ritrovati in un clima informale.

Un’occasione per condividere la festa e rinnovare la gratitudine della Croce Verde verso tutti coloro che, nel corso di questi quarant’anni, hanno contribuito e continuano a contribuire alla vita dell’associazione.

 

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