“Speriamo di vederlo presto elevato agli onori degli altari”, ha detto mons. Giampiero Gloder, nunzio apostolico in Romania, durante la messa in onore del venerabile romeno Martin Benedict, celebrata domenica 12 luglio a Galbeni (Bacău), nel nord-est della Romania. Con l’eucaristia presieduta dal nunzio si sono concluse le manifestazioni organizzate tra 10-12 luglio dalla Provincia romena dei francescani minori conventuali insieme alla diocesi di Iasi, in occasione del 40° dalla morte del venerabile Martin Benedict (1931-1986), medico e sacerdote francescano ordinato in clandestinità, perseguitato dal regime di Ceausescu. Trasmettendo la vicinanza e la benedizione di Papa Leone XIV, mons. Gloder ha parlato del venerabile Martin come di “una figura esemplare di uomo, medico cristiano e sacerdote”. È stato e continua ad essere una luce per noi tutti, che ci indica cosa significa vivere nella fede per amore ed avere una speranza incrollabile nel Signore. Dovete essere fieri di lui!”, ha detto il nunzio. In una lettera inviata per l’occasione, padre Carlos Alberto Trovarelli, ministro generale dei frati minori conventuali, ha parlato della missione, partendo dal desiderio del venerabile romeno di essere missionario tra i colleghi di lavoro. “Martin Benedict – ha scritto – non ha cercato la santità in luoghi esotici, ma l’ha trovata nei corridoi degli ospedali, tra l’odore di disinfettante e i sospiri dei malati”. La tre giorni ha incluso vari momenti di preghiera, eventi culturali e sportivi.




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