SPINETOLI – Mercoledì 2 settembre, dalle ore 11:30, presso lo Spazio Abilita, in via Primo Maggio 147 a Spinetoli, si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione del nuovo Centro per la Famiglia dell’Ambito Territoriale Sociale XXIII.
Presenti alla conferenza Mauro Bochicchio, Sindaco di Castel di Lama, Presidente dell’Unione dei Comuni Vallata del Tronto e Presidente dell’Ambito Territoriale Sociale XXIII; la dottoressa Chiara Buondi, Coordinatrice dell’Ambito Territoriale Sociale XXIII; la dottoressa Laura Olimpi, Referente regionale dei programmi Nati per Leggere e Nati per la Musica; Barbara Scarpantoni, della Cooperativa Abilita; Alessandro Luciani, Rossana Cicconi e Luigi Massa, rispettivamente Primi Cittadini di Spinetoli, Castorano e Offida; Lucia Cori e Germana Gagliardi, rispettivamente Assessore ai Servizi Sociali di Colli del Tronto e Consigliere della Giunta Comunale di Spinetoli; infine, Daniela Tiburzi, autrice del libro Autentiche. Presenti, oltre a varie testate giornalistiche locali, anche i futuri componenti dell’équipe del Centro.
Il Centro è promosso dall’Ambito Territoriale Sociale XXIII – Unione dei Comuni della Vallata del Tronto, con il contributo del Dipartimento per le Politiche della Famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed è gestito dalla rete di partner composta da Abilita Società Cooperativa Sociale, Casa di Asterione e Prima Persona Plurale.
Interventi dei presenti
Mauro Bochicchio: “Superiamo insieme lo stigma del chiedere aiuto”
Il primo a prendere la parola è Mauro Bochicchio, il quale ha definito questo progetto ambizioso, perché «vuole dare supporto alle famiglie in maniera estensiva su tutto il territorio e questo è il posto fisico dove le famiglie possono trovare assistenza. Inoltre, vogliamo che il servizio venga portato in tutti i sette comuni dell’Ambito, in maniera tale che il Centro diventi un riferimento per le famiglie per qualsiasi tipo di problematica. Il progetto durerà fino al 2028, con la speranza che, in futuro, venga nuovamente finanziato e portato avanti nel tempo. Il nostro compito è quello di pubblicizzare questo servizio, perché, se non riusciamo a fare entrare le persone qua dentro e non riusciamo a creare un contatto, allora sarà complicato svolgere questo lavoro. Chiaramente sappiamo che c’è ritrosia nel farsi aiutare, perché sarebbe come ammettere di avere un problema, ma ci mostreremo ben disposti ad aiutare a superare questo tipo di timidezza, proprio al fine di creare il contatto che dicevo prima».
Germana Gagliardi: “Il Centro ci aiuta ad intervenire nelle situazioni di difficoltà”
Alle ultime parole di Bochicchio si aggancia l’Assessore Gagliardi, che, facendo riferimento alla recente tragedia di Pietralata, lancia un messaggio di speranza verso il Centro: «Penso che questo Centro possa intervenire nelle situazioni di difficoltà delle famiglie, che sono davvero tra le più disparate, e questo servizio aggiuntivo si inserisce tra le risposte che vogliamo dare al territorio e alla popolazione che lo abita».
L’invito di Chiara Buondi all’inaugurazione del Centro
Prende la parola la dottoressa Buondi, che spiega la finalità del Centro per le Famiglie e invita tutte le famiglie all’inaugurazione ufficiale del Centro: «Si terrà venerdì 4 settembre, a partire dalle 17:30, presso La Pineta, in via C. Augusto Vecchi. Qui mostreremo tutte le attività svolte e presenteremo due grandi progetti, Nati per Leggere e Nati per la Musica. Nella stessa giornata ci saranno anche la presentazione del libro “Autentiche”, della scrittrice Daniela Tiburzi, e la mostra “Corpi senza voce”, curata dalle Suore Oblate del Santissimo Redentore, dove protagonista sarà la figura della donna».
