Notarstefano ha quindi difeso l’impianto della Costituzione, fondato sull’equilibrio dei poteri e sulla tutela dell’interesse generale, criticando la tendenza della politica a inseguire i criteri di efficienza propri dell’economia. “Le scelte pubbliche – ha affermato – non possono che costruirsi con il concorso di tutti”, mentre pensare di garantire la qualità delle decisioni “solo rafforzando la maggioranza per ignorare le minoranze” rappresenta “una forzatura della dialettica democratica”. La rigenerazione della democrazia, ha concluso, passa attraverso cittadinanza attiva, dialogo e sinodalità, trasformando “la diversità in una risorsa” per costruire giustizia e fraternità.

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