“La tavola di Dio è preparata per tutti e a nessuno sono riservate le briciole, perché ciascuno, presso il Padre, ha il proprio posto”.
Lo ha detto Papa Leone XIV all’Angelus di Domenica 16 Agosto, in piazza della Libertà a Castel Gandolfo, commentando il Vangelo della donna cananea.
Alla luce della fede di questa donna, ha affermato il Papa, “diventano insopportabili le diseguaglianze, le discriminazioni, le barriere che calpestano la dignità di troppi figli e figlie di Dio”. Pur non appartenendo al popolo di Israele, ha ricordato il Pontefice, la cananea cerca “con insistenza” di parlare con Gesù e non chiede qualcosa per sé, ma “la pace per la figlia tormentata”.
Il Vangelo, ha osservato Leone XIV, “non nasconde gli ostacoli che questa donna si trova ad affrontare”. I discepoli la vedono “come una persona molesta” e lo stesso Gesù “resiste alle sue richieste”, fino a dirle: “Donna, grande è la tua fede!”.
Anche oggi la Chiesa, ha proseguito il Papa, “può lasciarsi sorprendere dall’opera di Dio e comunicare la pace di Cristo oltre i confini già tracciati”, perché in ogni incontro, “persino in quelli che disturbano i nostri piani, occorre tendere l’orecchio, aprire gli occhi e aprire il cuore a ciò che Dio vuole dirci”. Dalla cananea, ha concluso Leone XIV, si impara “l’umiltà e la determinazione”.