Laura Olimpi: “Le pratiche del Centro sono funzionali per i bambini”
Viene invitata a parlare la dottoressa Olimpi: «Dal punto di vista pediatrico, questi centri favoriscono lo sviluppo ottimale del bambino. Sappiamo che ci sono eventi e fattori che mettono in difficoltà questo sviluppo, come lo stress cronico e altre dinamiche; pertanto, vogliamo offrire questo servizio alle famiglie, perché è provato scientificamente che il bambino ne giova. Questo supera le difficoltà, di cui parlava il Presidente Bochicchio, nel chiedere aiuto: sono interventi che si rivolgono a tutti».
Daniela Tiburzi: “Il mio libro pone l’accento sulla resilienza femminile”
È il turno di Daniela Tiburzi: «Essere stata invitata a parlare del mio libro è motivo di grande orgoglio, in primo luogo perché ho scritto questo libro per aiutare un’associazione, l’ho fatto a titolo gratuito e sta riscuotendo grandissimo successo. Abbiamo vinto anche un premio per la saggistica a Grottammare. Vogliamo aiutare tutte le donne, attraverso un percorso di crescita personale, a realizzare quelli che sono i loro obiettivi. Il libro è basato sulla testimonianza di Albarosa Clerici, una mamma con un bambino autistico che, con i propri mezzi, ha aperto un centro personale dove accoglie le famiglie con bambini autistici. Ho preso una parte del suo vissuto e ho inserito alcune caratteristiche che dovrebbero avere tutte le donne; infatti, quando sono in difficoltà, sono in grado di tirare fuori un’energia fuori dal comune, riuscendo anche ad alzare le macchine se vedessero i loro bambini in difficoltà».
Come scardinare la reticenza nel chiedere aiuto?
Alla domanda di una giornalista su come scardinare la reticenza nel chiedere aiuto, risponde l’Assessore Cori: «Noi viviamo il territorio, abbiamo delle responsabilità e abbiamo la fortuna di vivere in paesi piccoli e, per questo, riusciamo a individuare le famiglie che hanno bisogno. Molto spesso abbiamo segnalazioni da parte dei vicini; il vero problema è che dovremmo convincerle a venire per instaurare un rapporto e migliorare la loro situazione. Purtroppo, la povertà non è solo economica, ma può assumere anche altre forme, e il nostro compito è quello di inquadrare le priorità organizzative».
Aggiunge poi la dottoressa Buondi: «Un modo per intercettare i bisogni è anche quello di osservare il territorio nei luoghi di aggregazione: scuole, centri sportivi, oratori e bar. In una parola: esserci».
Interviene anche Barbara Scarpantoni: «Il Centro ha un approccio basato su un ascolto orizzontale. Non c’è nessuno che decide che tipo di attività fare, ma punteremo sia ad andare nelle piazze sia ad ascoltare veramente le persone. Attualmente viviamo in un territorio in cui è grande l’aiuto dato dagli Enti del Terzo Settore e, infatti, posso dire che l’obiettivo dell’uno è l’obiettivo dell’altro; per cui, mi sento di poter dire che c’è un forte collegamento tra tutti noi ed è questo che farà la differenza».
Parola ai Sindaci dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto
A chiudere la conferenza sono gli interventi della Sindaca Cicconi e del Sindaco Massa. La Prima Cittadina di Castorano sottolinea l’ambiente familiare che ha trovato al momento del suo insediamento come Sindaca e questo, per lei, è stato motivo di grande fortuna, a differenza di chi magari vive in contesti di solitudine: «Secondo me, la problematica più grande è quella della solitudine: in queste condizioni diventa difficile parlare e chiedere aiuto e, di conseguenza, per noi diventa difficile capire quali difficoltà stiano vivendo. Io penso che qui, oltre al fatto di avere una porta aperta, ci siano attività e iniziative che favoriscono sia il concetto di comunità sia la propensione a parlare delle proprie difficoltà».
Il Sindaco Massa è l’ultimo a parlare: «Crediamo che l’aspetto importante di questa esperienza sia quello di costituire un punto di confronto con le famiglie in difficoltà e, allo stesso tempo, che sia un momento educativo».